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Fca allunga il passo fra le più amate dal Nlt

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Il costruttore più gettonato dai clienti long rent (auto e veicoli commerciali leggeri) incrementa la quota di mercato (+3,7%) – Seguono Ford, Vw, Bmw, Renault, Mercedes

L’ultima elaborazione di Dataforce sui dati del primo trimestre 2017 forniti dal ministero Infrastrutture e trasporti vede una chiusura di marzo col botto, con il +18% nelle vendite, portando il cumulato delle immatricolazioni a 622.319 unità (auto e veicoli commerciali leggeri). L’incremento rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno è del 12%. A parte il fenomeno delle autoimmatricolazioni dei costruttori e dei concessionari, che stanno sostenendo le vendite ai privati con le demo e le km zero, a distinguersi per i risultati positivi è il comparto del noleggio a lungo termine (Nlt), che nel primo trimestre ha fatto registrare un incremento delle immatricolazioni del 25,56% per le vetture (passenger car) e del 35,44% nei veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate (Light commercial vehicles, Lcv). Il long rent, quindi, si conferma la soluzione di maggior gradimento da parte delle clientela aziendale.
Il noleggio è favorito anche dalla fiscalità, perché mantiene l’opportunità di usufruire del super-ammortamento al 140% anche nel 2017, mentre per le aziende che acquistano direttamente i propri veicoli il super-ammortamento si è chiuso a fine 2016, tranne nel caso di immatricolazione con utilizzo totalmente strumentale (cioè autocarro). Ecco perché marcia a un ritmo doppio rispetto alla media del mercato: 78.141 nuove targhe da gennaio a marzo per le passenger car (furono 62.232 nel 2016) e 10.215 Lcv (7.542 nel 2016). L’aumento delle vendite è stato uniforme tra le due tipologie di operatori: quelli captive, cioè società di noleggio controllate da Case automobilistiche (Leasys di Fca, Alphabet di Bmw, Mercedes-Benz, Psa, Renault-Nissan e Volkswagen) hanno fatto segnare +26,65%, gli operatori “top” (Ald automotive, Arval, Athlon, Car Server, LeasePlan, Locauto e Sifà) un quasi identico +26,19%.
A livello di marche preferite dai clienti del long rent, nel mercato totale sono due i costruttori che si sono distinti nel trimestre: Fca (+44,27%) e Ford (+47,49%), rispettivamente primo e secondo nella graduatoria assoluta. Terza (a molta distanza) è Volkswagen, che si riprende la piazza d’onore se si considerano le vendite cumulate degli altri marchi del gruppo. Molto bene anche Opel (+66,97%) e Nissan (+70,54%) che, pur con volumi più contenuti (attorno alle tremila unità in totale), sono tornate ad avere una gamma prodotto in linea con le esigenze dei clienti di Nlt e una efficace strategia commerciale sul mercato business. Ma Fca, con le sue 27.037 immatricolazioni, e Ford (7.876 unità) rimangono a distanza siderale. Risultati positivi anche per gli altri top player: tutti i costruttori sono cresciuti nei volumi, ma alcuni hanno perso leggermente nella quota di mercato: sono Volkswagen (il 2,15% di immatricolazioni in meno) e Audi (-10,95%).
In un mercato che continua a crescere in maniera vigorosa, si segnalano quest’anno alcune tendenze che, se confermate nei prossimi mesi, potrebbero rivelarsi clamorose, perché in controtendenza sugli ultimi anni: sono in forte crescita le vendite di auto a benzina e sembrerebbe essersi arrestata la corsa all’ibrido. Con l’aggiunta, ma questa non è una novità perché è accaduto anche nel 2016, dell’elettrico sempre fermo al palo. Dieselgate e ipotesi di penalizzazione alla circolazione delle auto a gasolio, misure evocate ormai in buona parte d’Europa, potrebbero aver convinto fleet manager e utilizzatori a tornare a noleggiare auto a benzina. L’aumento delle immatricolazioni per questa tipologia d’alimentazione è stato del 37,18%. Un dato impressionante, che ha almeno tre altre spiegazioni plausibili. La prima: l’aumento del numero dei noleggi ai privati (che tradizionalmente effettuano percorrenze più basse). La seconda: un canone generalmente più basso delle auto a benzina dovuto alla differenza di valore a listino rispetto al diesel sommata al valore residuo del benzina che ormai è tutto tranne che svantaggiato rispetto al diesel. Infine, i recenti ribassi dei prezzi dei carburanti: con la verde attorno all’euro e mezzo al litro, i costi d’esercizio sono calati di un buon 20% rispetto a tre anni fa, anche in considerazione del fatto che le motorizzazioni a benzina più recenti garantiscono consumi inferiori rispetto al passato.
Bene anche le alimentazioni a gas, cresciute del 51,86% (per un totale di 2.369 immatricolazioni). Piccoli numeri (la quota nel Nlt è del 2,68%), ma si tratta di quasi mille unità in più rispetto alle immatricolazioni di auto ibride, scese nelle vendite del 5,24%.
Salvatore Saladino

