Italia prima tra i big europei per i «privati»

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Il confronto fra i primi cinque Paesi del Vecchio continente

Analizzando il mercato dei primi due mesi del 2017 in Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna, ossia le nazioni automobilisticamente più rilevanti del Vecchio continente, si può notare che le immatricolazioni sono cresciute del 5,11 per cento.
Ma i tre canali non viaggiano alla stessa velocità: se gli acquisti dei privati sono cresciuti in linea con l’intero mercato (+4,86%), il canale True Fleets (cioè le vendite dirette alle aziende assommate ai noleggi a lungo termine) ha fatto segnare un incremento soltanto dell’1,86%, con Italia e Spagna in forte crescita (rispettivamente del 7,89% e del 13,31%), la Gran Bretagna e la Germania stabili (rispettivamente +1,77% e +0,69%), mentre la Francia presenta un saldo negativo del 10%.
Il terzo canale, quello degli Special channels (ovvero le autoimmatricolazioni delle case auto, delle concessionarie e i noleggi a breve termine), è infine quello che ha fatto segnare il maggior incremento: + 8,74%. Molto alto l’aumento delle immatricolazioni in Italia (+ 24,84%), a dimostrazione che non è proprio tutto oro ciò che luccica. Sia da noi che in Germania (+15,82%), il sostegno del mercato è merito in gran parte di forzature.
Il dato positivo in Italia, però, è costituito dalle vendite ai privati, che sono in forte crescita: +7,67%, ed è l’incremento maggiore tra i cinque Paesi. L’Italia si conferma, ancora una volta, la patria degli acquisti da parte dei cittadini: pur con un volume complessivo di 371.641 immatricolazioni a gennaio e a febbraio, contro le 485mila della Germania, nel nostro Paese sono state vendute ben 231.185 nuove auto a clientela retail, contro le sole 155.530 della Germania. Molto indietro anche Francia e Gran Bretagna, rispetto all’Italia.
Quasi un’auto su tre tra quelle immatricolate ai privati nei cinque Paesi porta la targa italiana. Il Paese dove si vendono più auto aziendali? Germania (con 116.473 nei primi due mesi di quest’anno) e Regno Unito (90.963). L’Italia, in questo caso, è dietro anche alla Francia (61.971 unità contro le 66.544 transalpine).
Negli Special channels, invece, la Germania precede tutti di anni luce: quasi la metà delle “self-registrations” avviene in questo Paese. Occorre precisare, però, che in Germania da sempre le autoimmatricolazioni dei costruttori rappresentano una fetta cospicua delle nuove targhe: in Germania operano alcuni dei maggiori car maker a livello continentale: Volkswagen con i suoi due brand di punta, Volkswagen e Audi, poi Mercedes, Bmw, Ford e Opel. È normale, quindi, che le auto-immatricolazioni siano moltissime.
Ma cosa succederà nei prossimi anni? Il Forecast di Dataforce sui cinque Paesi Top Europe non prevede sostanziali modifiche alla situazione attuale da qui al 2021. L’Italia si manterrà saldamente il Paese in cui i volumi di vendite ai privati saranno dominanti, con una crescita costante che porterà da 1,156 milioni di immatricolazioni del 2016 agli 1,220 milioni di quest’anno, per poi arrivare – stimiamo – a 1,35 milioni di unità nel 2021.
Previste in calo, invece, le vendite retail in Germania: da 1,173 milioni del 2016 saliranno a 1,2 quest’anno (comunque meno dell’Italia, mentre l’anno scorso la Germania ha prevalso di misura), per poi calare fino a 1,04 tra quattro anni. Medesimo discorso per il Regno Unito, in cui però la flessione delle vendite ai privati è iniziata nel 2016. Quest’anno saranno 1,15 milioni, nel 2021 potrebbero restringersi a 1,070. La Francia, invece, si manterrà più o meno sugli stessi volumi fatti registrare negli anni scorsi.
Nel canale True fleets, invece, l’Italia crescerà costantemente (tranne l’assestamento di quest’anno, come scritto in un altro articolo sul Rapporto Auto aziendali del Sole 24 Ore) fino a raggiungere le 400mila immatricolazioni nel 2021. Una notizia estremamente positiva: si consideri che nell’anno peggiore della crisi economica, il 2013, nel nostro Paese furono targate solamente 210mila auto business. Quasi la metà!
Negli Special channels, la tendenza che si vedrà nei prossimi anni è al ribasso, sebbene i volumi rimarranno comunque oltre i tre milioni di immatricolazioni complessive nei cinque Paesi. In Italia, però, non scenderanno mai sotto la soglia delle 350mila unità, con il 2017 previsto a quota 375mila unità.
Salvatore Saladino
L’autore è country manager Dataforce Italia

