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Italia prima tra i big europei per i «privati»

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Il confronto fra i primi cinque Paesi del Vecchio continente

Analizzando il mercato dei primi due mesi del 2017 in Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna, ossia le nazioni automobilisticamente più rilevanti del Vecchio continente, si può notare che le immatricolazioni sono cresciute del 5,11 per cento.
Ma i tre canali non viaggiano alla stessa velocità: se gli acquisti dei privati sono cresciuti in linea con l’intero mercato (+4,86%), il canale True Fleets (cioè le vendite dirette alle aziende assommate ai noleggi a lungo termine) ha fatto segnare un incremento soltanto dell’1,86%, con Italia e Spagna in forte crescita (rispettivamente del 7,89% e del 13,31%), la Gran Bretagna e la Germania stabili (rispettivamente +1,77% e +0,69%), mentre la Francia presenta un saldo negativo del 10%.
Il terzo canale, quello degli Special channels (ovvero le autoimmatricolazioni delle case auto, delle concessionarie e i noleggi a breve termine), è infine quello che ha fatto segnare il maggior incremento: + 8,74%. Molto alto l’aumento delle immatricolazioni in Italia (+ 24,84%), a dimostrazione che non è proprio tutto oro ciò che luccica. Sia da noi che in Germania (+15,82%), il sostegno del mercato è merito in gran parte di forzature.
Il dato positivo in Italia, però, è costituito dalle vendite ai privati, che sono in forte crescita: +7,67%, ed è l’incremento maggiore tra i cinque Paesi. L’Italia si conferma, ancora una volta, la patria degli acquisti da parte dei cittadini: pur con un volume complessivo di 371.641 immatricolazioni a gennaio e a febbraio, contro le 485mila della Germania, nel nostro Paese sono state vendute ben 231.185 nuove auto a clientela retail, contro le sole 155.530 della Germania. Molto indietro anche Francia e Gran Bretagna, rispetto all’Italia.
Quasi un’auto su tre tra quelle immatricolate ai privati nei cinque Paesi porta la targa italiana. Il Paese dove si vendono più auto aziendali? Germania (con 116.473 nei primi due mesi di quest’anno) e Regno Unito (90.963). L’Italia, in questo caso, è dietro anche alla Francia (61.971 unità contro le 66.544 transalpine).
Negli Special channels, invece, la Germania precede tutti di anni luce: quasi la metà delle “self-registrations” avviene in questo Paese. Occorre precisare, però, che in Germania da sempre le autoimmatricolazioni dei costruttori rappresentano una fetta cospicua delle nuove targhe: in Germania operano alcuni dei maggiori car maker a livello continentale: Volkswagen con i suoi due brand di punta, Volkswagen e Audi, poi Mercedes, Bmw, Ford e Opel. È normale, quindi, che le auto-immatricolazioni siano moltissime.
Ma cosa succederà nei prossimi anni? Il Forecast di Dataforce sui cinque Paesi Top Europe non prevede sostanziali modifiche alla situazione attuale da qui al 2021. L’Italia si manterrà saldamente il Paese in cui i volumi di vendite ai privati saranno dominanti, con una crescita costante che porterà da 1,156 milioni di immatricolazioni del 2016 agli 1,220 milioni di quest’anno, per poi arrivare – stimiamo – a 1,35 milioni di unità nel 2021.
Previste in calo, invece, le vendite retail in Germania: da 1,173 milioni del 2016 saliranno a 1,2 quest’anno (comunque meno dell’Italia, mentre l’anno scorso la Germania ha prevalso di misura), per poi calare fino a 1,04 tra quattro anni. Medesimo discorso per il Regno Unito, in cui però la flessione delle vendite ai privati è iniziata nel 2016. Quest’anno saranno 1,15 milioni, nel 2021 potrebbero restringersi a 1,070. La Francia, invece, si manterrà più o meno sugli stessi volumi fatti registrare negli anni scorsi.
Nel canale True fleets, invece, l’Italia crescerà costantemente (tranne l’assestamento di quest’anno, come scritto in un altro articolo sul Rapporto Auto aziendali del Sole 24 Ore) fino a raggiungere le 400mila immatricolazioni nel 2021. Una notizia estremamente positiva: si consideri che nell’anno peggiore della crisi economica, il 2013, nel nostro Paese furono targate solamente 210mila auto business. Quasi la metà!
Negli Special channels, la tendenza che si vedrà nei prossimi anni è al ribasso, sebbene i volumi rimarranno comunque oltre i tre milioni di immatricolazioni complessive nei cinque Paesi. In Italia, però, non scenderanno mai sotto la soglia delle 350mila unità, con il 2017 previsto a quota 375mila unità.
Salvatore Saladino
L’autore è country manager Dataforce Italia

Fca allunga il passo fra le più amate dal Nlt

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Il costruttore più gettonato dai clienti long rent (auto e veicoli commerciali leggeri) incrementa la quota di mercato (+3,7%) – Seguono Ford, Vw, Bmw, Renault, Mercedes