L’autore è Country Manager Dataforce Italia

Premium, mercato a gonfie vele

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Le vendite di marchi Premium sono in forte espansione: nel 2016 un’auto su cinque è appartenuta a questa categoria. I modelli preferiti dalle aziende che acquistano e che noleggiano

Il mercato Premium vale 340.000 auto nuove in Italia. Nel 2016, infatti, quasi il 20% delle immatricolazioni è stato appannaggio di marchi di classe elevata, oltretutto in forte crescita rispetto agli anni precedenti. Secondo l’analisi di Dataforce, le vendite Premium del 2015 furono 286.000, e nel 2014 solamente 244.000. Una crescita di quasi 100.000 unità in due anni significa che la crisi del mercato può essere definitivamente archiviata. Anche i primi dati del 2017 confermano la tendenza degli automobilisti italiani a preferire i marchi più prestigiosi che, come avviene da anni, sono soprattutto quelli tedeschi. Con qualche eccezione come l’inglese Land Rover, la svedese Volvo e l’Alfa Romeo. Quest’ultima, con la Giulia (e, prossimamente, con la Stelvio), sta scalando i vertici delle classifiche: nel segmento di appartenenza, il Middle-Class, aveva raggiunto la quinta posizione nel 2016, l’anno di lancio, ma nel 2017 si è già posizionata terza alle spalle di Audi A4 e BMW Serie 3, superando di slancio la Volkswagen Passat e la Mercedes Classe C. Rispetto alla BMW, la distanza è oramai ridotta ai minimi termini (poche decine di unità): un ottimo risultato considerando che la media italiana è disponibile soltanto con carrozzeria berlina, mentre nel nostro Paese la tipologia preferita è la station wagon.

Nell’ambito delle classifiche dei marchi Premium preferiti (prendendo in considerazione tutte le vendite delle Case, a prescindere dal segmento dei modelli), nel 2016 è stato un serrato testa a testa tra Audi, Mercedes e BMW, con la Casa di Ingolstadt che alla fine ha prevalso per un’incollatura sulla Stella. Con un 10% di vendite in meno, al terzo posto la BMW. Tutte le marche Premium hanno fatto registrare l’anno scorso una crescita delle vendite, con Jaguar che, grazie all’arrivo di F-Pace e XE, ha triplicato le immatricolazioni.

L’analisi di Dataforce sul segmento Premium si è concentrata sui modelli più venduti nelle flotte aziendali e, in particolare, nel canale del noleggio a lungo termine, una soluzione d’acquisto che incontra sempre maggior gradimento tra l’utenza business. Considerando solamente due segmenti, il Medium Class e l’Higher-Medium Class, gli acquisti diretti aziendali rappresentano un volume di oltre 15.000 unità all’anno, mentre il NLT cuba il doppio: attorno alle 30.000 immatricolazioni ogni 12 mesi. I dieci modelli più venduti dei due segmenti rappresentano la quasi totalità delle vendite, a indicare la massima concentrazione su questi modelli. Le graduatorie, salvo la novità Giulia, sono abbastanza consolidate negli ultimi anni, con le tedesche Audi, BMW e Mercedes che si scambiano talvolta le posizioni, sebbene l’Audi A4 riesca a mantenersi sempre al vertice, così come la sorella maggiore A6 nell’ambito del segmento superiore. Nel noleggio a lungo termine, però, il primato del modello più venduto nel segmento medio è stato appannaggio della Volkswagen Passat. Perché nel long rent il prezzo d’acquisto reale (cioè listino meno sconto applicato al noleggiatore) e il valore residuo (che per Passat è praticamente identico a quello dei modelli comparabili dei primi tre brand concorrenti) portano a un canone di Passat davvero competitivo.

La classifica delle auto più noleggiate di categoria media nel 2016 ha visto dunque la Passat prevalere su Audi A4 e BMW Serie 3. Quarta è stata la Mercedes Classe C, seguita dall’Alfa Romeo Giulia. Nella graduatoria degli acquisti diretti, invece, l’Audi A4 è leader, seguita dalla Mercedes Classe C, dalla Volkswagen Passat, dalle BMW Serie 3 e Serie 4 e dalla Giulia.

