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Premium, mercato a gonfie vele

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Le vendite di marchi Premium sono in forte espansione: nel 2016 un’auto su cinque è appartenuta a questa categoria. I modelli preferiti dalle aziende che acquistano e che noleggiano

Il mercato Premium vale 340.000 auto nuove in Italia. Nel 2016, infatti, quasi il 20% delle immatricolazioni è stato appannaggio di marchi di classe elevata, oltretutto in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Secondo l’analisi di Dataforce, le vendite Premium del 2015 furono 286.000, e nel 2014 solamente 244.000. Una crescita di quasi 100.000 unità in due anni significa che la crisi del mercato può essere definitivamente archiviata. Anche i primi dati del 2017 confermano la tendenza degli automobilisti italiani a preferire i marchi più prestigiosi che, come avviene da anni, sono soprattutto quelli tedeschi. Con qualche eccezione come l’inglese Land Rover, la svedese Volvo e l’Alfa Romeo. Quest’ultima, con la Giulia (e, prossimamente, con la Stelvio), sta scalando i vertici delle classifiche: nel segmento di appartenenza, il Middle-Class, aveva raggiunto la quinta posizione nel 2016, l’anno di lancio, ma nel 2017 si è già posizionata terza alle spalle di Audi A4 e BMW Serie 3, superando di slancio la Volkswagen Passat e la Mercedes Classe C. Rispetto alla BMW, la distanza è oramai ridotta ai minimi termini (poche decine di unità): un ottimo risultato considerando che la media italiana è disponibile soltanto con carrozzeria berlina, mentre nel nostro Paese la tipologia preferita è la station wagon.

Nell’ambito delle classifiche dei marchi Premium preferiti (prendendo in considerazione tutte le vendite delle Case, a prescindere dal segmento dei modelli), nel 2016 è stato un serrato testa a testa tra Audi, Mercedes e BMW, con la Casa di Ingolstadt che alla fine ha prevalso per un’incollatura sulla Stella. Con un 10% di vendite in meno, al terzo posto la BMW. Tutte le marche Premium hanno fatto registrare l’anno scorso una crescita delle vendite, con Jaguar che, grazie all’arrivo di F-Pace e XE, ha triplicato le immatricolazioni.

L’analisi di Dataforce sul segmento Premium si è concentrata sui modelli più venduti nelle flotte aziendali e, in particolare, nel canale del noleggio a lungo termine, una soluzione d’acquisto che incontra sempre maggior gradimento tra l’utenza business. Considerando solamente due segmenti, il Medium Class e l’Higher-Medium Class, gli acquisti diretti aziendali rappresentano un volume di oltre 15.000 unità all’anno, mentre il NLT cuba il doppio: attorno alle 30.000 immatricolazioni ogni 12 mesi. I dieci modelli più venduti dei due segmenti rappresentano la quasi totalità delle vendite, a indicare la massima concentrazione su questi modelli. Le graduatorie, salvo la novità Giulia, sono abbastanza consolidate negli ultimi anni, con le tedesche Audi, BMW e Mercedes che si scambiano talvolta le posizioni, sebbene l’Audi A4 riesca a mantenersi sempre al vertice, così come la sorella maggiore A6 nell’ambito del segmento superiore. Nel noleggio a lungo termine, però, il primato del modello più venduto nel segmento medio è stato appannaggio della Volkswagen Passat. Perché nel long rent il prezzo d’acquisto reale (cioè listino meno sconto applicato al noleggiatore) e il valore residuo (che per Passat è praticamente identico a quello dei modelli comparabili dei primi tre brand concorrenti) portano a un canone di Passat davvero competitivo.

La classifica delle auto più noleggiate di categoria media nel 2016 ha visto dunque la Passat prevalere su Audi A4 e BMW Serie 3. Quarta è stata la Mercedes Classe C, seguita dall’Alfa Romeo Giulia. Nella graduatoria degli acquisti diretti, invece, l’Audi A4 è leader, seguita dalla Mercedes Classe C, dalla Volkswagen Passat, dalle BMW Serie 3 e Serie 4 e dalla Giulia.

Il segmento superiore, invece, nel NLT vede ai primi posti Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E, seguite da due “non tedesche”: la Jaguar XF e la Maserati Ghibli. Nel 2017, con il debutto della nuova BMW Serie 5 che esordirà al Salone di Ginevra in questi giorni, la graduatoria dovrebbe subire sostanziali modifiche. Tra gli acquisti diretti del segmento Higher-Middle Class, le prime cinque posizioni comprendono gli stessi modelli, ma con qualche variazione di graduatoria: prima è sempre l’Audi A6, seguita da BMW, Mercedes, Maserati e Jaguar. Da segnalare il ritorno in classifica delle grandi Volvo: la V90 e S90.