L’ultima elaborazione di Dataforce sui dati del primo trimestre 2017 forniti dal ministero Infrastrutture e trasporti vede una chiusura di marzo col botto, con il +18% nelle vendite, portando il cumulato delle immatricolazioni a 622.319 unità (auto e veicoli commerciali leggeri). L’incremento rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno è del 12%. A parte il fenomeno delle autoimmatricolazioni dei costruttori e dei concessionari, che stanno sostenendo le vendite ai privati con le demo e le km zero, a distinguersi per i risultati positivi è il comparto del noleggio a lungo termine (Nlt), che nel primo trimestre ha fatto registrare un incremento delle immatricolazioni del 25,56% per le vetture (passenger car) e del 35,44% nei veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate (Light commercial vehicles, Lcv). Il long rent, quindi, si conferma la soluzione di maggior gradimento da parte delle clientela aziendale.
Il noleggio è favorito anche dalla fiscalità, perché mantiene l’opportunità di usufruire del super-ammortamento al 140% anche nel 2017, mentre per le aziende che acquistano direttamente i propri veicoli il super-ammortamento si è chiuso a fine 2016, tranne nel caso di immatricolazione con utilizzo totalmente strumentale (cioè autocarro). Ecco perché marcia a un ritmo doppio rispetto alla media del mercato: 78.141 nuove targhe da gennaio a marzo per le passenger car (furono 62.232 nel 2016) e 10.215 Lcv (7.542 nel 2016). L’aumento delle vendite è stato uniforme tra le due tipologie di operatori: quelli captive, cioè società di noleggio controllate da Case automobilistiche (Leasys di Fca, Alphabet di Bmw, Mercedes-Benz, Psa, Renault-Nissan e Volkswagen) hanno fatto segnare +26,65%, gli operatori “top” (Ald automotive, Arval, Athlon, Car Server, LeasePlan, Locauto e Sifà) un quasi identico +26,19%.
A livello di marche preferite dai clienti del long rent, nel mercato totale sono due i costruttori che si sono distinti nel trimestre: Fca (+44,27%) e Ford (+47,49%), rispettivamente primo e secondo nella graduatoria assoluta. Terza (a molta distanza) è Volkswagen, che si riprende la piazza d’onore se si considerano le vendite cumulate degli altri marchi del gruppo. Molto bene anche Opel (+66,97%) e Nissan (+70,54%) che, pur con volumi più contenuti (attorno alle tremila unità in totale), sono tornate ad avere una gamma prodotto in linea con le esigenze dei clienti di Nlt e una efficace strategia commerciale sul mercato business. Ma Fca, con le sue 27.037 immatricolazioni, e Ford (7.876 unità) rimangono a distanza siderale. Risultati positivi anche per gli altri top player: tutti i costruttori sono cresciuti nei volumi, ma alcuni hanno perso leggermente nella quota di mercato: sono Volkswagen (il 2,15% di immatricolazioni in meno) e Audi (-10,95%).
In un mercato che continua a crescere in maniera vigorosa, si segnalano quest’anno alcune tendenze che, se confermate nei prossimi mesi, potrebbero rivelarsi clamorose, perché in controtendenza sugli ultimi anni: sono in forte crescita le vendite di auto a benzina e sembrerebbe essersi arrestata la corsa all’ibrido. Con l’aggiunta, ma questa non è una novità perché è accaduto anche nel 2016, dell’elettrico sempre fermo al palo. Dieselgate e ipotesi di penalizzazione alla circolazione delle auto a gasolio, misure evocate ormai in buona parte d’Europa, potrebbero aver convinto fleet manager e utilizzatori a tornare a noleggiare auto a benzina. L’aumento delle immatricolazioni per questa tipologia d’alimentazione è stato del 37,18%. Un dato impressionante, che ha almeno tre altre spiegazioni plausibili. La prima: l’aumento del numero dei noleggi ai privati (che tradizionalmente effettuano percorrenze più basse). La seconda: un canone generalmente più basso delle auto a benzina dovuto alla differenza di valore a listino rispetto al diesel sommata al valore residuo del benzina che ormai è tutto tranne che svantaggiato rispetto al diesel. Infine, i recenti ribassi dei prezzi dei carburanti: con la verde attorno all’euro e mezzo al litro, i costi d’esercizio sono calati di un buon 20% rispetto a tre anni fa, anche in considerazione del fatto che le motorizzazioni a benzina più recenti garantiscono consumi inferiori rispetto al passato.
Bene anche le alimentazioni a gas, cresciute del 51,86% (per un totale di 2.369 immatricolazioni). Piccoli numeri (la quota nel Nlt è del 2,68%), ma si tratta di quasi mille unità in più rispetto alle immatricolazioni di auto ibride, scese nelle vendite del 5,24%.
Salvatore Saladino

L’autore è Country Manager Dataforce Italia

Suv e crossover battono compatte 4-3 (nel 2021)

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

La loro crescita nelle flotte è un trend inarrestabile

Suv e crossover sono sempre più le tipologie di carrozzeria preferite dagli automobilisti europei, in particolare per quelli che utilizzano l’auto per lavoro. Lo dimostra un’indagine di Dataforce che quantifica in un 28% sul totale delle vendite business continentali le immatricolazioni di queste vetture alla fine del 2017. Il trend di crescita è costante nel tempo: partite da una quota di mercato modestissima all’inizio del nuovo millennio (nel 2004 furono poco più del 5%), hanno iniziato a crescere con vigore (8% dieci anni fa, 15% cinque anni fa, quasi 26% lo scorso anno) e, secondo il Forecast di Dataforce, non rallenteranno la corsa nemmeno nei prossimi anni. Nel 2021 quasi un’auto aziendale venduta su tre avrà questa tipologia di configurazione.
I motivi del successo di Suv e crossover sono ben noti: aspetto grintoso, stile più marcatamente innovativo e in molti casi sportivo, posizione di guida sopraelevata. Ma la peculiarità più positiva in ottica business è che il gradimento si traduce in un valore residuo positivo, più elevato rispetto ad altre tipologie di carrozzeria. Il che è l’ideale soprattutto per le flotte aziendali, per le quali la vita “utile” è nettamente minore rispetto a quella per gli acquirenti privati e quindi, dopo 3-4 anni di utilizzo, poter contare su una quotazione dell’usato ancora sostenuta permette di abbattere il Total cost of ownership. La diffusione di Suv e crossover è favorita anche dal proliferare dei modelli, perché le Case costruttrici stanno convertendo la loro produzione sempre più verso i modelli più graditi dagli acquirenti.
Secondo il Forecast di Dataforce, che utilizza come fonti di informazione anche quelle ufficiali degli Oem, nel 2021 in Europa saranno in vendita ben 113 modelli differenti di Suv o crossover. Due anni fa erano soltanto 73. Molto meno “frizzante” il mercato delle altre tipologie di carrozzeria. Tra le compatte, fra quattro anni i modelli saranno 44, con un modesto incremento rispetto ai 36 in vendita due anni fa. Stabile nel tempo, invece, il numero di citycar (attorno alla trentina, così come per le medie). Poche le auto di classe superiore: 12 soltanto nel 2015, 14 quelle previste nel 2021.
Il cambiamento nei gusti dei clienti e il riposizionamento dell’offerta ha già prodotto un risultato eclatante nel mercato: le compatte (la Golf, se vogliamo riferirci a un esempio) non sono più le auto più vendute del continente nel canale business, ma dal 2015 lo sono diventate le Suv e le crossover. Non stiamo parlando, ovviamente, dei singoli modelli (la Golf rimane l’auto più venduta in Europa), ma del totale delle tipologie di carrozzeria. La forbice che differenzia Suv e compatte è destinata ad allargarsi ulteriormente da qui ai prossimi anni: nel 2021 ogni tre compatte si venderanno quattro Suv/crossover. Come mostra il grafico che pubblichiamo, quella delle Suv è l’unica tipologia di carrozzeria che crescerà di quota, mentre tutte le altre rimangono costanti nel tempo (e questo succede già da qualche anno). In concreto: l’aumento progressivo e costante delle immatricolazioni che si registrerà in Europa nei prossimi anni sarà tutto merito esclusivo di Suv e Crossover.
In valori assoluti, questo significa che dalle 750mila Suv e crossover immatricolate in Europa dalle flotte aziendali quest’anno (True fleets, ovviamente, cioè depurate dagli Special channels come rent-a-car e auto-immatricolazioni di case costruttrici, importatori e dealer) si sfiorerà il milione di “pezzi” già fra quattro anni. Mentre le compatte rimarranno sostanzialmente allineate attorno ai tre quarti di milione.
Ma quali saranno, invece, le tipologie di carrozzerie che vedranno assottigliarsi le vendite nei prossimi anni? Sicuramente le Small, cioè le citycar, che nelle flotte veleggiano da molti anni a una quota di mercato attorno al 10%. Nel volgere di un quadriennio scenderanno, secondo il Forecast di Dataforce, all’8%. Le auto di classe media sono da tempo in sofferenza: erano il 15% nel 2004, saranno meno della metà nel 2021. Quest’anno saranno circa l’8%. Il crollo delle vendite di Medie è iniziato con il downsizing innescato dalla crisi economica, ma la mazzata finale ha avuto come responsabile proprio il diffondersi di Suv e crossover di categoria media e inferiore. In sostanza, per chiarire il concetto con un esempio, gli automobilisti europei che utilizzano l’auto per lavoro rinunciano all’Audi A4 per mettersi al volante di una Q3. E quelli che un tempo sceglievano una Lancia Delta, oggi si mostrano soddisfattissimi della loro Fiat 500X.
Salvatore Saladino
L’autore è country manager Dataforce Italia