Il segmento superiore, invece, nel NLT vede ai primi posti Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E, seguite da due “non tedesche”: la Jaguar XF e la Maserati Ghibli. Nel 2017, con il debutto della nuova BMW Serie 5 che esordirà al Salone di Ginevra in questi giorni, la graduatoria dovrebbe subire sostanziali modifiche. Tra gli acquisti diretti del segmento Higher-Middle Class, le prime cinque posizioni comprendono gli stessi modelli, ma con qualche variazione di graduatoria: prima è sempre l’Audi A6, seguita da BMW, Mercedes, Maserati e Jaguar. Da segnalare il ritorno in classifica delle grandi Volvo: la V90 e S90.

Nota su Dataforce:

Dataforce è una società con quartier generale a Francoforte e sedi in tutto il mondo che si occupa di analisi sul mercato Automotive. Opera a livello internazionale fornendo all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e, più in generale, i vari canali di vendita presenti sui mercati. La missione di Dataforce è portare “trasparenza nel mercato delle flotte”: un obiettivo perseguito attraverso una rigorosa segmentazione di mercato che permette analisi approfondite e facilita la possibilità di confrontare le tendenze presenti nei diversi paesi. Oggi Dataforce è riconosciuta come uno dei principali fornitori di dati ed analisi in Europa ed in Cina relativamente alle immatricolazioni del nuovo. Il portafoglio prodotti e servizi è formato da sofisticate banche dati per le statistiche sull’immatricolato insieme ad informazioni specifiche su tutte le società e i professionisti che utilizzano vetture e veicoli aziendali, a cui si aggiungono i progetti di ricerca di mercato e consulenza.

Italian True Fleet Market continues to produce record figures

Dataforce Press Release – Frankfurt, February 22nd 2017

Italian True Fleet has continued on from its outstanding form in 2016 by producing an exceptional start to 2017. The fleet market produced the highest volume on record for a January with a robust + 9.2% growth over January 2016 figures. This has helped propel the passenger car Total Market to finish with 172,000 registrations equating to a + 8.7% in terms of growth.

Inside January’s Top 20 models for True Fleet we found some high climbers in terms of volume, with no less than seven new entries. The Fiat Tipo was the highest climber moving from 77th to 3rd with release date perhaps playing a factor. The same might be said of the VW Tiguan moving from 61st to 7th, the BMW X1 jumping from 44th to 15th and the Opel Astra accelerating from 39th to 16th which could have also capitalised with their new generation releases. The Fiat Punto moving from 51st to 8th the Lancia Ypsilon shifting from 26th to 9th and the Mercedes GLC rising from 30th into 14th were the remaining entries with only 106 units separating them.

We decided on taking a deeper look into the Middle-Class vehicle segment. The segment had suffered a significant decline between the 2006 high of 72,620 till the 2013 low of 28,104 but the last four years has seen it once again start to grow. While on the surface this is perhaps the result of German brands continuing to dominate the market with more models available than ever before, it might also be a reflection on the other brands not having a product that matched the markets needs or wants and thereby losing some market share. There are however clear signs that manufacturers still regard this segment as open for disruption.

Alfa Romeo has re-emerged into this vehicle class bringing the new Giulia to where they had once competed with the 156 and the 159 before a seemingly 4 year hiatus for the manufacturer. After returning in 2016 the Giulia finished with 5.2% of the market share and in 2017 they have already managed to claim 4th position in the model ranking for January behind BMW 3 series in 1st, VW Passat in 2nd and Audi A4 in 3rd.

However for 2017 the Alfa Romeo brand may well encounter some competition along the way. Opel will release the new Insignia, the Skoda Superb finished out 2016 with record numbers, tripling its volume from 2015 and with the resurgence of the Jaguar brand, alongside three new engines available for the Jaguar XE mean it may not be as straight forward as it first seems. What we can see is room for the Middle Class vehicles to continuing to regain some of the lost True Fleet segment share in Italy.