Fca allunga il passo fra le più amate dal Nlt

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Il costruttore più gettonato dai clienti long rent (auto e veicoli commerciali leggeri) incrementa la quota di mercato (+3,7%) – Seguono Ford, Vw, Bmw, Renault, Mercedes

L’ultima elaborazione di Dataforce sui dati del primo trimestre 2017 forniti dal ministero Infrastrutture e trasporti vede una chiusura di marzo col botto, con il +18% nelle vendite, portando il cumulato delle immatricolazioni a 622.319 unità (auto e veicoli commerciali leggeri). L’incremento rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno è del 12%. A parte il fenomeno delle autoimmatricolazioni dei costruttori e dei concessionari, che stanno sostenendo le vendite ai privati con le demo e le km zero, a distinguersi per i risultati positivi è il comparto del noleggio a lungo termine (Nlt), che nel primo trimestre ha fatto registrare un incremento delle immatricolazioni del 25,56% per le vetture (passenger car) e del 35,44% nei veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate (Light commercial vehicles, Lcv). Il long rent, quindi, si conferma la soluzione di maggior gradimento da parte delle clientela aziendale.
Il noleggio è favorito anche dalla fiscalità, perché mantiene l’opportunità di usufruire del super-ammortamento al 140% anche nel 2017, mentre per le aziende che acquistano direttamente i propri veicoli il super-ammortamento si è chiuso a fine 2016, tranne nel caso di immatricolazione con utilizzo totalmente strumentale (cioè autocarro). Ecco perché marcia a un ritmo doppio rispetto alla media del mercato: 78.141 nuove targhe da gennaio a marzo per le passenger car (furono 62.232 nel 2016) e 10.215 Lcv (7.542 nel 2016). L’aumento delle vendite è stato uniforme tra le due tipologie di operatori: quelli captive, cioè società di noleggio controllate da Case automobilistiche (Leasys di Fca, Alphabet di Bmw, Mercedes-Benz, Psa, Renault-Nissan e Volkswagen) hanno fatto segnare +26,65%, gli operatori “top” (Ald automotive, Arval, Athlon, Car Server, LeasePlan, Locauto e Sifà) un quasi identico +26,19%.
A livello di marche preferite dai clienti del long rent, nel mercato totale sono due i costruttori che si sono distinti nel trimestre: Fca (+44,27%) e Ford (+47,49%), rispettivamente primo e secondo nella graduatoria assoluta. Terza (a molta distanza) è Volkswagen, che si riprende la piazza d’onore se si considerano le vendite cumulate degli altri marchi del gruppo. Molto bene anche Opel (+66,97%) e Nissan (+70,54%) che, pur con volumi più contenuti (attorno alle tremila unità in totale), sono tornate ad avere una gamma prodotto in linea con le esigenze dei clienti di Nlt e una efficace strategia commerciale sul mercato business. Ma Fca, con le sue 27.037 immatricolazioni, e Ford (7.876 unità) rimangono a distanza siderale. Risultati positivi anche per gli altri top player: tutti i costruttori sono cresciuti nei volumi, ma alcuni hanno perso leggermente nella quota di mercato: sono Volkswagen (il 2,15% di immatricolazioni in meno) e Audi (-10,95%).
In un mercato che continua a crescere in maniera vigorosa, si segnalano quest’anno alcune tendenze che, se confermate nei prossimi mesi, potrebbero rivelarsi clamorose, perché in controtendenza sugli ultimi anni: sono in forte crescita le vendite di auto a benzina e sembrerebbe essersi arrestata la corsa all’ibrido. Con l’aggiunta, ma questa non è una novità perché è accaduto anche nel 2016, dell’elettrico sempre fermo al palo. Dieselgate e ipotesi di penalizzazione alla circolazione delle auto a gasolio, misure evocate ormai in buona parte d’Europa, potrebbero aver convinto fleet manager e utilizzatori a tornare a noleggiare auto a benzina. L’aumento delle immatricolazioni per questa tipologia d’alimentazione è stato del 37,18%. Un dato impressionante, che ha almeno tre altre spiegazioni plausibili. La prima: l’aumento del numero dei noleggi ai privati (che tradizionalmente effettuano percorrenze più basse). La seconda: un canone generalmente più basso delle auto a benzina dovuto alla differenza di valore a listino rispetto al diesel sommata al valore residuo del benzina che ormai è tutto tranne che svantaggiato rispetto al diesel. Infine, i recenti ribassi dei prezzi dei carburanti: con la verde attorno all’euro e mezzo al litro, i costi d’esercizio sono calati di un buon 20% rispetto a tre anni fa, anche in considerazione del fatto che le motorizzazioni a benzina più recenti garantiscono consumi inferiori rispetto al passato.
Bene anche le alimentazioni a gas, cresciute del 51,86% (per un totale di 2.369 immatricolazioni). Piccoli numeri (la quota nel Nlt è del 2,68%), ma si tratta di quasi mille unità in più rispetto alle immatricolazioni di auto ibride, scese nelle vendite del 5,24%.
Salvatore Saladino