Piccola pausa per gli acquisti auto da parte delle imprese

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Le stime delle immatricolazioni 2017 di Dataforce spingono alla prudenza, nonostante il trend positivo

La società di analisi di mercato Dataforce prevede un piccolo rallentamento delle vendite business quest’anno, a causa della limitazione del super-ammortamento. Secondo le previsioni, il mercato dell’auto in Italia dovrebbe chiudere a 1,94 milioni di immatricolazioni. Rispetto agli 1,866 del 2016, l’incremento sarebbe del 4%. Ma l’andamento dei tre canali di vendita non sarà lo stesso: i privati saranno quelli che acquisteranno di più, con un saldo positivo del 5,5%. Dataforce prevede infatti che le immatricolazioni del canale più importante in Italia saranno quest’anno 1,22 milioni di unità, rispetto a 1,156 del 2016.
Il canale True fleets (le “flotte vere”, cioè le immatricolazioni dirette delle aziende con l’aggiunta dei noleggi a lungo termine) potrebbe essere invece quest’anno in leggera sofferenza: le vendite passerebbero dalle 350mila unità dello scorso anno alle 345mila di quest’anno. Il piccolo arretramento previsto (-1,3%) è dovuto principalmente alla limitazione del super-ammortamento ai veicoli di utilizzo esclusivamente strumentale e per le aziende che svolgono attività di distribuzione automobilistica (dunque case costruttrici, reti dei concessionari e noleggiatori). Dataforce, quindi, prevede un incremento del successo del noleggio a lungo termine, che si giova del super-ammortamento anche quest’anno, mentre ipotizza una flessione delle immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente il proprio parco auto.
Il terzo canale di distribuzione, quello degli Special channels (ovvero le immatricolazioni aziendali non riconducibili a un cliente effettivamente finale, cioè i noleggi a breve termine, le auto-immatricolazioni delle Case auto e delle concessionarie, cioè auto demo e km zero) farà segnare un saldo positivo anche nel 2017: +4,1%, pari a circa 15mila nuove targhe in più stimate. I tre canali assommati porterebbero a un saldo positivo del 4%. Il rallentamento del mercato business, però, non deve affatto spaventare, secondo gli analisti di Dataforce: si tratta di un assestamento, comunque su volumi nettamente superiori al periodo ante-crisi. Nel 2007, l’anno d’oro del mercato italiano dell’auto, le immatricolazioni superarono i 2,5 milioni, ma le True fleets furono circa 300mila.
Nell’outlook di lungo periodo, Dataforce prevede una crescita costante del mercato dell’auto anche nei prossimi anni: nel 2018 le immatricolazioni dovrebbero arrivare a superare i 2 milioni, poi 2,04 milioni nel 2019, 2,09 nel 2020 e 2,12 nel 2021. Una crescita armonica e costante. Con i due canali “veri”, quello dei privati e quello True fleets, in ottima salute. Le flotte aziendali, infatti, raggiungeranno le 400mila unità nel 2021, ma già nel 2018 daranno confortanti segni di ripresa, attestandosi a 355mila nuove targhe. Da segnalare che il forecast di Dataforce prevede che, a partire dal 2019, le True fleets supereranno gli Special channels: un segnale importante che dimostrerà l’ottimo stato di salute del mercato “vero”.
Se poi le istituzioni dovessero concedere qualche agevolazione agli acquisti aziendali, ma anche soltanto un riallineamento della fiscalità a livello di quella in vigore nel resto dell’Europa che conta automobilisticamente, le già positive previsioni di Dataforce dovranno essere riviste al rialzo. Dall’analisi si evince che il mercato nazionale dell’auto mai potrà tornare – alle condizioni attuali – ai fasti del 2007: il raggiungimento dei mitici 2,5 milioni di targhe non è neanche lontanamente immaginabile. Ma si tratta di un mercato decisamente più maturo rispetto al passato, e anche meno “drogato” rispetto a quello che avviene in altri Paesi d’Europa (si veda anche l’analisi del mercato europeo pubblicata oggi sul Rapporto Auto aziendali del Sole 24 Ore).
Dopo la pausa di riflessione del 2017, quindi, il mercato business tornerà a crescere con vigore, grazie soprattutto al noleggio a lungo termine che, come dimostrano i dati consolidati dei primi due mesi di quest’anno (+17%), si dimostra sempre di più la formula di acquisizione a più alto tasso di crescita per tutte le tipologie dimensionali delle flotte, dai parchi più piccoli (da 1 a 5 unità), fino alle grandi flotte pubbliche o private.
Salvatore Saladino
L’autore è Country manager Dataforce Italia