Alfa Romeo Giulia, bene le vendite. Ma si sente la mancanza di una wagon

Una ricerca della Dataforce mette in evidenza come la berlina italiana nel nostro Paese abbia superato nelle vendite le sedan della concorrenza tedesca. Che, tuttavia, può contare su varianti familiari che la Giulia, viste le titubanze del numero uno di FCA Marchionne, almeno per ora non avrà

Sembra che l’Alfa Romeo Giulia sia già diventata la berlina premium più amata dagli italiani: a sette mesi di distanza dall’inizio della commercializzazione, la sedan del biscione ha ampiamente superato nelle vendite la diretta concorrenza tedesca. Lo suggerisce una ricerca effettuata da Dataforce Italia, che ha analizzato i dati di vendita della 3 volumi prodotta a Cassino: nel 2016 sono state consegnate 4.721 Giulia, 3.231 Mercedes Classe C a quattro porte, 2.514 BMW Serie 3 e 1.207 Audi A4/S4. Un’accoglienza più che calorosa, quindi.

La Giulia piace un po’ a tutti: le consegne ai clienti privati la vedono primeggiare con 1.577 pezzi, contro 1.075 Mercedes, 780 BMW e 376 Audi. Ma vanno bene anche quelle relative alle flotte (502 auto, anche se fa un po’ meglio la Classe C con 514) e al noleggio, specie quello a lungo termine (1748 Giulia, contro 1297 Mercedes, che occupa la seconda piazza).

Per Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ”la nuova Giulia, le cui vendite sono cominciate a metà 2016, ha superato di slancio, praticamente su tutti i canali di vendita, le tre premium storiche del segmento, che finora erano rimaste sempre imbattute. Ovviamente ci confrontiamo solo sulle berline, perché è oggi l’unica carrozzeria di Giulia disponibile. Alla luce di questi dati e dell’andamento delle vendite della vettura italiana non può che crescere la curiosità per i possibili risultati che l’ipotizzata Giulia Sportwagon potrebbe fare”. In effetti in Europa le stationwagon valgono circa il 42% delle vendite del segmento premium ed anche qualcosa in più sul nostro mercato.

Tuttavia Sergio Marchionne, numero uno di FCA, non è ancora convinto delle potenzialità commerciali di un’Alfa Romeo familiare: “Non lo so se faremo la Giulia Station Wagon – ha recentemente dichiarato al salone di Detroit – per adesso stiamo guardando come va la Stelvio in questo momento non sono convinto se dare priorità a fare una station, invece di insistere sulla strategia delle Suv Alfa Romeo. Quella delle familiari, del resto, è una partita tutta e solo europea”.

E a Marchionne l’Europa sembra interessare relativamente. A confermarlo, oltre alla titubanza sulla Giulia Sportwagon, c’è pure la Stelvio First Edition: si tratta della prima versione della sport utility che arriverà nelle concessionarie, proposta ad un prezzo di 57.300 euro. Sarà commercializzata esclusivamente con motore 2.0 turbo benzina da 280 CV, un’unità motrice che va benissimo per gli USA – che saranno il mercato di riferimento per questo modello – ma che risulta poco “digeribile” nel vecchio continente e quasi invendibile in Italia.

2016: aziendali da record, suv a gonfie vele

Nel 2016 vendute 350.000 vetture alle “flotte vere”. La Fiat in testa alle preferenze, bene anche l’Alfa Romeo, in forte crescita la Hyundai.

FUOCHI D’ARTIFICIO – Finale d’anno con il botto per le auto aziendali: il settore business ha chiuso il 2016 con 706.276 unità e un incremento di 126.121 targhe sul 2015. L’analisi approfondita effettuata da Dataforce Italia su dati Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI, rivela, in particolare, una crescita del 20% su base annua delle vendite di vetture a società, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine (le cosiddette “flotte vere”, i cui numeri non comprendono le auto destinate al noleggio breve e quelle immatricolate da concessionari, costruttori e importatori): con un totale di 348.426 unità, secondo lo studio si tratta del miglior anno di sempre. Un record raggiunto sulla scia di due anni decisamente positivi: il 2015 aveva infatti chiuso con un +18%, il 2014 con un +16,8%. In soli tre anni si è, così, passati da 210.000 a quasi 350.000 unità. Lo stesso canale ha poi segnato una performance particolare a dicembre, con un +45% e 26.202 immatricolazioni (lo stesso mese registra un +40,2% per le società e un +43,9% per il noleggio a lungo termine). Come sottolinea Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia: “importante è stata la spinta legata al super-ammortamento, una manovra che ha dato finalmente un segnale al mercato di una politica fiscale meno penalizzante”.