Nota su Dataforce:

Dataforce è una società con quartier generale a Francoforte e sedi in tutto il mondo che si occupa di analisi sul mercato Automotive. Opera a livello internazionale fornendo all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e, più in generale, i vari canali di vendita presenti sui mercati. La missione di Dataforce è portare “trasparenza nel mercato delle flotte”: un obiettivo perseguito attraverso una rigorosa segmentazione di mercato che permette analisi approfondite e facilita la possibilità di confrontare le tendenze presenti nei diversi paesi. Oggi Dataforce è riconosciuta come uno dei principali fornitori di dati ed analisi in Europa ed in Cina relativamente alle immatricolazioni del nuovo. Il portafoglio prodotti e servizi è formato da sofisticate banche dati per le statistiche sull’immatricolato insieme ad informazioni specifiche su tutte le società e i professionisti che utilizzano vetture e veicoli aziendali, a cui si aggiungono i progetti di ricerca di mercato e consulenza.

Flotte in Europa: crescita moderata, ma non nel 2017

La prima conferenza stampa di Dataforce in Italia ha presentato un interessante studio previsivo sull’andamento del mercato (suddiviso per canali) da qui al 2021. Dataforce, società di analisi con sede principale a Francoforte, ha come obiettivo primario portare trasparenza sul mercato Automotive attraverso la raccolta e l’organizzazione dei numeri del mercato, non solo europeo ma anche degli Stati Uniti e in Cina.

L’ultima indagine è stata fatta sui cinque principali mercati europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna), con un approfondimento di maggiore dettaglio sul nostro Paese. Secondo Dataforce, quest’anno il mercato automobilistico nei Paesi Top5 Europe crescerà di poco, passando da 11.117.000 nuove immatricolazioni del 2016 a 11.165.000 unità.

L’incremento più significativo sarà quello del canale Privati (+100.000 nuove targhe), mentre gli Special Channels (cioè le immatricolazioni dei rent-a-car, e le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei dealer crescerà in misura più contenuta (circa 13.000 unità in più, raggiungendo un volume complessivo di 3.144.000 unità). Leggera contrazione per il terzo canale di distribuzione: quello delle True Fleets (le flotte vere, cioè le immatricolazioni dirette delle aziende assommate ai noleggi a lungo termine).

La contrazione porterà al termine di quest’anno le vendite aziendali da 2.810.000 a 2.740.000. Una piccola pausa di riflessione, insomma, più che una vera contrazione del mercato, che riguarderà Germania, Regno Unito e Italia. Nel nostro Paese in particolare, il volume delle vendite business dovrebbe calare di circa 5.000 unità (dalle 350.000 del 2016 alle 345.000 del 2017), a causa del minore impatto positivo del beneficio fiscale del super-ammortamento, che da quest’anno è ammesso solamente sui veicoli strumentali (ossia gli autocarri) e per gli operatori professionali (quindi, nel canale True Fleets, solamente i noleggiatori). La situazione, comunque, non è affatto negativa, perché Dataforce prevede una ripresa delle immatricolazioni già nel 2018 (355.000 in Italia), per poi crescere costantemente fino al 2021 (in Italia sono previste per quell’anno 400.000 immatricolazioni business). Continuerà il grande successo del noleggio a lungo termine.

Nel 2017, comunque, Dataforce stima un aumento del mercato italiano del 4% rispetto allo scorso anno, con il canale privati al +5,5%. Nell’analisi previsiva sulle marche, Dataforce rileva un forte incremento per quest’anno delle vendite di Renault, che potrebbe raggiungere addirittura il secondo posto dopo Fiat, precedendo Volkswagen e Ford. Nell’ambito delle flotte aziendali, la notizia più importante riguarda Audi, che già quest’anno dovrebbe installarsi al secondo posto tra le marche preferite, precedendo Volkswagen (ma dietro a Fiat, naturalmente). Meno bene Ford nel 2017 sul canale True Fleets, ma in crescita nel canale Privati.

In occasione della presentazione del suo Forecast, Dataforce ha anche annunciato di aver pronosticato le previsioni di vendita di due modelli strategici per il futuro di FCA: la sostituta della Fiat Punto, che arriverà nel 2018 e sarà una mini-Suv/crossover, e un nuovo modello Lancia, che inizialmente affiancherà la Ypsilon e poi ne prenderà il posto, anch’esso previsto nel 2018. La Ypsilon continuerà la sua carriera commerciale fino al 2019, con una “coda” di immatricolazioni nel 2020. Anche questa nuova Lancia sarà una mini-Suv. A regime (cioè dal 2019), la nuova small suv-crossover erede della Punto raggiungerà volumi di vendita tra le 70.000 e le 80.000 unità all’anno (dati relativi al mercato Italia), mentre la derivata Lancia si attesterà tra le 40.000 e le 50.000 unità. Per la “nuova Punto” (il nome non è ancora stato deciso, ovviamente), quindi, si prevede un successo maggiore rispetto al modello che andrà a sostituire.

Marco Di Pietro

Mercato auto in Italia e in Europa, dati in crescita

di Andrea Barbieri Carones

L’Italia è il primo mercato auto europeo relativo alle vendite ai privati. Regno Unito e Germania, invece, sono in testa per le flotte aziendali, settore – quest’ultimo – che dopo una crescita negli ultimi 4 anni è previsto stazionario da qui al 2021. Questi sono solo alcuni dei dati emersi nel corso de “Il mercato dell’auto in Italia e in Europa: dal consolidato del 2016 alle incognite del 2017”, l’evento organizzato da Dataforce, società di analisi di mercato che opera a livello internazionale, fornendo all’industria automobilistica informazioni su flotte e, più in generale, sui vari canali di vendita presenti sui mercati.