L’autore è Country Manager Dataforce Italia

Suv e crossover battono compatte 4-3 (nel 2021)

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

La loro crescita nelle flotte è un trend inarrestabile

Suv e crossover sono sempre più le tipologie di carrozzeria preferite dagli automobilisti europei, in particolare per quelli che utilizzano l’auto per lavoro. Lo dimostra un’indagine di Dataforce che quantifica in un 28% sul totale delle vendite business continentali le immatricolazioni di queste vetture alla fine del 2017. Il trend di crescita è costante nel tempo: partite da una quota di mercato modestissima all’inizio del nuovo millennio (nel 2004 furono poco più del 5%), hanno iniziato a crescere con vigore (8% dieci anni fa, 15% cinque anni fa, quasi 26% lo scorso anno) e, secondo il Forecast di Dataforce, non rallenteranno la corsa nemmeno nei prossimi anni. Nel 2021 quasi un’auto aziendale venduta su tre avrà questa tipologia di configurazione.
I motivi del successo di Suv e crossover sono ben noti: aspetto grintoso, stile più marcatamente innovativo e in molti casi sportivo, posizione di guida sopraelevata. Ma la peculiarità più positiva in ottica business è che il gradimento si traduce in un valore residuo positivo, più elevato rispetto ad altre tipologie di carrozzeria. Il che è l’ideale soprattutto per le flotte aziendali, per le quali la vita “utile” è nettamente minore rispetto a quella per gli acquirenti privati e quindi, dopo 3-4 anni di utilizzo, poter contare su una quotazione dell’usato ancora sostenuta permette di abbattere il Total cost of ownership. La diffusione di Suv e crossover è favorita anche dal proliferare dei modelli, perché le Case costruttrici stanno convertendo la loro produzione sempre più verso i modelli più graditi dagli acquirenti.
Secondo il Forecast di Dataforce, che utilizza come fonti di informazione anche quelle ufficiali degli Oem, nel 2021 in Europa saranno in vendita ben 113 modelli differenti di Suv o crossover. Due anni fa erano soltanto 73. Molto meno “frizzante” il mercato delle altre tipologie di carrozzeria. Tra le compatte, fra quattro anni i modelli saranno 44, con un modesto incremento rispetto ai 36 in vendita due anni fa. Stabile nel tempo, invece, il numero di citycar (attorno alla trentina, così come per le medie). Poche le auto di classe superiore: 12 soltanto nel 2015, 14 quelle previste nel 2021.
Il cambiamento nei gusti dei clienti e il riposizionamento dell’offerta ha già prodotto un risultato eclatante nel mercato: le compatte (la Golf, se vogliamo riferirci a un esempio) non sono più le auto più vendute del continente nel canale business, ma dal 2015 lo sono diventate le Suv e le crossover. Non stiamo parlando, ovviamente, dei singoli modelli (la Golf rimane l’auto più venduta in Europa), ma del totale delle tipologie di carrozzeria. La forbice che differenzia Suv e compatte è destinata ad allargarsi ulteriormente da qui ai prossimi anni: nel 2021 ogni tre compatte si venderanno quattro Suv/crossover. Come mostra il grafico che pubblichiamo, quella delle Suv è l’unica tipologia di carrozzeria che crescerà di quota, mentre tutte le altre rimangono costanti nel tempo (e questo succede già da qualche anno). In concreto: l’aumento progressivo e costante delle immatricolazioni che si registrerà in Europa nei prossimi anni sarà tutto merito esclusivo di Suv e Crossover.
In valori assoluti, questo significa che dalle 750mila Suv e crossover immatricolate in Europa dalle flotte aziendali quest’anno (True fleets, ovviamente, cioè depurate dagli Special channels come rent-a-car e auto-immatricolazioni di case costruttrici, importatori e dealer) si sfiorerà il milione di “pezzi” già fra quattro anni. Mentre le compatte rimarranno sostanzialmente allineate attorno ai tre quarti di milione.
Ma quali saranno, invece, le tipologie di carrozzerie che vedranno assottigliarsi le vendite nei prossimi anni? Sicuramente le Small, cioè le citycar, che nelle flotte veleggiano da molti anni a una quota di mercato attorno al 10%. Nel volgere di un quadriennio scenderanno, secondo il Forecast di Dataforce, all’8%. Le auto di classe media sono da tempo in sofferenza: erano il 15% nel 2004, saranno meno della metà nel 2021. Quest’anno saranno circa l’8%. Il crollo delle vendite di Medie è iniziato con il downsizing innescato dalla crisi economica, ma la mazzata finale ha avuto come responsabile proprio il diffondersi di Suv e crossover di categoria media e inferiore. In sostanza, per chiarire il concetto con un esempio, gli automobilisti europei che utilizzano l’auto per lavoro rinunciano all’Audi A4 per mettersi al volante di una Q3. E quelli che un tempo sceglievano una Lancia Delta, oggi si mostrano soddisfattissimi della loro Fiat 500X.
Salvatore Saladino
L’autore è country manager Dataforce Italia