LA GIULIA CONVINCE – Sempre per quanto riguarda le “flotte vere“, sono le vetture italiane a guidare la classifica, con quattro Fiat nelle prime quattro posizioni: la Panda (21.462 unità), la 500L (11.884), la 500X (11.380) e la 500 (9.420). Quinto posto per un classico tedesco, la Volkswagen Golf (8.196), che ha preceduto d’un soffio un’altra vettura della FCA, la Jeep Renegade (8.072). Per la Fiat da segnalare, inoltre, il traguardo della quota del 20% nel mese di dicembre sull’intero comparto business “flotte vere”. Bene anche le vendite Alfa Romeo, con la Giulia (nella foto), e Maserati, che ha visto la Levante balzare in cima alle preferenze dei propri clienti business. La vettura del Biscione ha vinto lo scontro diretto con le berline tedesche premium Mercedes, BMW e Audi: secondo l’analisi Dataforce, la Giulia ha consegnato alle “flotte vere” 1905 unità, contro le 1249 della Classe C, le 1047 della Serie 3 e le 442 delle A4/S4.

BENE ANCHE LE STRANIERE – Tra le case non italiane sono in forte crescita la Hyundai, le cui vendite all’utenza business hanno fatto segnare un +65,8%, trainate dal successo della suv Tucson che ha totalizzato i due terzi del totale delle consegne alle flotte. Altra suv straniera che ha catturato consensi è la Jaguar F-Pace, arrivata a sfiorare la metà delle vendite “affari” del Giaguaro, a dicembre prima assoluta per la marca. All’interno del gruppo britannico è però la Land Rover Discovery Sport la preferita dai businessmen, con 2235 unità e il 45esimo posto nella Top50 “true fleet”, alle spalle dell’Audi Q5 (2290). A livello di performance da segnalare anche le forti crescite di Mini (+41,1%) e Toyota (+42,5%) rispettivamente con 5456 e 10.947 veicoli. Crescite a tre cifre le hanno invece messe a segno Lancia (+270%), Nissan (+153%) e Volvo (+113%).

Alfa Romeo Giulia batte berline tedesche 3 a 0

L’italiana fa addirittura meglio di Serie 3 e A4 messe insieme

E’ amore a prima vista quello fra gli italiani e l’Alfa Romeo Giulia: nel Belpaese la vettura del Biscione ha superato per vendite le proposte a tre volumi delle rivali “premium” tedesche, mettendo a segno un secco tre a zero. In consegna da soli sette mesi, a parità di tipo di carrozzeria, nel 2016 la Giulia ha addirittura fatto meglio di BMW Serie 3 e Audi A4 messe insieme. A rivelarlo è un’analisi di Dataforce Italia che ha confrontato i dati di vendita della macchina del grande rilancio della Casa di Arese con le proposte analoghe di BMW, Audi e Mercedes. Secondo i riscontri forniti da Dataforce, lo scorso anno sono state consegnate complessivamente 4.721 Giulia, 3.231 Mercedes Classe C a quattro porte, 2.514 BMW Serie 3 e 1.207 Audi A4/S4. Nell’analisi per singoli canali di vendita, il divario a favore dell’italiana risulta particolarmente evidente nelle consegne ai privati: 1.577 Alfa, 1.075 berline della Stella, 780 con l’Elica sul cofano e 376 con i Quattro anelli. Delle tre blasonate tedesche, la Mercedes Classe C è l’unica che in due classifiche parziali riesce a battere ai punti la Giulia: 514 targhe contro 502 per le immatricolazioni alle flotte e 562 contro 345 per quelle destinate al noleggio a breve termine. In tutte le altre voci, però, è l’italiana a mostrare performance migliori, arrivando addirittura quasi a raddoppiare i numeri della Classe C nel noleggio a lungo termine: 1.403 unità contro 735.

In relazione ai dati emersi, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, puntualizza: “La nuova Giulia, le cui vendite sono cominciate a metà anno, ha superato di slancio, praticamente su tutti i canali di vendita, le tre premium storiche del segmento, che finora erano rimaste sempre imbattute. Ovviamente ci confrontiamo solo sulle berline, perché è oggi l’unica carrozzeria di Giulia disponibile. Alla luce di questi dati e dell’andamento delle vendite della vettura italiana non può che crescere la curiosità per i possibili risultati che l’ipotizzata Giulia Sportwagon potrebbe fare”.