True Fleets Forecast 2017 – Un anno da Tipo

Salvatore Saladino

Secondo le previsioni di Dataforce, tra gli acquisti aziendali e i noleggi a lungo termine riscuoteranno grande successo la compatta torinese e la nuova Renault Scénic mentre l’Alfa Romeo Giulia più che raddoppierà le sue vendite

Le previsioni di Dataforce sul mercato automobilistico italiano del 2017 indicano un trend in crescita delle vendite che favorirà soprattutto il canale dei privati, mentre per le flotte aziendali è molto probabile un piccolo rallentamento. Nel 2016 le “True Fleets”, cioè le “flotte vere” (le immatricolazioni dirette delle aziende assommate agli acquisti del noleggio a lungo termine) hanno raggiunto un volume complessivo di quasi 350.000 unità, mentre il 2017 dovrebbe assestarsi attorno alle 340.000 nuove targhe.
È interessante vedere su quali tipologie di vetture convergeranno le scelte delle aziende italiane quest’anno e, soprattutto, su quali modelli. Ci viene in ausilio il Forecast di Dataforce, uno strumento molto sofisticato, realizzato sulla base di informazioni e indicatori macroeconomici puntualmente aggiornati, prezzi, sconti, campagne promozionali, cicli di vita dei modelli, appartenenza ai segmenti, immagine di marca. I risultati del Forecast vengono anche costantemente confrontati con gli analisti di mercato delle Case costruttrici stesse.
Il Forecast è in grado pure di segmentare le aziende in base al volume degli acquisti (o dei contratti di noleggio a lungo termine) che ogni società effettua ogni 12 mesi, dando così un’indicazione di “vitalità” delle società stesse relativamente al loro potenziale di immatricolazioni per anno mobile.
Nel 2017, le 340.000 vetture nuove che entreranno nei parchi aziendali avranno una proporzione simile a quella del 2016: circa 80.000 saranno acquisite da imprese che incrementeranno (o sostituiranno) la flotta con volumi compresi tra una e quattro unità, mentre 260.000 saranno le aziende che perfezioneranno acquisti (o contratti di long rent) più consistenti: da cinque vetture in su. Nel 2016 questi numeri, su un totale delle immatricolazioni di 350.000 unità, sono stati rispettivamente 85.000 e 265.000.
In relazione alla tipologia di vetture, quest’anno è prevista un’ulteriore crescita dell’interesse verso suv e crossover, un ritorno ai monovolume di medie dimensioni, una crescita delle vendite di vetture di segmento medio e risultati costanti in ambito citycar e utilitarie.
Quali saranno i modelli che susciteranno il maggior interesse degli utilizzatori business? Le stime di Dataforce, da cui abbiamo estratto una Top 20 previsionale, presentano parecchie sorprese. Per esempio, la Fiat Tipo dovrebbe sorpassare nelle immatricolazioni “True Fleets” la 500 L (per entrambe saremo comunque attorno alle 10.000 unità). Un raffronto con il 2016 in questo caso è molto utile: la 500 L lo scorso anno aveva totalizzato quasi 12.000 unità immatricolate ad aziende, la Tipo 4.300. In classifica, però, il primo posto sarà sempre della Fiat Panda, che totalizzerà 23.200 unità contro le 21.500 del 2016, quindi con un piccolo incremento. Detto per inciso, le circa 100.000 Panda immatricolate a privati nel 2016, scenderanno, secondo le previsioni di Dataforce, di circa il 7%.
Il secondo modello più gradito dalle flotte aziendali nel 2017 sarà la Fiat 500X (12.800 immatricolazioni a fronte delle 11.400 del 2016). Dopo le già citate Tipo e 500 L, un’altra Fiat: la 500, le cui vendite aziendali, però, dovrebbero scendere un po’: da 9.500 a 8.200. Costante la performance della Jeep Renegade, che dovrebbe attestarsi sempre attorno alle 8.000 unità, dopo il grande exploit del 2016. Al settimo posto un’altra delle sorprese: la Renault Mégane (berlina, Sporter e Grand Coupé): dalle 2.300 unità del 2016 passerà a sfiorare quota 7.000.
Sorpresona è la Opel Astra: se lo scorso anno le vendite business sono state circa 3.900, quest’anno dovrebbero arrivare a 6.300. Una ulteriore notizia ghiotta annunciata dagli analisti di Dataforce è che l’Alfa Romeo Giulietta, un modello certamente non freschissimo, dovrebbe continuare a dare soddisfazioni al reparto fleet della Casa del Biscione, con un incremento del 30% rispetto alle 4.000 del 2016. Dovrebbe infatti raggiungere quota 5.500. Ma questi volumi saranno insidiati, sempre in ambito immatricolazioni business, dalla performance della Giulia, che dovrebbe sfiorare le 5.000 unità (nel 2016 furono 1.900).
Un’altra auto che nel 2017 raggiungerà volumi attorno alle 5.000 unità è la nuova Renault Scénic, il cui successo tornerà ai fasti di un tempo. Sarà questa la monovolume più venduta, Fiat 500 L a parte, naturalmente. È interessante notare che nel Forecast True Fleets Top 20 non compare la Captur, che invece è ben posizionata sul mercato dei privati (secondo previsione, in questo canale dovrebbe passare da 21.400 a 24.100 unità). L’indicazione che ne emerge, insomma, è che la Scénic dovrebbe incontrare il gradimento della clientela business, come da un po’ tempo non avveniva più, probabilmente anche perché la Casa francese l’ha un po’ “suvvizzata”.
Tra le novità di recente lancio, uno dei modelli che dovrebbe incontrare il gradimento della clientela business sarà la nuova Peugeot 3008. Dovrebbe moltiplicare per cinque le vendite del vecchio modello registrate nel 2016, arrivando anch’essa a raggiungere volumi di oltre 4.500 esemplari.
L’autore è country manager di Dataforce Italia

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In Europa le flotte aziendali crescono del 10%

Salvatore Saladino

Il mercato europeo delle flotte cresce a doppia cifra: +10% nel primo quadrimestre, con l’Italia che mostra una vitalità superiore a tutti gli altri Paesi automobilisticamente rilevanti. Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito hanno fatto registrare nei primi quattro mesi dell’anno un volume delle vendite aziendali superiore a quello dell’ultimo anno pre-crisi, il 2008.