Piccola pausa per gli acquisti auto da parte delle imprese

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Le stime delle immatricolazioni 2017 di Dataforce spingono alla prudenza, nonostante il trend positivo

La società di analisi di mercato Dataforce prevede un piccolo rallentamento delle vendite business quest’anno, a causa della limitazione del super-ammortamento. Secondo le previsioni, il mercato dell’auto in Italia dovrebbe chiudere a 1,94 milioni di immatricolazioni. Rispetto agli 1,866 del 2016, l’incremento sarebbe del 4%. Ma l’andamento dei tre canali di vendita non sarà lo stesso: i privati saranno quelli che acquisteranno di più, con un saldo positivo del 5,5%. Dataforce prevede infatti che le immatricolazioni del canale più importante in Italia saranno quest’anno 1,22 milioni di unità, rispetto a 1,156 del 2016.
Il canale True fleets (le “flotte vere”, cioè le immatricolazioni dirette delle aziende con l’aggiunta dei noleggi a lungo termine) potrebbe essere invece quest’anno in leggera sofferenza: le vendite passerebbero dalle 350mila unità dello scorso anno alle 345mila di quest’anno. Il piccolo arretramento previsto (-1,3%) è dovuto principalmente alla limitazione del super-ammortamento ai veicoli di utilizzo esclusivamente strumentale e per le aziende che svolgono attività di distribuzione automobilistica (dunque case costruttrici, reti dei concessionari e noleggiatori). Dataforce, quindi, prevede un incremento del successo del noleggio a lungo termine, che si giova del super-ammortamento anche quest’anno, mentre ipotizza una flessione delle immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente il proprio parco auto.
Il terzo canale di distribuzione, quello degli Special channels (ovvero le immatricolazioni aziendali non riconducibili a un cliente effettivamente finale, cioè i noleggi a breve termine, le auto-immatricolazioni delle Case auto e delle concessionarie, cioè auto demo e km zero) farà segnare un saldo positivo anche nel 2017: +4,1%, pari a circa 15mila nuove targhe in più stimate. I tre canali assommati porterebbero a un saldo positivo del 4%. Il rallentamento del mercato business, però, non deve affatto spaventare, secondo gli analisti di Dataforce: si tratta di un assestamento, comunque su volumi nettamente superiori al periodo ante-crisi. Nel 2007, l’anno d’oro del mercato italiano dell’auto, le immatricolazioni superarono i 2,5 milioni, ma le True fleets furono circa 300mila.
Nell’outlook di lungo periodo, Dataforce prevede una crescita costante del mercato dell’auto anche nei prossimi anni: nel 2018 le immatricolazioni dovrebbero arrivare a superare i 2 milioni, poi 2,04 milioni nel 2019, 2,09 nel 2020 e 2,12 nel 2021. Una crescita armonica e costante. Con i due canali “veri”, quello dei privati e quello True fleets, in ottima salute. Le flotte aziendali, infatti, raggiungeranno le 400mila unità nel 2021, ma già nel 2018 daranno confortanti segni di ripresa, attestandosi a 355mila nuove targhe. Da segnalare che il forecast di Dataforce prevede che, a partire dal 2019, le True fleets supereranno gli Special channels: un segnale importante che dimostrerà l’ottimo stato di salute del mercato “vero”.
Se poi le istituzioni dovessero concedere qualche agevolazione agli acquisti aziendali, ma anche soltanto un riallineamento della fiscalità a livello di quella in vigore nel resto dell’Europa che conta automobilisticamente, le già positive previsioni di Dataforce dovranno essere riviste al rialzo. Dall’analisi si evince che il mercato nazionale dell’auto mai potrà tornare – alle condizioni attuali – ai fasti del 2007: il raggiungimento dei mitici 2,5 milioni di targhe non è neanche lontanamente immaginabile. Ma si tratta di un mercato decisamente più maturo rispetto al passato, e anche meno “drogato” rispetto a quello che avviene in altri Paesi d’Europa (si veda anche l’analisi del mercato europeo pubblicata oggi sul Rapporto Auto aziendali del Sole 24 Ore).
Dopo la pausa di riflessione del 2017, quindi, il mercato business tornerà a crescere con vigore, grazie soprattutto al noleggio a lungo termine che, come dimostrano i dati consolidati dei primi due mesi di quest’anno (+17%), si dimostra sempre di più la formula di acquisizione a più alto tasso di crescita per tutte le tipologie dimensionali delle flotte, dai parchi più piccoli (da 1 a 5 unità), fino alle grandi flotte pubbliche o private.
Salvatore Saladino
L’autore è Country manager Dataforce Italia