A livello generale, la Germania nel prossimo quinquennio rimarrà di gran lunga il primo paese europeo per numero di immatricolazioni, toccando quota 3,4 milioni nel 2017 in leggera crescita sul 2016. Poi seguirà una fase di leggero calo fino a una previsione di poco più di 3,2 milioni nel 2021. L’Italia invece proseguirà nella sua costante crescita iniziata nel 2014, quando si vendettero circa 1,4 milioni di vetture. Quota 2 milioni si sfiorerà nel corso di quest’anno (1,94 milioni con +4% sul 2016) e si toccherà nel 2018. Da allora in poi, leggera crescita anno su anno fino ad arrivare a 2,1 milioni nel 2021, anno in cui supereremo la Francia dove il volume di nuove immatricolazioni è previsto in “calma piatta”.

E nel 2021 diventeremo il terzo mercato europeo subito dietro il Regno Unito e davanti a Francia e a Spagna. Ma è nel segmento dei privati che l’Italia si appresta a guadagnare la leadership del vecchio continente, superando Germania e Regno Unito. Già nel corso di quest’anno – e fino al 2021 – il trend italiano è previsto in costante ma inesorabile crescita: 1,22 milioni nel 2017 e 1,35 milioni nel 2021.

Un po’ come accadrà nel segmento delle flotte auto, anche se il 2017 sarà sullo stesso livello del 2016. In questo caso – con 350.000 nuove unità nel corso di quest’anno – l’Italia rimarrà molto dietro a Regno Unito, Germania e Francia e davanti alla Spagna. E nel 2021 non avverranno scossoni in classifica, eccetto il fatto che la Germania salirà sul gradino più alto del podio.

Mercato sostanzialmente stabile, invece, per il rent a car e per i km zero, dove la Germania resta e resterà saldamente al comando per volumi e dove l’Italia contenderà alla Spagna l’ultimo posto nella top five europea con immatricolazioni vicine alle 350.000 unità annue da qui al 2021.

ITALIA: ECCO LE MARCHE AL TOP

Le previsioni rese note da Dataforce indicano che le marche top, in Italia aumenteranno vendite e quota di mercato. Oltre a Fiat – che resterà leader – nel 2017 si assisterà al picco di ascesa di Renault, che supererà Volkswagen, Ford e Opel insediandosi al secondo posto. Ma sarà di breve durata, visto che le inseguitrici recupereranno in una sorta di gara di resistenza che vedrà, nel 2021, in testa VW seguita da Ford, Opel e dal brand francese.

Per quanto riguarda le marche nelle flotte, nel 2017 Audi supererà Volkswagen posizionandosi al 2° posto dopo Fiat. E dal 2019 in poi, il gap tra i 2 brand tedeschi sarà di 3-4.000 vetture l’anno. L’anno in corso vedrà poi un deciso crollo di Ford, a causa della fase avanzata del ciclo di vita di Focus e Fiesta, visto che la Ka+, il nuovo modello di casa, ha un basso impatto sulle flotte auto aziendali.

I MODELLI PIÙ VENDUTI IN ITALIA A FEBBRAIO 2017

Privati
Fiat Panda
Renault Clio
Ford Fiesta

Società
Fiat Panda
VW Tiguan
Mercedes Glc, Glk class

Noleggio Lungo Termine
Fiat Panda
Fiat 500
Fiat 500L

Noleggio Breve Termine
Fiat Panda
Fiat 500
Nissan Qashqai

Concessionarie
Fiat Panda
Lancia Ypsilon
Fiat 500

Case auto
Fiat 500L
Fiat Panda
Lancia Ypsilon

Società Noleggio a Lungo Termine (volumi, quota di mercato 2017 e differenza ’16-’17)
Leasys: 14.594/ 26,6% / +2,4%
ALD: 10.232  /20,1% / +1%
Arval: 8.850 /  17,4% / – 0,2%
Leaseplan: 6.168 / 12,1% / -0,6%
Volkswagen: 2.483/  4,9% / -2,2%
Car Server: 1.908 / 3,7% / -0,3%

Italian True Fleet Market continues to produce record figures

Dataforce Press Release – Frankfurt, February 22nd 2017

Italian True Fleet has continued on from its outstanding form in 2016 by producing an exceptional start to 2017. The fleet market produced the highest volume on record for a January with a robust + 9.2% growth over January 2016 figures. This has helped propel the passenger car Total Market to finish with 172,000 registrations equating to a + 8.7% in terms of growth.

Inside January’s Top 20 models for True Fleet we found some high climbers in terms of volume, with no less than seven new entries. The Fiat Tipo was the highest climber moving from 77th to 3rd with release date perhaps playing a factor. The same might be said of the VW Tiguan moving from 61st to 7th, the BMW X1 jumping from 44th to 15th and the Opel Astra accelerating from 39th to 16th which could have also capitalised with their new generation releases. The Fiat Punto moving from 51st to 8th the Lancia Ypsilon shifting from 26th to 9th and the Mercedes GLC rising from 30th into 14th were the remaining entries with only 106 units separating them.