Sono queste le risultanze principali della ricerca realizzata per Il Sole 24 Ore da Dataforce, la società internazionale di analisi sul mercato dell’auto con sede a Francoforte. Particolarmente evidente l’incremento sul mercato italiano, dove le flotte vere (cioè le immatricolazioni aziendali dirette delle aziende, compresi i contratti di leasing a Partita Iva, le vendite ai noleggi a lungo termine e quelle agli utilizzatori professionali) hanno fatto registrare un volume incrementale di vendite di 13,7 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Molto significativo il risultato di aprile: +22,4%, miglior risultato di sempre per il mercato aziendale italiano. Tutti i primi 10 brand nella graduatoria dei volumi hanno incrementato le immatricolazioni (tranne Peugeot -7% e Smart -1,4%), con Ford, che occupa la quinta posizione, che ha fatto segnare un incremento del 47%. Meglio ancora ha fatto Toyota, che ha quasi raddoppiato le immatricolazioni aziendali rispetto al primo quadrimestre 2015. Eccellente aumento delle vendite anche da parte di Audi (+27,3%), di Mercedes (+20,9%) e di Bmw (+20,2%), a indicare che il mercato italiano business guarda con sempre maggiore favore ai brand premium. Da sottolineare che i primi 10 marchi in graduatoria (Fiat, Volkswagen, Audi, Mercedes, Ford, Bmw, Renault, Peugeot, Toyota e Smart) rappresentano insieme il 72% del totale delle immatricolazioni aziendali. Un mercato, dunque, concentrato su pochi marchi preferiti e su tipologie di modello ben precise: crossover, Suv e station wagon, con i primi che occupano posizioni di rilievo nella classifica per modello (la Fiat 500X è quarta assoluta e la “cugina” Jeep Renegade ottava).

Anche in Francia il mercato dell’automobile aziendale appare in ottima salute: aprile è stato il nono mese consecutivo con saldo positivo: nel 2016 il bilancio parla di una crescita del 13,3%, ovvero più del doppio rispetto all’incremento del mercato retail (+5,2%). Quello transalpino è, come ben noto, un mercato fortemente orientato sul prodotto nazionale, con la graduatoria delle marche preferite che vede al primo posto Renault, seguita da Peugeot e da Citroen, mentre nella top ten dei modelli compare soltanto una straniera: la Volkswagen Golf (al nono posto). Ottima la crescita di Bmw (quinta assoluta), che cresce del 52,5% grazie soprattutto al successo tra le flotte della nuova generazione della X1 e della Serie 2 Active Tourer/Grand Tourer. Da sottolineare il successo anche di Kia, che quest’anno ha raggiunto la più alta quota percentuale di sempre nel mercato True fleets.

In Germania l’incremento delle vendite è importante, ma meno vistoso rispetto a quello degli altri Paesi Top 5: +8,3%. Il miglioramento però è nettamente superiore a quello del mercato dei privati. Anche in Germania, ovviamente, la graduatoria delle vendite business è appannaggio dei costruttori nazionali: ai primi cinque posti si sono piazzate rispettivamente Volkswagen, Audi, BMW, Mercedes e Ford. Ma la sesta piazza è andata per la prima volta a Skoda, che si è avvantaggiata del grande successo della Skoda Octavia (+25,5%) e della Superb (+110%). Quest’ultima ha raggiunto il suo massimo storico di vendite in Germania. Il modello che però ha fatto segnare il maggior incremento di volumi di vendita è stata la nuova Audi A4, che ad aprile è balzata al terzo posto assoluto delle vendite business, dietro a Golf e Passat.

Con una crescita di volumi nel primo quadrimestre di oltre 13 punti percentuali, anche il più piccolo dei 5 big d’Europa, la Spagna, appare in eccellente stato di forma nel mercato delle True Fleets. Un risultato positivo per quasi tutti i costruttori: 15 su 20 hanno fatto segnare un saldo positivo. Volkswagen è la marca preferita dalle flotte aziendali, con una market share del 9,2%, seguita a un’incollatura da Renault (9%) e poi Peugeot e Seat. Le posizioni di rincalzo vedono una serrata battaglia tra Bmw e Mercedes. Anche in Spagna Suv e Crossover costituiscono le tipologie di carrozzeria in grande crescita, ma il fenomeno del 2016 è il ritorno alla crescita delle auto di fascia piccola, con la Renault Clio al vertice, inseguita da Seat Ibiza e Peugeot 208.

Il mercato inglese, invece, pur essendo in crescita, è quello che ha dimostrato nei primi quattro mesi del 2016 la minore vitalità (ma viene da anni di crescita fortie al contrario degli altri paesi europei): +5,5%, ma il segnale positivo è che l’incremento si sta facendo via via più sostanzioso col passare dei mesi: +4,8% a gennaio, +6,5% a febbraio e a marzo, +8,4% ad aprile. La graduatoria delle marche vede al primo posto Vauxhall (il marchio per il mercato britannico di Opel), seguita da Ford, Volkswagen e Nissan. Da segnalare Land Rover (quindicesima tra le marche), che ha raggiunto una quota di mercato mai sfiorata finora.
L’autore è country manager di Dataforce Italia

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Negli Lcv il noleggio raggiunge il leasing

Salvatore Saladino

Il noleggio a lungo termine (Nlt) ha fatto segnare nel 2015 un’annata eccellente: con 215.579 immatricolazioni (tra vetture e veicoli commerciali), ha sopravanzato il 2014 di quasi 30mila unità (l’anno precedente furono 186.904 le nuove targhe). Una crescita importante, che testimonia che il mercato business è sempre più orientato verso il Nlt, una formula di acquisizione che concede tutti i vantaggi dell’utilizzo senza gli svantaggi della proprietà.