Notizie buone e cattive del 2017

Mentre il mercato dell’auto, giunto alla prima tappa del Q1 (tre mesi da gennaio a marzo), veleggia con un robusto segno “più” (12,64% nel trimestre, 18,85% nel solo marzo, fonte Dataforce), è già giunto il momento di tracciare un bilancio provvisorio di questo nuovo anno. Il comparto del noleggio a lungo termine va a gonfie vele (con un incremento di oltre 25 punti), le flotte di proprietà o in leasing invece rallentano di quasi 10 punti, a causa della fine del super-ammortamento di cui avevano beneficiato gli acquisti nel 2016. Per il noleggio, invece, i veicoli sono strumentali e quindi dello sgravio fiscale il comparto ne beneficia ancora, girando in tutto o in parte il vantaggio al cliente.

Il noleggio appare dunque il comparto più dinamico, perché ha saputo cogliere al volo le opportunità di mercato, che non necessariamente si traducono in maggiori sconti per il cliente, anzi. E’ l’offerta di mobilità a 360 gradi che convince un mercato sempre più eterogeneo, che va dalle grandi aziende alle più piccole,ai professionisti, agli artigiani e persino ai privati. Noleggio a lungo, a breve, a medio termine, con anticipo o senza, corporate car sharing e chi più ne ha più ne metta, ma sempre con il denominatore comune del possesso/utilizzo senza la proprietà.   “Affittare ciò che si svaluta, comprare ciò che frutta guadagno”: se lo diceva il mitico Rockfeller, dobbiamo per forza dargli retta…

Il mercato più tradizionale, invece, si sta sempre più appiattendo su logiche commerciali del secolo scorso: lo sconto è l’arma assoluta (ma rischiosa: ci sarà sempre qualcuno che prima o poi sarà in grado di proporre un taglio al prezzo più importante del tuo), la qualità dei servizi rimane mediocre e, se proprio il cliente non compra l’auto nuova, basta proporgliela a km zero. Che infatti crescono a dismisura. Sempre citando Dataforce: 41.716 unità immatricolate da Case costruttrici e concessionari in soli tre mesi (furono 32.693 da gennaio a marzo 2016). Non saranno mica tutte “demo”? Più probabile che siano km zero.

Il noleggio a lungo termine si conferma dunque la soluzione migliore? Probabilmente sì. A patto che il mercato che “tira” non faccia ingolosire troppo gli operatori. Si vocifera da più parti che la ripresa del mercato abbia convinto molti player ad alzare l’asticella dei prezzi. Se è una necessità dovuta a un incremento della qualità del servizio, siamo (quasi) tutti d’accordo). ma se gli aumenti non sono giustificabili, invece…

Anche perché i noleggiatori hanno ben altri assi da calare: per esempio l’utilizzo massiccio della telematica, che è un’operazione win-win: gli utilizzatori viaggiano più sicuri e protetti, i furti calano, la manutenzione può diventare predittiva e quindi costare meno, i fleet manager possono tenere sotto controllo i costi e applicare i correttivi… insomma, ne hanno tutti un bel beneficio.

Marco Di Pietro

Comunicato Stampa Dataforce – Mercato vetture a marzo 2017

A marzo noleggi a gonfie vele

Con 226.156 auto immatricolate nel terzo mese dell’anno, il mercato dell’auto archivia un primo trimestre positivo. La crescita rispetto a marzo del 2016 è stata del 18,85%, anche se occorre considerare che quest’anno i Dealer hanno avuto una giornata lavorativa in più a disposizione e nel marzo 2016 si è celebrata la Pasqua che quest’anno cade in aprile.Piuttosto stabile il mercato dei privati, cresciuto del 6,43% sul mese e del 3,93% sul cumulato mentre sono purtroppo in rosso le immatricolazioni aziendali dirette in proprietà e leasing, con una differenza cumulata gennaio-marzo del -9,72%. A far crescere il mercato sono stati i noleggi a lungo termine (+26,53%), a conferma che questa soluzione d’acquisto trova un gradimento sempre maggiore da parte degli acquirenti, non soltanto quelli aziendali, e i noleggi a breve termine, che a marzo hanno ottenuto un saldo positivo del 48,40%, recuperando una crescita cumulata che si assesta al 11,37%.Il mercato delle Passenger Cars ha visto, inoltre, una crescita davvero anomala delle auto-immatricolazioni dei concessionari (+55,28%) e, più ancora, dei Costruttori (+112,73%). Per inquadrare l’importanza in volumi del fenomeno, basti pensare che “demo” e “km zero” a marzo sono state 28.350 (furono 16.760 a marzo 2016), ossia quasi tanto quanto le nuove targhe dei noleggi a lungo termine (30.936 nel terzo mese di quest’anno). Sul cumulato il fenomeno è ancora più evidente: le case auto stanno targando il 185,53% in più rispetto al primo trimestre 2016.