We decided on taking a deeper look into the Middle-Class vehicle segment. The segment had suffered a significant decline between the 2006 high of 72,620 till the 2013 low of 28,104 but the last four years has seen it once again start to grow. While on the surface this is perhaps the result of German brands continuing to dominate the market with more models available than ever before, it might also be a reflection on the other brands not having a product that matched the markets needs or wants and thereby losing some market share. There are however clear signs that manufacturers still regard this segment as open for disruption.

Alfa Romeo has re-emerged into this vehicle class bringing the new Giulia to where they had once competed with the 156 and the 159 before a seemingly 4 year hiatus for the manufacturer. After returning in 2016 the Giulia finished with 5.2% of the market share and in 2017 they have already managed to claim 4th position in the model ranking for January behind BMW 3 series in 1st, VW Passat in 2nd and Audi A4 in 3rd.

However for 2017 the Alfa Romeo brand may well encounter some competition along the way. Opel will release the new Insignia, the Skoda Superb finished out 2016 with record numbers, tripling its volume from 2015 and with the resurgence of the Jaguar brand, alongside three new engines available for the Jaguar XE mean it may not be as straight forward as it first seems. What we can see is room for the Middle Class vehicles to continuing to regain some of the lost True Fleet segment share in Italy.

Auto, Panda regina delle aziendali e Fca domina top ten

Sono del gruppo 8 vetture su 10, exploit Renegade e 500X

ROMA – La Fiat Panda continua a essere l’auto più amata dagli italiani, non solo dai privati ma anche da aziende e professionisti. Delle 150.028 unità immatricolate nel 2016 che le hanno fatto conquistare il primato assoluto, infatti, ben 50.703 sono state acquistate da imprese, professionisti e noleggiatori. Con otto modelli su dieci nella top ten, il gruppo Fca poi si conferma leader nel nostro Paese nel canale “business”, con una crescita particolarmente forte registrata per Fiat 500X e Jeep Renegade. L’exploit emerge dall’analisi effettuata da Dataforce Italia sui dati del Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI. L’inossidabile Pandino è leader di vendite con 21.462 targhe anche nella particolare sottocategoria delle “flotte vere”, che raggruppa le sole immatricolazioni alle società, ai noleggi a lungo termine (vetture utilizzate per lo più dalle imprese per dipendenti, dirigenti e usi interni), a professionisti ed enti. Andando per ordine, nel canale “business” dietro all’accoppiata formata dalla reginetta Panda (50.703, +0,52% sul 2015) e dalla monovolume 500L (36.903 unità, +10,36% sul 2015), il terzo posto va alla Fiat 500 (29.831 unità, +10,88%), il quarto alla Lancia Ypsilon (25.479, +25,06%), il quinto alla Fiat Punto (24.806, +23,18%) e il sesto al crossover Fiat 500X (18.149, +40,44%). Prima delle straniere è la Volkswagen Golf con 15.164 vetture che, a dispetto degli strascichi dello scandalo Dieselgate, ha chiuso il 2016 con una crescita del 16,92%. Secondo Dataforce Italia è proprio la Golf che interrompe il clamoroso filotto di Fca che all’ottavo posto piazza la Jeep Renegade (12.668, +55,68%) e al nono l’Alfa Romeo Giulietta (12.619, +11,97%). Chiude la top ten una francese, la Peugeot 308 con 12.111 targhe, in crescita di 8,46% sulle 11.116 del 2015.

Il risultato di FCA del canale business viene bissato al suo interno nella sottocategoria delle cosiddette “flotte vere”.

Una performance che conferma la fiducia verso le auto del gruppo da parte di aziende e professionisti che utilizzano la macchina per lavoro. Secondo Dataforce Italia, in questa particolare classifica il marchio Fiat ha piazzato quattro modelli nelle prime quattro posizioni. Si tratta della Fiat Panda con 21.462 unità, della 500L seconda con 11.884, della 500X terza con 11.380 e della 500, quarta a quota 9.420. Sempre per FCA, da segnalare il sesto posto della Jeep Renegade con 8.072 unità, a cavallo tra due classiche tedesche, da sempre amatissime da aziende e professionisti, la Volkswagen Golf con 8.196 e l’Audi A4 con 7.864. In conclusione, ottavo posto per la Volkswagen Passat (7.393), nono per la Peugeot 308 (7.360) e decimo per la Smart ForTwo (6.889).

Riguardo ai dati emersi, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha commentato: “è singolare notare che molte delle auto preferite dagli italiani lo scorso anno hanno fatto registrare incrementi allineati o inferiori alla media del mercato (+15,8%). Con due eccezioni: le “cugine” Fiat 500X e Jeep Renegade, che hanno invece spiccato il volo, con tassi di crescita superiori al 50%. Il loro gradimento è assolutamente trasversale sul canale retail e su quello business, con un rapporto di vendite perfettamente identico tra i due modelli: 35% clienti aziendali e 65% utenti privati”.