Secondo Dataforce, nel confronto generale per modello ‘true fleet’ (company car, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine), comprendente tutte le varianti di carrozzeria, la classifica berline risulta invertita, grazie all’importante apporto alle vendite fornito nel nostro mercato dalle famigliari. Con un totale di 7.864 vetture, di cui 7.420 wagon Avant, è l’Audi A4 a vincere il confronto italo-tedesco 2016. Al secondo posto si piazza la BMW Serie 3 con 5.725 unità, di cui 4.675 station wagon. Terza piazza per la Mercedes Classe C che dalla sua ha anche numeri interessanti per le varianti a tre porte: oltre a 2.469 famigliari, il modello della Stella conta, infatti, nel 2016 ben 335 Coupé e 30 Cabrio. Quarto posto del confronto per la Giulia che sconta il fatto di essere proposta solo con carrozzeria berlina.

Analisi mercato ottobre 2016 – Focus Noleggio Lungo Termine

Il mercato dell’auto cresce in modo uniforme su tutti i canali, grazie agli incentivi all’acquisto delle case e dei concessionari e al bonus fiscale del super-ammortamento

A tre quarti del cammino, il mercato dell’auto in Italia appare in ottima salute e si avvia a sfiorare gli 1,85 milioni di immatricolazioni nel 2016. Da gennaio a settembre sono state targate 1.434.663 automobili nuove, contro 1.221.056 dei primi nove mesi del 2015 (+17,5%). A dimostrazione che il comparto va a gonfie vele, si può osservare che tutti i canali crescono in maniera equilibrata: i privati (che rappresentano il 62% delle immatricolazioni), sono cresciuti di oltre 16 punti percentuali; le “flotte vere” (cioè le immatricolazioni aziendali a clienti finali più i noleggi a lungo termine) del 17,7%; infine i “canali speciali” (vale a dire i noleggi a breve termine e le auto-immatricolazioni dei concessionari, delle case costruttrici nazionali e degli importatori) hanno fatto un balzo in avanti del 21,4%.
Un discreto innalzamento della fiducia nell’economia, unito alle forti pressioni commerciali delle Case (gli sconti non sono mai stati così efficaci nel passato, in assenza di incentivi statali) e alle opportunità offerte dagli operatori del credito al consumo, hanno fatto tornare i privati a frequentare i saloni delle concessionarie. Per gli acquisti aziendali, una discreta spinta è arrivata dal “super-ammortamento”, ovvero la possibilità, per tutto il 2016, di portare in deduzione il 140% di ciò che le aziende spendono in beni strumentali. Il provvedimento, contenuto nella Legge di Stabilità 2016, ha immesso ossigeno nelle vendite aziendali, anche se non soltanto nelle formule di acquisizione che si supponeva potessero avvantaggiarsi maggiormente: gli acquisti diretti e i leasing finanziari. La norma, infatti, prevede che il super-ammortamento sia relativo soltanto alla parte finanziaria e non alle spese di gestione (nel noleggio a lungo termine il canone comprende anche manutenzione e servizi). Invece, il noleggio a lungo termine ha confermato di essere una formula che piace sempre di più alle imprese, non soltanto quelle di grandi o medie dimensioni, ma anche a quelle con parchi auto di dimensioni più ridotte, agli artigiani, alle ditte individuali e ai liberi professioni (e inizia a coinvolgere anche i privati).
La crescita delle vendite dirette, da gennaio a settembre, è stata del 22,3%, quella del noleggio a lungo termine del 16%: come si nota, i valori non sono affatto distanti.
Nel noleggio a lungo termine si segnala una crescita maggiore per i cosiddetti “NLT Top”, cioè gli operatori generalisti (quindi che non fanno riferimento ad alcuna Casa automobilistica: sono ALD Automotive, Arval, Athlon, Locauto, Car Server, LeasePlan e Sifà): +19%. Più contenuto l’aumento dei contratti di noleggio delle società captive (Alphabet, Leasys, Mercedes-Benz, Psa, Renault-Nissan e Volkswagen Leasing): +10,2%. Scorrendo la graduatoria relativa alle sole “passenger cars” delle società di noleggio preferite dalle aziende italiane, anche nel 2016 Leasys conquista la leadership, con 35.478 immatricolazioni da gennaio a settembre, mentre la seconda posizione è appannaggio di ALD Automotive (33.810 unità), seguita da Arval (32.440) e LeasePlan (24.095). I quattro maggiori player del mercato cubano assieme quasi i ¾ del mercato del noleggio a lungo termine.
Differente, invece, è la classifica cumulativa di vetture e veicoli commerciali leggeri: Leasys è sempre prima (con 45.243 unità immatricolate), ma insidiata da vicino da Arval (43.031), mentre ALD Automotive occupa il gradino più basso del podio a distanza di circa 5.000 targhe (le sue immatricolazioni 2016 sono state, fino a settembre compreso, 38.282). Arval, infatti, è ormai leader indiscusso nel noleggio di lungo periodo dei veicoli commerciali. Una leadership che dovrebbe consolidarsi anche nel prossimo periodo, poiché la gara più importante dell’anno, quella di Poste Italiane, ha visto l’assegnazione proprio all’azienda controllata da BNP Paribas del lotto più consistente di veicoli.
Nelle posizioni di rincalzo, Volkswagen Leasing e Mercedes-Benz hanno rispettivamente una quota di mercato del 5,8 e del 5,6% (tra le Passenger Cars), il che significa, in termini di valori assoluti, sole 275 vetture in più per la società di noleggio del colosso di Wolfsburg. Settima, ottava e nona piazza sono appannaggio di Locauto, Alphabet (la captive di BMW) e Car Server. Considerando anche i veicoli commerciali, le tre posizioni diventano Car Server, Alphabet e Locauto. Decima è Athlon Car Lease.
La graduatoria delle marche preferite nelle “flotte vere” vede sempre al comando Fiat, seguita da Volkswagen, Audi, Mercedes e BMW, con gli altri “generalisti” nelle posizioni di rincalzo. È interessante notare, però, che se si osserva la classifica relativa soltanto alle flotte in proprietà, i marchi “premium” mostrano nel 2016 una tendenza alla crescita formidabile: Mercedes è seconda assoluta dietro a Fiat, con un tasso di aumento delle immatricolazioni del 30,8% (Fiat cresce del 14,4%). Audi è terza, a breve distanza da Mercedes, anch’essa con un tasso di incremento notevole: 23,6%.
La graduatoria del noleggio a lungo termine, invece, vede tre marchi generalisti sul podio: Fiat, Volkswagen e Ford. Quest’ultima ha fatto registrare nel 2016 un tasso di crescita superiore ai 40 punti percentuali.
Nell’ambito dei modelli preferiti dalle flotte italiane, i modelli di FCA fanno registrare aumenti molto consistenti per Fiat Panda (+31,8%) e 500 X (+ 106%). La graduatoria vede la Panda al primo posto, seguita dalla 500 L (che perde qualcosa rispetto ai primi 9 mesi del 2015), dalla 500 X e dalla 500. Prima tra le straniere, la Volkswagen Golf. Notevole la sesta posizione della Jeep Renegade, che è addirittura quarta assoluta nelle flotte di proprietà.