Per la prima volta, Dataforce (la multinazionale con sede a Francoforte che fornisce statistiche segmentate alle Case automobilistiche, ndr) ha inserito nelle classifiche degli operatori Nlt i veicoli commerciali. Non è casuale: per importanza strategica e volumi non si può più fare a meno di valutare anche questo segmento di mercato. I dati così rielaborati (che Il Sole 24 Ore pubblica in anteprima), fotografano quali sono i player che hanno raggiunto le migliori performance. Va chiarito che si tratta di un forecast effettuato riallocando le immatricolazioni di Nlt, i cui documenti non sono ancora arrivati al Pra, in base al peso percentuale delle immatricolazioni per provincia registrate dal ministero Infrastrutture e trasporti nel 2015. Di fatto, possiamo dare un bilancio pressoché definitivo, vista l’attuale distribuzione delle immatricolazioni per provincia delle singole società di noleggio.

I dati del 2015 sul mercato totale Italia (cioè le immatricolazioni di noleggio a lungo termine di automobili e di veicoli commerciali sotto le 7 tonnellate di peso totale) offrono diversi spunti interessanti. Leasys, la captive di Fca, rimane il player di riferimento, anche se non cresce nei volumi; anzi, perde circa 500 immatricolazioni.

Analizzando il dato “splittato” tra Passenger cars e Lcv (Light commercial vehicles), si può notare che Leasys recupera leggermente nei furgoni (circa 150 unità in più) e perde qualcosa sulle vetture (-650 unità circa). Una variazione infinitesimale, dunque, anche se, guardando le performance di alcuni degli altri player, si ha l’impressione che la captive di Fca abbia sperimentato una forte concorrenza da parte dei primi due diretti competitor.

Arval (Gruppo Bnp Paribas) ha consolidato il suo secondo posto assoluto, a brevissima distanza da Leasys (solo un paio di migliaia di unità separano ormai i due operatori). Arval ha due motivi per giudicare il 2015 un anno di successo: ha mantenuto il primato nei veicoli commerciali, dove è prima in classifica, ed è cresciuta di quasi cinquemila unità nelle auto. Ma è stata Ald Automotive la protagonista assoluta del 2015, con un saldo positivo di oltre novemila pezzi sul 2014. Il colosso francese (Gruppo Société Genérale) è ormai vicinissimo agli altri due player che dominano il mercato. In quale comparto ha fatto meglio Ald? Senz’altro in quello automobilistico: è passata da 27.633 a 36.160 immatricolazioni. Più moderata, invece, la crescita nel segmento veicoli commerciali: da 3971 unità a 4.664.

Una crescita importante ha fatto registrare anche LeasePlan, che nel 2015 ha sfiorato le 30mila nuove targhe: oltre seimila auto in più e 1.250 autocarri. La top five della graduatoria 2015 dei noleggiatori a lungo termine si completa con la quinta posizione della captive di Mercedes-Benz, che scala posizioni sopravanzando Volkswagen e Alphabet, con oltre quattromila nuove immatricolazioni in più rispetto al 2014, quasi tutte automobili. Volkswagen, invece, arretra, anche se di poco. CarServer, da parte sua, arriva a sfiorare le diecimila nuove targhe (furono 6.247 nel 2014). La crescita dell’azienda di Reggio Emilia è tra le più significative del 2015: un aumento importante, ottenuto sul versante auto, ma ancor di più su quello dei commerciali: nel 2015 ne ha targati quasi il doppio rispetto all’anno precedente. Crescita in linea col mercato da parte di Alphabet (Gruppo Bmw) e Athlon Car Lease, mentre Locauto passa da 2.950 immatricolazioni a 4.422 (la quota dei veicoli commerciali è trascurabile).

Da segnalare, infine, l’ingresso nella graduatoria Dataforce di un nuovo player: ES Mobility. Di fatto è la captive del Gruppo Renault-Nissan (controllata al 100% da Rci Banque). Con questo ingresso, i due marchi sono passati dalle 634 targhe del 2014 alle 2.364 del 2015.

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Noleggio a lungo termine: tre player da 40mila immatricolazioni

Salvatore Saladino

Archiviato il 2015 con un buon risultato finale (quasi 140mila veicoli commerciali – con peso totale a terra inferiore ai 70 quintali – immatricolati nei 12 mesi, rispetto ai circa 125mila del 2014), è già il momento di pensare ai numeri del 2016. Che anno sarà per il comparto dei mezzi da lavoro? Con tutta probabilità un anno d’oro. Perché finalmente, dopo anni in cui le istituzioni hanno pensato a tutto tranne che a rinvigorire il mercato di chi utilizza i mezzi da lavoro, a ottobre scorso è stato varato un provvedimento che, inserito all’interno della Legge di Stabilità 2016, va sotto il nome di “super-ammortamento”. Si tratta, come è noto, di un’opportunità fiscale estesa a tutti i beni strumentali (non solo quelli a quattro o più ruote) che consente di innalzare il valore degli ammortamenti del 40%, e quindi di creare una deducibilità ben più corposa.

Gli effetti del “super-ammortamento” si sono già visti chiaramente negli ultimi due mesi del 2015, con una crescita nel segmento di maggior volume, quello fino a 35 quintali, del 33,3% a novembre e del 28,7% a dicembre. Il trend positivo è proseguito a gennaio: +28%. Facile è dunque ipotizzare un mercato Lcv (Light commercial vehicles) 2016 con saldo finale tra le 150mila e le 160mila unità.

Detto che il 2015 è stato un anno positivo grazie soprattutto alla performance degli ultimi mesi (ma va sottolineato che si è mantenuto costantemente in attivo, seppure con percentuali più modeste, anche negli altri), quali trend sono emersi durante lo scorso anno? Che l’acquisto diretto da parte delle imprese e degli artigiani rimane la formula di acquisizione preferita, con una quota che supera il 50% del totale delle immatricolazioni. Ma che l’altra metà delle nuove targhe è ormai equamente divisa tra il leasing e il noleggio a lungo termine. Quest’ultima formula nel 2015 ha finalmente terminato la rincorsa al leasing: lo scorso anno sono state per entrambe circa 27mila le nuove targhe tra gli Lcv.