Alfa Romeo Giulia, bene le vendite. Ma si sente la mancanza di una wagon

Una ricerca della Dataforce mette in evidenza come la berlina italiana nel nostro Paese abbia superato nelle vendite le sedan della concorrenza tedesca. Che, tuttavia, può contare su varianti familiari che la Giulia, viste le titubanze del numero uno di FCA Marchionne, almeno per ora non avrà

Sembra che l’Alfa Romeo Giulia sia già diventata la berlina premium più amata dagli italiani: a sette mesi di distanza dall’inizio della commercializzazione, la sedan del biscione ha ampiamente superato nelle vendite la diretta concorrenza tedesca. Lo suggerisce una ricerca effettuata da Dataforce Italia, che ha analizzato i dati di vendita della 3 volumi prodotta a Cassino: nel 2016 sono state consegnate 4.721 Giulia, 3.231 Mercedes Classe C a quattro porte, 2.514 BMW Serie 3 e 1.207 Audi A4/S4. Un’accoglienza più che calorosa, quindi.

La Giulia piace un po’ a tutti: le consegne ai clienti privati la vedono primeggiare con 1.577 pezzi, contro 1.075 Mercedes, 780 BMW e 376 Audi. Ma vanno bene anche quelle relative alle flotte (502 auto, anche se fa un po’ meglio la Classe C con 514) e al noleggio, specie quello a lungo termine (1748 Giulia, contro 1297 Mercedes, che occupa la seconda piazza).

Per Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ”la nuova Giulia, le cui vendite sono cominciate a metà 2016, ha superato di slancio, praticamente su tutti i canali di vendita, le tre premium storiche del segmento, che finora erano rimaste sempre imbattute. Ovviamente ci confrontiamo solo sulle berline, perché è oggi l’unica carrozzeria di Giulia disponibile. Alla luce di questi dati e dell’andamento delle vendite della vettura italiana non può che crescere la curiosità per i possibili risultati che l’ipotizzata Giulia Sportwagon potrebbe fare”. In effetti in Europa le stationwagon valgono circa il 42% delle vendite del segmento premium ed anche qualcosa in più sul nostro mercato.

Tuttavia Sergio Marchionne, numero uno di FCA, non è ancora convinto delle potenzialità commerciali di un’Alfa Romeo familiare: “Non lo so se faremo la Giulia Station Wagon – ha recentemente dichiarato al salone di Detroit – per adesso stiamo guardando come va la Stelvio in questo momento non sono convinto se dare priorità a fare una station, invece di insistere sulla strategia delle Suv Alfa Romeo. Quella delle familiari, del resto, è una partita tutta e solo europea”.

E a Marchionne l’Europa sembra interessare relativamente. A confermarlo, oltre alla titubanza sulla Giulia Sportwagon, c’è pure la Stelvio First Edition: si tratta della prima versione della sport utility che arriverà nelle concessionarie, proposta ad un prezzo di 57.300 euro. Sarà commercializzata esclusivamente con motore 2.0 turbo benzina da 280 CV, un’unità motrice che va benissimo per gli USA – che saranno il mercato di riferimento per questo modello – ma che risulta poco “digeribile” nel vecchio continente e quasi invendibile in Italia.

2016: aziendali da record, suv a gonfie vele

Nel 2016 vendute 350.000 vetture alle “flotte vere”. La Fiat in testa alle preferenze, bene anche l’Alfa Romeo, in forte crescita la Hyundai.

FUOCHI D’ARTIFICIO – Finale d’anno con il botto per le auto aziendali: il settore business ha chiuso il 2016 con 706.276 unità e un incremento di 126.121 targhe sul 2015. L’analisi approfondita effettuata da Dataforce Italia su dati Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI, rivela, in particolare, una crescita del 20% su base annua delle vendite di vetture a società, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine (le cosiddette “flotte vere”, i cui numeri non comprendono le auto destinate al noleggio breve e quelle immatricolate da concessionari, costruttori e importatori): con un totale di 348.426 unità, secondo lo studio si tratta del miglior anno di sempre. Un record raggiunto sulla scia di due anni decisamente positivi: il 2015 aveva infatti chiuso con un +18%, il 2014 con un +16,8%. In soli tre anni si è, così, passati da 210.000 a quasi 350.000 unità. Lo stesso canale ha poi segnato una performance particolare a dicembre, con un +45% e 26.202 immatricolazioni (lo stesso mese registra un +40,2% per le società e un +43,9% per il noleggio a lungo termine). Come sottolinea Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia: “importante è stata la spinta legata al super-ammortamento, una manovra che ha dato finalmente un segnale al mercato di una politica fiscale meno penalizzante”.

LA GIULIA CONVINCE – Sempre per quanto riguarda le “flotte vere“, sono le vetture italiane a guidare la classifica, con quattro Fiat nelle prime quattro posizioni: la Panda (21.462 unità), la 500L (11.884), la 500X (11.380) e la 500 (9.420). Quinto posto per un classico tedesco, la Volkswagen Golf (8.196), che ha preceduto d’un soffio un’altra vettura della FCA, la Jeep Renegade (8.072). Per la Fiat da segnalare, inoltre, il traguardo della quota del 20% nel mese di dicembre sull’intero comparto business “flotte vere”. Bene anche le vendite Alfa Romeo, con la Giulia (nella foto), e Maserati, che ha visto la Levante balzare in cima alle preferenze dei propri clienti business. La vettura del Biscione ha vinto lo scontro diretto con le berline tedesche premium Mercedes, BMW e Audi: secondo l’analisi Dataforce, la Giulia ha consegnato alle “flotte vere” 1905 unità, contro le 1249 della Classe C, le 1047 della Serie 3 e le 442 delle A4/S4.