Mercato Business: il noleggio va a gonfie vele

Cresce il comparto del noleggio a lungo termine, un settore dominato da quattro principali operatori e con una graduatoria di marche e modelli preferiti molto diversa da quella dei clienti privati

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Il mercato italiano dell’automobile gode di ottima salute nel 2016. Si tratta di una crescita equilibrata per tutti i tre canali di vendita in cui Dataforce suddivide il mercato: privati (coloro che intestano l’auto nuova utilizzando il proprio codice fiscale), vendite business, cioè gli acquisti aziendali e i noleggi a lungo termine (è il comparto che Dataforce definisce “True Fleets”, le flotte vere, cioè le vetture che hanno come effettivo utilizzatore finale un cliente aziendale, privato o pubblico, e “Special Channels” (nella segmentazione di Dataforce, sono considerati canali speciali le immatricolazioni dei noleggiatori a breve termine, delle case costruttrici nazionali, ovvero il Gruppo FCA, degli importatori e dei concessionari.

Da gennaio ad agosto, la crescita delle vendite a privati rispetto agli stessi mesi del 2015 è stata del 17,75% (pari a circa 120.000 nuove targhe in più), del 16,33% per le True Fleets +32.500 unità) e del 17,82% per gli Special Channels (+38.300 automobili). La crescita media dell’intero mercato è stata dunque di 17,5 punti percentuali.

Ma concentriamoci sul comparto del noleggio a lungo termine, la formula che in questi ultimi anni sembra risultare più gradita ai clienti aziendali, perché permette di racchiudere in un’unica rata mensile tutti i costi dell’auto (la ripartizione finanziaria per l’affitto del veicolo, le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e le coperture assicurative). Il noleggio a lungo termine, inoltre, permette alle imprese di pianificare con estrema certezza le spese di mobilità. Il mercato italiano è dominato da quattro operatori principali, che complessivamente raccolgono il 72,2% dei contratti di long rent: Leasys (controllata da FCA), ALD Automotive (appartenente al Gruppo bancario francese Société Générale), Arval (Gruppo BNP Paribas) e LeasePlan (multinazionale olandese di proprietà di alcuni fondi d’investimento). A scorrere la classifica dei player preferiti, Leasys è il noleggiatore leader di mercato, seguito da ALD Automotive e da Arval, con ALD che ha soffiato da quest’anno la piazza d’onore ad Arval. Tutti e tre i player sul podio hanno una quota di mercato di poco superiore, vicina o non molto lontana dal 20%. La graduatoria, perciò, potrebbe cambiare negli ultimi mesi dell’anno, anche perché stanno per essere consegnati i primi veicoli della più importante gara di flotta aziendale dell’anno, quella di Poste Italiane. Una gara che si è conclusa con l’assegnazione di vari lotti proprio ai quattro principali operatori del noleggio a lungo termine: Arval ha acquisito oltre 10.500 “pezzi”, Leasys 6.200, LeasePlan quasi 5.000 e ALD 3.300.