L’analisi delle marche

Se si escludono Hyundai (-0,60%), Dacia (-14,03%) e Mitsubishi (-18,90%), tutti i costruttori hanno fatto registrare a marzo vendite incrementali. Fiat ha quasi raggiunto una crescita del 20%, quindi superiore all’incremento del mercato in generale delle Passenger Cars (+18,85%). Molto significativa la crescita di Renault a marzo: +34,96%. Pur rimanendo in quarta posizione, ha avvicinato sia Volkswagen (seconda assoluta, cresciuta del 16,59%) sia Ford (terza, con un saldo positivo del 20,87%). Sempre a marzo, fra le prime 20 marche, sono cresciute più del mercato Opel (+27,32%), Toyota (+24,17%), Citroen (+24,67%), Nissan (+25,51%), Jeep (+26,01%), Alfa Romeo (+46,59%) e Suzuki (+56,87%).

Con 226.156 auto immatricolate nel terzo mese dell’anno, il mercato dell’auto archivia un primo trimestre positivo.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato i numeri del mercato dell’auto in Italia a marzo: “Molto positiva la crescita del comparto del noleggio a lungo termine: gli operatori di questo settore continuano a mettere al centro dell’attenzione i bisogni di mobilità del cliente, aggiornando di continuo le proposte commerciali, e sfruttano la leva del super-ammortamento, per loro ancora pienamente valida. D’altro canto, mentre mi aspettavo la battuta d’arresto per gli acquisti in proprietà e leasing delle società, il basso tasso di crescita del mercato dei privati è, a mio avviso, un campanello d’allarme per il mercato: in assenza di incentivi strutturali da parte dello Stato, l’accelerazione dello svecchiamento del parco circolante rimane affidata all’iniziativa dei costruttori e dei concessionari e i numeri stanno dimostrando che non può bastare”.

Con Opel, PSA stacca nettamente Volkswagen

Il matrimonio s’ha ancora da consumare, ma l’unione tra PSA e Opel porterà anche in Italia alla nascita del secondo Gruppo automobilistico per volumi di vendita. Se guardiamo alla market share di Citroen, DS e Peugeot nei primi tre mesi di quest’anno, scopriamo che il Gruppo francese si attesta al 9,41% (era del 9,23% nel primo trimestre dello scorso anno), molto distante dal colosso tedesco di Wolfsburg, che è al vertice in Europa e secondo in Italia dopo FCA.

Nel nostro Paese il Gruppo Volkswagen arriva a occupare una quota del 12,56% (-0,15% rispetto ai primi tre mesi del 2016). Ma se a PSA aggiungiamo Opel, la market share sale al 14,83, a un passo da quel 15% che fino a oggi, tranne che per il Costruttore nazionale, è stato un miraggio impossibile da raggiungere. Con Opel che già quest’anno, almeno in Italia, è in crescita, perché è passata da una quota del 5,24 a una del 5,41%).

Certo, nel mercato dell’auto 1+1 non fa quasi mai due: il matrimonio porterà criticità difficili (ma non impossibili) da gestire: la sovrapposizione quasi totale della gamma, due reti di vendita non integrabili se non a prezzo di tagli e sacrifici (quando ancora la razionalizzazione organizzativa dei dealer dual, Citroen e Peugeot, non è completata), ma ormai il dado è quasi tratto…

Un marzo a gonfie vele per le nuove immatricolazioni – Boom dei noleggi

Il mercato delle nuove immatricolazioni di auto in Italia continua a crescere anche a marzo che, con 226.156 unità mette a segno un più 18,85% anno su anno secondo la consueta analisi di Dataforce. Un’ottima performance dovuta anche al fatto che il mese appena concluso ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al marzo 2016 quando si celebrò la Pasqua, nonché grazie a un vero e proprio boom del noleggio a breve termine,a più 48,8%, e del lungo termine, a più 26,53%, oltre a crescite a due o tre cifre inconsuete per le auto-immatricolazioni dei concessionari, a più 55,28%, e dei Costruttori, a più 112,73%, mentre per i privati si è avuto un più 6,43%. Segno meno invece per i leasing, a meno 9,72% sul cumulato dei primi tre mesi.

NUOVE IMMATRICOLAZIONI: RENAULT GUIDA LA CRESCITA A MARZO.