BENE ANCHE LE STRANIERE – Tra le case non italiane sono in forte crescita la Hyundai, le cui vendite all’utenza business hanno fatto segnare un +65,8%, trainate dal successo della suv Tucson che ha totalizzato i due terzi del totale delle consegne alle flotte. Altra suv straniera che ha catturato consensi è la Jaguar F-Pace, arrivata a sfiorare la metà delle vendite “affari” del Giaguaro, a dicembre prima assoluta per la marca. All’interno del gruppo britannico è però la Land Rover Discovery Sport la preferita dai businessmen, con 2235 unità e il 45esimo posto nella Top50 “true fleet”, alle spalle dell’Audi Q5 (2290). A livello di performance da segnalare anche le forti crescite di Mini (+41,1%) e Toyota (+42,5%) rispettivamente con 5456 e 10.947 veicoli. Crescite a tre cifre le hanno invece messe a segno Lancia (+270%), Nissan (+153%) e Volvo (+113%).

Alfa Romeo Giulia batte berline tedesche 3 a 0

L’italiana fa addirittura meglio di Serie 3 e A4 messe insieme

E’ amore a prima vista quello fra gli italiani e l’Alfa Romeo Giulia: nel Belpaese la vettura del Biscione ha superato per vendite le proposte a tre volumi delle rivali “premium” tedesche, mettendo a segno un secco tre a zero. In consegna da soli sette mesi, a parità di tipo di carrozzeria, nel 2016 la Giulia ha addirittura fatto meglio di BMW Serie 3 e Audi A4 messe insieme. A rivelarlo è un’analisi di Dataforce Italia che ha confrontato i dati di vendita della macchina del grande rilancio della Casa di Arese con le proposte analoghe di BMW, Audi e Mercedes. Secondo i riscontri forniti da Dataforce, lo scorso anno sono state consegnate complessivamente 4.721 Giulia, 3.231 Mercedes Classe C a quattro porte, 2.514 BMW Serie 3 e 1.207 Audi A4/S4. Nell’analisi per singoli canali di vendita, il divario a favore dell’italiana risulta particolarmente evidente nelle consegne ai privati: 1.577 Alfa, 1.075 berline della Stella, 780 con l’Elica sul cofano e 376 con i Quattro anelli. Delle tre blasonate tedesche, la Mercedes Classe C è l’unica che in due classifiche parziali riesce a battere ai punti la Giulia: 514 targhe contro 502 per le immatricolazioni alle flotte e 562 contro 345 per quelle destinate al noleggio a breve termine. In tutte le altre voci, però, è l’italiana a mostrare performance migliori, arrivando addirittura quasi a raddoppiare i numeri della Classe C nel noleggio a lungo termine: 1.403 unità contro 735.

In relazione ai dati emersi, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, puntualizza: “La nuova Giulia, le cui vendite sono cominciate a metà anno, ha superato di slancio, praticamente su tutti i canali di vendita, le tre premium storiche del segmento, che finora erano rimaste sempre imbattute. Ovviamente ci confrontiamo solo sulle berline, perché è oggi l’unica carrozzeria di Giulia disponibile. Alla luce di questi dati e dell’andamento delle vendite della vettura italiana non può che crescere la curiosità per i possibili risultati che l’ipotizzata Giulia Sportwagon potrebbe fare”.

Secondo Dataforce, nel confronto generale per modello ‘true fleet’ (company car, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine), comprendente tutte le varianti di carrozzeria, la classifica berline risulta invertita, grazie all’importante apporto alle vendite fornito nel nostro mercato dalle famigliari. Con un totale di 7.864 vetture, di cui 7.420 wagon Avant, è l’Audi A4 a vincere il confronto italo-tedesco 2016. Al secondo posto si piazza la BMW Serie 3 con 5.725 unità, di cui 4.675 station wagon. Terza piazza per la Mercedes Classe C che dalla sua ha anche numeri interessanti per le varianti a tre porte: oltre a 2.469 famigliari, il modello della Stella conta, infatti, nel 2016 ben 335 Coupé e 30 Cabrio. Quarto posto del confronto per la Giulia che sconta il fatto di essere proposta solo con carrozzeria berlina.