Visto che il noleggio a lungo termine si sta rivelando una soluzione vincente, è giusto dare un’occhiata più approfondita ai suoi numeri, per capire quali sono le tendenze degli acquirenti. I player che dominano il mercato sono sostanzialmente cinque: complessivamente fanno quasi il 90% delle vendite. In testa c’è Arval, con una quota che sfiora il 25%, Leasys è a circa il 21%, Ald automotive supera di poco il 17% e LeasePlan è attorno al 16%. Al quinto posto CarServer, con una market share del 10% circa. Il noleggiatore di Reggio Emilia ha praticamente raddoppiato la sua quota nel volgere di un anno, avvicinandosi ai quattro leader.

Perché il mercato si rivolge quasi esclusivamente a un ristretto numero di operatori? Perché nel mondo dei veicoli da lavoro un elemento fondamentale per il cliente è la qualità dell’offerta. E soltanto le grandi organizzazioni, che hanno una “cultura” specifica sulla distribuzione dei veicoli commerciali possono rispondere in modo soddisfacente alla domanda. Nel noleggio a lungo termine la qualità del servizio si inizia a misurare innanzitutto nella capacità di rispondere con precisione alle esigenze del cliente nella scelta dell’allestimento, poi nella rapidità con cui il provider è in grado di effettuare la consegna del mezzo; al terzo posto vengono gli aspetti economici, cioè la competitività dell’offerta. E, last but not least, la qualità del servizio d’assistenza. I grandi provider del noleggio sono in grado di realizzare una giusta combinazione di questi temi fondamentali.

Nella scelta dei mezzi da lavoro, intesi come marche e modelli preferiti, ciascuna tipologia di acquirente opta per soluzioni differenti, anche se Fiat (e in alcuni casi Iveco), è costantemente leader di mercato. Tra i “privati” (ossia coloro che intestano il veicolo al proprio codice fiscale), e sono ovviamente una sparuta minoranza, le due prime posizioni sono un serrato testa a testa tra Iveco e Fiat, con il Daily che però distanzia nettamente il Ducato nella graduatoria per il veicolo più venduto. Tra le partite Iva che comprano direttamente (spesso con la formula finanziaria del leasing), Fiat è nettamente prima, con volumi di immatricolazione tre volte superiori alla seconda, che è Ford. Quest’ultima nel 2015 ha soffiato la piazza d’onore a Iveco. In termini di classifica dei modelli di riferimento, un poker di Fca: Ducato, Daily, Doblò e Fiorino. Nel noleggio a lungo termine, invece, la mix del mercato è più varia: Fiat precede di gran lunga Renault (il rapporto tra i due è di 5 a 1), poi Peugeot, Ford e Citroën. La graduatoria della hit parade dei modelli preferiti, invece, porta soltanto il marchio Fiat: Doblò, Panda Van, Fiorino, Ducato e Punto.

Anche nel noleggio a breve termine, infine, le classifiche sono ancora una volta differenti: Fiat, Iveco, Nissan, Renault e Citroën. Mentre per i modelli, l’Iveco Daily è leader, seguito da Ducato, Nissan Cabstar, Citroën Jumper (gemello del Ducato) e Renault Master.
L’autore è country manager di Dataforce Italia

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Leasys comanda, Ald e Arval più vicine

La classifica dei noleggiatori a lungo termine vede le tre aziende ai vertici

Classifica 2015 noleggio lungo termineIl mercato del noleggio a lungo termine (Nlt) ha fatto registrare un vero e proprio balzo in avanti rispetto al 2014: con 191.603 vetture consegnate a clienti finali nei 12 mesi, ha mandato in soffitta il pur brillante risultato dell’anno precedente, quando le vendite si erano attestate a 30mila unità in meno (esattamente 161.980).
Giova ricordare che il 2014 era stato l’anno in cui molte aziende, dopo aver optato nel 2012 e 2013 per il prolungamento dei contratti in scadenza, per evitare di impegnarsi in nuovi acquisti visto il perdurare della situazione congiunturale sfavorevole, erano ripartite a investire nel rinnovo del parco auto.
Un anno eccellente, dunque, quello che si è concluso da poco. Un’analisi di Dataforce sul mercato business in Italia, in anteprima per Il Sole 24 Ore, traccia una classifica dei player Nlt che hanno raggiunto le migliori performance. Dati molto attesi dall’industria automobilistica internazionale, cui Dataforce fornisce informazioni statistiche segmentate.
È importante sottolineare che queste classifiche sono provvisorie, perché i dati degli ultimi due mesi dell’anno non sono consolidati, ma il risultato della riallocazione delle immatricolazioni ancora da riclassificare in base al peso percentuale delle immatricolazioni per provincia fatte dalle singole società durante i primi 10 mesi del 2015. Di fatto, quindi, si tratta di un forecast che permette un’analisi con una percentuale d’errore molto ridotta, in anticipo di diversi mesi rispetto alle statistiche ufficiali.
Se si deve decretare un vincitore assoluto del 2015, questo è Leasys, il noleggiatore a lungo termine controllato interamente da Fca Bank. Il risultato è quindi lo stesso degli anni precedenti. Con 38.345  auto immatricolate (market share 20%), perde però qualcosa rispetto al 2014 (38.932 unità, market share 24%). Alle spalle di Leasys si piazza Ald Automotive, società che appartiene al gruppo bancario francese Société Genérale: con 36.029 nuove immatricolazioni nel corso dei 12 mesi (quota di mercato 18,8%), si è avvicinata clamorosamente al leader di mercato, con un balzo in avanti decisamente importante. Nel 2014 Ald aveva immatricolato 27.585 auto nuove (conquistando una quota sul totale del noleggio a lungo termine del 17%).
Al terzo posto si posiziona Arval (gruppo bancario Bnp Paribas), fino allo scorso anno seconda: ha immatricolato 35.323 auto (market share 18,4%), con una crescita comunque importante (3.179 unità in più), ma perde qualcosa in termini di quota di mercato (19,5% nel 2014).
Al di là del primo posto ottenuto sul filo di lana, però, è importante sottolineare che Leasys mantiene saldamente il primato tra le aziende captive (quelle cioè controllate da una casa automobilistica). Alle sue spalle, a distanza siderale si piazza infatti MercedesBenz con 12.281 consegne (6.864 l’anno precedente: una crescita clamorosa), seguita da Alphabet (controllata da Bmw) con 10.353 consegne (furono 8.057 nel 2014), e poi Volkswagen Leasing (10.140 auto, qualcuna in meno rispetto alle 10.554 del 2014), che perde quindi ben due posizioni nella classifica delle captive.
Tra le top non controllate da costruttori d’auto, Leaseplan arriva a 25.559 nuove immatricolazioni, un bel balzo in avanti rispetto alle 19.341 unità del 2014. Bene anche Car Server, Locauto, Athlon e GE Capital Services, recentemente acquisita da Arval. Da segnalare il debutto in graduatoria di Sifà (acronimo di Società italiana flotte aziendali), nuovo player che ha siglato da poco un accordo di partnership con il circuito bancario Bper (che è anche entrato nel capitale azionario di Sifà). Numeri piccoli, per il momento, ma prospettive di sviluppo importanti.
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Salvatore Saladino