Renault, cresciuta del 34,96% nel corso del mese sullo stesso mese 2016 per le nuove immatricolazioni è la regina di marzo, seguita da una pattuglia di Costruttori quali Opel (+27,32%), Toyota (+24,17%), Citroen (+24,67%), Nissan (+25,51%), Jeep (+26,01%), Alfa Romeo(+46,59%), Suzuki (+56,87%) e, tra le big, Volkswagen (seconda assoluta, cresciuta del 16,59%) Ford (terza, con un più 20,87%) e la prima in assoluto, ossia Fiat, anche questo mese cresciuta più del mercato, a più 20%. Tra le case invece a segno meno, Hyundai (-0,60%), Dacia (-14,03%) e Mitsubishi (-18,90%).

“Molto positiva la crescita del comparto del noleggio a lungo termine: gli operatori di questo settore continuano a mettere al centro dell’attenzione i bisogni di mobilità del cliente, aggiornando di continuo le proposte commerciali, e sfruttano la leva del super-ammortamento, per loro ancora pienamente valida. D’altro canto, mentre mi aspettavo la battuta d’arresto per gli acquisti in proprietà e leasing delle società, il basso tasso di crescita del mercato dei privati è, a mio avviso, un campanello d’allarme per il mercato: in assenza di incentivi strutturali da parte dello Stato, l’accelerazione dello svecchiamento del parco circolante rimane affidata all’iniziativa dei costruttori e dei concessionari e i numeri stanno dimostrando che non può bastare” ha commentato questi dati Salvatore Saladino, Country Manager Dataforce.

Premium, mercato a gonfie vele

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Le vendite di marchi Premium sono in forte espansione: nel 2016 un’auto su cinque è appartenuta a questa categoria. I modelli preferiti dalle aziende che acquistano e che noleggiano

Il mercato Premium vale 340.000 auto nuove in Italia. Nel 2016, infatti, quasi il 20% delle immatricolazioni è stato appannaggio di marchi di classe elevata, oltretutto in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Secondo l’analisi di Dataforce, le vendite Premium del 2015 furono 286.000, e nel 2014 solamente 244.000. Una crescita di quasi 100.000 unità in due anni significa che la crisi del mercato può essere definitivamente archiviata. Anche i primi dati del 2017 confermano la tendenza degli automobilisti italiani a preferire i marchi più prestigiosi che, come avviene da anni, sono soprattutto quelli tedeschi. Con qualche eccezione come l’inglese Land Rover, la svedese Volvo e l’Alfa Romeo. Quest’ultima, con la Giulia (e, prossimamente, con la Stelvio), sta scalando i vertici delle classifiche: nel segmento di appartenenza, il Middle-Class, aveva raggiunto la quinta posizione nel 2016, l’anno di lancio, ma nel 2017 si è già posizionata terza alle spalle di Audi A4 e BMW Serie 3, superando di slancio la Volkswagen Passat e la Mercedes Classe C. Rispetto alla BMW, la distanza è oramai ridotta ai minimi termini (poche decine di unità): un ottimo risultato considerando che la media italiana è disponibile soltanto con carrozzeria berlina, mentre nel nostro Paese la tipologia preferita è la station wagon.

Nell’ambito delle classifiche dei marchi Premium preferiti (prendendo in considerazione tutte le vendite delle Case, a prescindere dal segmento dei modelli), nel 2016 è stato un serrato testa a testa tra Audi, Mercedes e BMW, con la Casa di Ingolstadt che alla fine ha prevalso per un’incollatura sulla Stella. Con un 10% di vendite in meno, al terzo posto la BMW. Tutte le marche Premium hanno fatto registrare l’anno scorso una crescita delle vendite, con Jaguar che, grazie all’arrivo di F-Pace e XE, ha triplicato le immatricolazioni.

L’analisi di Dataforce sul segmento Premium si è concentrata sui modelli più venduti nelle flotte aziendali e, in particolare, nel canale del noleggio a lungo termine, una soluzione d’acquisto che incontra sempre maggior gradimento tra l’utenza business. Considerando solamente due segmenti, il Medium Class e l’Higher-Medium Class, gli acquisti diretti aziendali rappresentano un volume di oltre 15.000 unità all’anno, mentre il NLT cuba il doppio: attorno alle 30.000 immatricolazioni ogni 12 mesi. I dieci modelli più venduti dei due segmenti rappresentano la quasi totalità delle vendite, a indicare la massima concentrazione su questi modelli. Le graduatorie, salvo la novità Giulia, sono abbastanza consolidate negli ultimi anni, con le tedesche Audi, BMW e Mercedes che si scambiano talvolta le posizioni, sebbene l’Audi A4 riesca a mantenersi sempre al vertice, così come la sorella maggiore A6 nell’ambito del segmento superiore. Nel noleggio a lungo termine, però, il primato del modello più venduto nel segmento medio è stato appannaggio della Volkswagen Passat. Perché nel long rent il prezzo d’acquisto reale (cioè listino meno sconto applicato al noleggiatore) e il valore residuo (che per Passat è praticamente identico a quello dei modelli comparabili dei primi tre brand concorrenti) portano a un canone di Passat davvero competitivo.