Una su quattro è SUV

Su 11 milioni di auto vendute nel 2016 in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna, 2,9 milioni sono Sport Utility Vehicles. Con un mercato stabile nei prossimi 5 anni, questo segmento sarà l’unico a crescere

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Saranno mezzo milione le SUV vendute in Italia nel 2016: questa è la previsione di Dataforce, società internazionale di analisi del mercato automotive. Ovvero 100.000 in più rispetto allo scorso anno. Questo dato ci posiziona, in termini di volumi, al quarto posto nella graduatoria dei 5 Paesi d’Europa automobilisticamente più rilevanti, alle spalle del Regno Unito (che quest’anno immatricolerà 768.000 SUV, il 29% del totale del mercato), della Germania (736.000, con una quota del 22%) e a un’incollatura dalla Francia, che è un mercato più grande del nostro (540.000 SUV, pari al 26% di tutte le nuove targhe). Ma davanti alla Spagna (337.000 SUV, che corrispondono al 28%). L’Italia è dunque una delle nazioni europee in cui i SUV hanno più successo, perché oltre un’auto nuova su quattro (il 27%) appartiene a questa tipologia. Una tendenza che si consoliderà anche nei prossimi anni, sempre secondo le previsioni di Dataforce: nel 2017 il forecast ipotizza che le vendite di sport utility supereranno le 530.000 unità, per sfiorare quota 590.000 nel 2018 e infrangere la barriera delle 600.000 targhe tre anni dopo.
Scendendo nel dettaglio dell’analisi, i clienti dei SUV sono in larga misura privati in tutti i Paesi, tranne la Germania, dove la quota maggiore di questa tipologia di veicoli è appannaggio degli “Special Channels” (cioè i noleggi a breve termine, sommati alle auto-immatricolazioni di case costruttrici e concessionari). In Italia, per esempio, la quota dei SUV acquistati dai privati raggiunge il 68%, con le “True Fleets” (vale a dire le immatricolazioni a utente finale aziendale, assommati ai noleggi a lungo termine) che conquistano una quota del 20%, e i “canali speciali” si accontentano di una fetta di soli 12 punti percentuali (ciò si spiega col fatto che per questa categoria di automobili raramente si fa ricorso alle km zero).
Tutto il comparto dei SUV è in crescita, secondo le previsioni di Dataforce: se nel 2015 rappresentavano una quota del 22,8% sul totale delle vendite nei Paesi Top 5 Europa, quest’anno raggiungeranno il 26% e, nel 2017, il 27,7%. Con una crescita costante che, tra 5 anni, porterà i SUV a conquistare quasi un terzo delle vendite (il 31,3% dell’intero mercato).
Concentrando l’analisi sulle vendite flotte a società e noleggio a lungo termine (“True Fleets”) nei cinque Paesi automobilisticamente più rilevanti, il modello più venduto del 2016 rimarrà la storica leader del segmento, la Nissan Qashqai, che crescerà di almeno 5.000 unità rispetto al 2015, raggiungendo oltre 57.000 immatricolazioni. Incrementando la distanza già siderale con la rivale più accreditata, che quest’anno è la Ford Kuga (circa 30.000 vendite) e lo scorso anno era la Opel Mokka (32.000 unità nel 2015, 28.500 quest’anno). Quarta nel 2016 è la Volkswagen Tiguan, con sole 100 targhe in meno della Mokka, quinta è la Renault Kadjar, che nel primo anno intero di commercializzazione raggiunge quota 27.659 unità e supera persino la sorella minore Captur.
Posizioni molto ravvicinate anche per i modelli che seguono nella graduatoria: Kia Sportage, Hyundai Tucson, Nissan Juke e Audi Q3. Completamente differente la classifica True Fleets sui SUV in Italia: al primo posto nel 2016 c’è la Fiat 500X (11.653 esemplari nella previsione di Dataforce a fine anno 2016), seguita dalla “gemella” Jeep Renegade (7.968 unità), poi la Nissan Qashqai (6.105), l’Audi Q3 (3.860) e la Mini Countryman (3.342).

Alfa Romeo Stelvio: oltre la metà in Italia

Dataforce ha realizzato un forecast sulla nuova Alfa Romeo Stelvio, le cui consegne inizieranno l’anno prossimo. Secondo le previsioni, nel 2017 i 5 Paesi più rilevanti d’Europa in termini di vendite (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna) immatricoleranno oltre 4.700 Stelvio (di cui la metà in Italia). Quasi 1.200 delle Stelvio vendute nel nostro Paese saranno acquistate dai privati. L’anno di maggiore successo della Stelvio sarà il 2018, quando nei Paesi Top 5 se ne venderanno 5.500 unità.

Analisi mercato ottobre 2016 – Focus Noleggio Lungo Termine

Il mercato dell’auto cresce in modo uniforme su tutti i canali, grazie agli incentivi all’acquisto delle case e dei concessionari e al bonus fiscale del super-ammortamento