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Ecco le più vendute di un anno record

Chiuso il 2015 con un totale di 1.574.775 auto vendute in Italia (+15,8% rispetto al 2014), è il momento di archiviare l’anno passato con un’analisi approfondita sui modelli più venduti. Dataforce, la multinazionale con sede a Francoforte che fornisce all’industria automobilistica internazionale informazioni statistiche segmentate nel dettaglio, ha elaborato per Il Sole24Ore una classifica dei 15 modelli più venduti in assoluto, raffrontandoli però con le autoimmatricolazioni degli stessi modelli da parte dei concessionari. In questo modo è possibile verificare quante siano state le vendite effettive a cliente finale, scorporando dai dati le targhe attribuite ai dealer per gli esemplari dimostrativi e le km zero.
La graduatoria vede ai primi posti cinque modelli di FCA: Fiat Panda, 500L, Punto, Lancia Ypsilon e 500. Tutti questi modelli, tranne la 500 che perde un migliaio di pezzi rispetto al 2014, fanno registrare un incremento nelle vendite: la Panda addirittura segna un +22%. La prima straniera in graduatoria, al sesto posto, è la Renault Clio, seguita a un’incollatura dalla Volkswagen Golf e dalla Ford Fiesta. Questo terzetto è molto ravvicinato; più distante è invece la Volkswagen Polo.
Ma la vera novità del 2015 è la Fiat 500X, che conquista la decima piazza e, in prospettiva, si candida a salire rapidamente verso il podio del 2016. La crossoversuv di Fca ha occupato, come vedremo tra breve, posizioni ancora più importanti nelle graduatorie di vendita della clientela business. Per quanto riguarda le intestazioni ai concessionari, quasi tutti i modelli nella Top 15 sono caratterizzati da una quota importante di autoimmatricolazioni.
La vera novità, però, è che i modelli di Fca hanno fatto registrare un calo significativo (tranne la Lancia Ypsilon, che ne ha targati 1.412 esemplari in più, a causa del runout del modello anterestyling): la Panda, per esempio, ha ridotto il quantitativo di autoimmatricolazioni da 15.347 a 11.020; la Punto le ha praticamente dimezzate (da 8.239 a 4.154). In flessione anche le “demo”/km zero della Clio, mentre la Golf ne ha targate circa mille in più. Calo consistente, invece, per Nissan Qashqai: sono state meno della metà.
vendite-2016-sole24oreSe la classifica dei modelli più venduti dell’intero mercato presenta poche novità rispetto agli scorsi anni, il comparto delle flotte aziendali si è dimostrato, nel 2015, decisamente più innovativo. Nella ricerca Dataforce per Il Sole 24 Ore sono evidenziati i dieci modelli preferiti dalla clientela business: quelli scelti dalle aziende che comprano direttamente e quelli delle imprese che optano per il noleggio a lungo termine. Tutti i modelli nella Top 10 in proprietà hanno realizzato vendite in crescita (tranne la Fiat Punto). Ai vertici della graduatoria si sono piazzate la Fiat Panda, la 500L e la Volkswagen Golf, mentre la 500X ha soltanto sfiorato il podio. Da notare che in graduatoria è entrata anche la Jeep Renegade e che la sola Ford presente nella classifica è la Suv Kuga. Unica auto di classe elevata è l’Audi A6. Da sottolineare l’assenza di un modello che negli anni precedenti era sempre stato tra le protagoniste di questo comparto: l’Audi A4. La “media” di Ingolstadt è stata però un’assente giustificata: la nuova generazione è arrivata soltanto negli ultimi mesi dell’anno.
Nella classifica del noleggio, dopo le due prime posizioni che sono appannaggio di Panda e 500L (come nella Top 10 delle aziende che acquistano), il gradino più basso del podio è andato alla Peugeot 308, a testimonianza che la marca del leone sta gestendo con successo un’ottima strategia commerciale verso i noleggiatori e i clienti del long rent. Anche in questa graduatoria spunta in un’ottima posizione la Fiat 500X (settima assoluta), che sorpassa l’Alfa Romeo Giulietta e si avvicina alla Volkswagen Golf. In declino la Punto, in forte crescita la Nissan Qashqai (che triplica i volumi grazie al nuovo modello). Tra le auto in flessione, la Panda (14%, che però è in crescita negli acquisti diretti) e la 500.
Diamo infine uno sguardo al mercato delle “True fleets” nel suo complesso: nel 2015 questo comparto ha superato le 290mila immatricolazioni, ossia il volume più alto dal 2008, a conferma che, almeno per le aziende, la crisi è definitivamente alle spalle. Con una market share del 18%, il settore delle flotte aziendali si rivela sempre più quello dalle prospettive di crescita migliori. In termini di graduatoria delle marche preferite dalle aziende non ci sono variazioni rispetto al ranking 2014. Nell’ordine: Fiat, Volkswagen, Audi, Mercedes e BMW. Ma è nelle posizioni di rincalzo che la lotta si sta facendo serrata: Peugeot ha conquistato la sesta piazza con la sua crescita del 43,5%, soffiando la posizione a Ford, pur protagonista di un +34,7% di vendite rispetto all’anno precedente. Un altro risultato eccellente è quello messo a segno da Citroen che ha ottenuto un incremento delle immatricolazioni del 43,7%.
Salvatore Saladino
L’autore è Country manager Dataforce Italia

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