La classifica delle auto più noleggiate di categoria media nel 2016 ha visto dunque la Passat prevalere su Audi A4 e BMW Serie 3. Quarta è stata la Mercedes Classe C, seguita dall’Alfa Romeo Giulia. Nella graduatoria degli acquisti diretti, invece, l’Audi A4 è leader, seguita dalla Mercedes Classe C, dalla Volkswagen Passat, dalle BMW Serie 3 e Serie 4 e dalla Giulia.

Il segmento superiore, invece, nel NLT vede ai primi posti Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E, seguite da due “non tedesche”: la Jaguar XF e la Maserati Ghibli. Nel 2017, con il debutto della nuova BMW Serie 5 che esordirà al Salone di Ginevra in questi giorni, la graduatoria dovrebbe subire sostanziali modifiche. Tra gli acquisti diretti del segmento Higher-Middle Class, le prime cinque posizioni comprendono gli stessi modelli, ma con qualche variazione di graduatoria: prima è sempre l’Audi A6, seguita da BMW, Mercedes, Maserati e Jaguar. Da segnalare il ritorno in classifica delle grandi Volvo: la V90 e S90.

Nota su Dataforce:

Dataforce è una società con quartier generale a Francoforte e sedi in tutto il mondo che si occupa di analisi sul mercato Automotive. Opera a livello internazionale fornendo all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e, più in generale, i vari canali di vendita presenti sui mercati. La missione di Dataforce è portare “trasparenza nel mercato delle flotte”: un obiettivo perseguito attraverso una rigorosa segmentazione di mercato che permette analisi approfondite e facilita la possibilità di confrontare le tendenze presenti nei diversi paesi. Oggi Dataforce è riconosciuta come uno dei principali fornitori di dati ed analisi in Europa ed in Cina relativamente alle immatricolazioni del nuovo. Il portafoglio prodotti e servizi è formato da sofisticate banche dati per le statistiche sull’immatricolato insieme ad informazioni specifiche su tutte le società e i professionisti che utilizzano vetture e veicoli aziendali, a cui si aggiungono i progetti di ricerca di mercato e consulenza.

Dataforce: il mercato dell’auto europeo continuerà a crescere. Italia: il motore sono i privati

Il mercato auto europeo continuerà a crescere nei prossimi quattro anni. E in questo contesto, grazie al boom delle vendite ai privati, l’Italia diventerà il terzo mercato Continentale nel 2021.

Le flotte, invece, continueranno a vedere saldamente in testa Germania e UK, con una situazione stazionaria nel nostro Paese. Che, come sappiamo, vive una situazione fiscale penalizzante per le imprese. Sono i dati previsionali resi noti da Dataforce, società di analisi di mercato che opera a livello internazionale.

IL MERCATO GENERALE 

All’interno del mercato auto europeo, la Germania continua ad essere saldamente in testa con quasi 3 milioni e mezzo di immatricolazioni. Nei prossimi quattro anni, le previsioni di Dataforce indicano un leggero calo per il mercato tedesco, che comunque confermerà saldamente la sua leadership.

Per l’Italia, che è primo  mercato Continentale nelle vendite ai privati, si prospetta invece una crescita costante, fino ad arrivare a 2,1 milioni di immatricolazioni nel 2021.

Il futuro del mercato europeo secondo dataforce

LE FLOTTE 

Anche il mercato auto europeo delle flotte si prospetta in crescita. Dove per flotte si intendono le vendite ai canali del Nlt e delle società, al netto del Rac e dei km0 (le cosiddette “True Fleets”). Germania e UK rimarranno saldamente al comando da qui al 2021, con la prima destinata a sopravanzare la seconda.

L’Italia, secondo Dataforce, non guadagnerà posizioni e il 2017 sarà sulla stessa linea del 2016, con oltre 340mila nuove unità e un calo del -1,3%.

FOCUS ITALIA

Focalizzandosi esclusivamente sul nostro Paese, Dataforce sottolinea che nel 2017 sfioreremo le 2 milioni di unità immatricolate (precisamente 1,94). Nel 2021, i privati supereranno le 1,35 milioni di unità immatricolate.

Mercato auto europeo dati Italia 2017

Quanto alle flotte, la situazione stazionaria dell’anno in corso sarà determinata da un’ulteriore crescita del Nlt, ma da un contemporaneo calo delle società per via della nuova normativa sul superammortamento. La conclusione è laconica: il nostro Paese, comunque, non tornerà più alle 2,5 milioni di unità del 2007.