A tre quarti del cammino, il mercato dell’auto in Italia appare in ottima salute e si avvia a sfiorare gli 1,85 milioni di immatricolazioni nel 2016. Da gennaio a settembre sono state targate 1.434.663 automobili nuove, contro 1.221.056 dei primi nove mesi del 2015 (+17,5%). A dimostrazione che il comparto va a gonfie vele, si può osservare che tutti i canali crescono in maniera equilibrata: i privati (che rappresentano il 62% delle immatricolazioni), sono cresciuti di oltre 16 punti percentuali; le “flotte vere” (cioè le immatricolazioni aziendali a clienti finali più i noleggi a lungo termine) del 17,7%; infine i “canali speciali” (vale a dire i noleggi a breve termine e le auto-immatricolazioni dei concessionari, delle case costruttrici nazionali e degli importatori) hanno fatto un balzo in avanti del 21,4%.
Un discreto innalzamento della fiducia nell’economia, unito alle forti pressioni commerciali delle Case (gli sconti non sono mai stati così efficaci nel passato, in assenza di incentivi statali) e alle opportunità offerte dagli operatori del credito al consumo, hanno fatto tornare i privati a frequentare i saloni delle concessionarie. Per gli acquisti aziendali, una discreta spinta è arrivata dal “super-ammortamento”, ovvero la possibilità, per tutto il 2016, di portare in deduzione il 140% di ciò che le aziende spendono in beni strumentali. Il provvedimento, contenuto nella Legge di Stabilità 2016, ha immesso ossigeno nelle vendite aziendali, anche se non soltanto nelle formule di acquisizione che si supponeva potessero avvantaggiarsi maggiormente: gli acquisti diretti e i leasing finanziari. La norma, infatti, prevede che il super-ammortamento sia relativo soltanto alla parte finanziaria e non alle spese di gestione (nel noleggio a lungo termine il canone comprende anche manutenzione e servizi). Invece, il noleggio a lungo termine ha confermato di essere una formula che piace sempre di più alle imprese, non soltanto quelle di grandi o medie dimensioni, ma anche a quelle con parchi auto di dimensioni più ridotte, agli artigiani, alle ditte individuali e ai liberi professioni (e inizia a coinvolgere anche i privati).
La crescita delle vendite dirette, da gennaio a settembre, è stata del 22,3%, quella del noleggio a lungo termine del 16%: come si nota, i valori non sono affatto distanti.
Nel noleggio a lungo termine si segnala una crescita maggiore per i cosiddetti “NLT Top”, cioè gli operatori generalisti (quindi che non fanno riferimento ad alcuna Casa automobilistica: sono ALD Automotive, Arval, Athlon, Locauto, Car Server, LeasePlan e Sifà): +19%. Più contenuto l’aumento dei contratti di noleggio delle società captive (Alphabet, Leasys, Mercedes-Benz, Psa, Renault-Nissan e Volkswagen Leasing): +10,2%. Scorrendo la graduatoria relativa alle sole “passenger cars” delle società di noleggio preferite dalle aziende italiane, anche nel 2016 Leasys conquista la leadership, con 35.478 immatricolazioni da gennaio a settembre, mentre la seconda posizione è appannaggio di ALD Automotive (33.810 unità), seguita da Arval (32.440) e LeasePlan (24.095). I quattro maggiori player del mercato cubano assieme quasi i ¾ del mercato del noleggio a lungo termine.
Differente, invece, è la classifica cumulativa di vetture e veicoli commerciali leggeri: Leasys è sempre prima (con 45.243 unità immatricolate), ma insidiata da vicino da Arval (43.031), mentre ALD Automotive occupa il gradino più basso del podio a distanza di circa 5.000 targhe (le sue immatricolazioni 2016 sono state, fino a settembre compreso, 38.282). Arval, infatti, è ormai leader indiscusso nel noleggio di lungo periodo dei veicoli commerciali. Una leadership che dovrebbe consolidarsi anche nel prossimo periodo, poiché la gara più importante dell’anno, quella di Poste Italiane, ha visto l’assegnazione proprio all’azienda controllata da BNP Paribas del lotto più consistente di veicoli.
Nelle posizioni di rincalzo, Volkswagen Leasing e Mercedes-Benz hanno rispettivamente una quota di mercato del 5,8 e del 5,6% (tra le Passenger Cars), il che significa, in termini di valori assoluti, sole 275 vetture in più per la società di noleggio del colosso di Wolfsburg. Settima, ottava e nona piazza sono appannaggio di Locauto, Alphabet (la captive di BMW) e Car Server. Considerando anche i veicoli commerciali, le tre posizioni diventano Car Server, Alphabet e Locauto. Decima è Athlon Car Lease.
La graduatoria delle marche preferite nelle “flotte vere” vede sempre al comando Fiat, seguita da Volkswagen, Audi, Mercedes e BMW, con gli altri “generalisti” nelle posizioni di rincalzo. È interessante notare, però, che se si osserva la classifica relativa soltanto alle flotte in proprietà, i marchi “premium” mostrano nel 2016 una tendenza alla crescita formidabile: Mercedes è seconda assoluta dietro a Fiat, con un tasso di aumento delle immatricolazioni del 30,8% (Fiat cresce del 14,4%). Audi è terza, a breve distanza da Mercedes, anch’essa con un tasso di incremento notevole: 23,6%.
La graduatoria del noleggio a lungo termine, invece, vede tre marchi generalisti sul podio: Fiat, Volkswagen e Ford. Quest’ultima ha fatto registrare nel 2016 un tasso di crescita superiore ai 40 punti percentuali.
Nell’ambito dei modelli preferiti dalle flotte italiane, i modelli di FCA fanno registrare aumenti molto consistenti per Fiat Panda (+31,8%) e 500 X (+ 106%). La graduatoria vede la Panda al primo posto, seguita dalla 500 L (che perde qualcosa rispetto ai primi 9 mesi del 2015), dalla 500 X e dalla 500. Prima tra le straniere, la Volkswagen Golf. Notevole la sesta posizione della Jeep Renegade, che è addirittura quarta assoluta nelle flotte di proprietà.