Quali sono le marche preferite dai clienti di noleggio? La classifica, pur vedendo in prima posizione Fiat, è un po’ diversa da quella del mercato dei privati: quattro marche tedesche inseguono (a distanza) il costruttore nazionale: Ford, Volkswagen, Audi e BMW. Con Ford che ha “scippato” il secondo posto al colosso di Wolfsburg, grazie a un incremento dei contratti di ben il 40% da gennaio ad agosto. Volkswagen, invece, è calata del 2%. In ottima salute Audi e BMW, con percentuali di crescita superiori al 20% per entrambe. Segno meno, invece, per Peugeot e Citroen.

Nella top ten dei modelli più noleggiati dalle aziende italiane, la graduatoria vede il predominio di modelli Fiat: Panda, 500 L, 500 X e 500. Prima tra le straniere la Peugeot 308. Nelle posizioni di rincalzo, quattro tedesche (Audi A4, Volkswagen Passat, Ford Fiesta e Golf) e infine, new entry in classifica, la Jeep Renegade.

Forecast Dataforce: flessione delle flotte l’anno prossimo e poi crescita costante

Se nel 2016 il mercato italiano delle flotte aziendali farà segnare alla fine dell’anno una crescita importante (+50.000 unità) grazie anche agli effetti positivi della normativa sul “super-ammortamento” (che consente di incrementare la deducibilità sui veicoli aziendali del 40%), le previsioni di Dataforce sul 2017 non sono altrettanto positive. Fermo restando che, al momento attuale, non è prevista una proroga del “super-ammortamento”, gli analisti della società tedesca prevedono che il prossimo anno a crescere sarà soprattutto il comparto dei privati, che dovrebbe raggiungere 1.230.000 immatricolazioni contro il 1.150.000 del 2016. Per le “flotte vere” (cioè le immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente e i noleggi a lungo termine), invece, è previsto un calo di circa 20.000 unità (passando da 340.000 a 320.000 nuove targhe, con una flessione di circa 6 punti percentuali). Il 2017, dunque, sarà per il mercato business un anno di consolidamento, dopo l’eccellente risultato del 2016 che vedrà, a dicembre, una crescita anno su anno del 17,2%. Nel 2018, il comparto business tornerà ad attestarsi sugli stessi livelli del 2016, mentre negli anni successivi, invece, il mercato riprenderà a salire in maniera costante al ritmo, per le flotte aziendali, di 10.000 unità in più all’anno.

In Europa le flotte aziendali crescono del 10%

Salvatore Saladino

Il mercato europeo delle flotte cresce a doppia cifra: +10% nel primo quadrimestre, con l’Italia che mostra una vitalità superiore a tutti gli altri Paesi automobilisticamente rilevanti. Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito hanno fatto registrare nei primi quattro mesi dell’anno un volume delle vendite aziendali superiore a quello dell’ultimo anno pre-crisi, il 2008.

Sono queste le risultanze principali della ricerca realizzata per Il Sole 24 Ore da Dataforce, la società internazionale di analisi sul mercato dell’auto con sede a Francoforte. Particolarmente evidente l’incremento sul mercato italiano, dove le flotte vere (cioè le immatricolazioni aziendali dirette delle aziende, compresi i contratti di leasing a Partita Iva, le vendite ai noleggi a lungo termine e quelle agli utilizzatori professionali) hanno fatto registrare un volume incrementale di vendite di 13,7 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Molto significativo il risultato di aprile: +22,4%, miglior risultato di sempre per il mercato aziendale italiano. Tutti i primi 10 brand nella graduatoria dei volumi hanno incrementato le immatricolazioni (tranne Peugeot -7% e Smart -1,4%), con Ford, che occupa la quinta posizione, che ha fatto segnare un incremento del 47%. Meglio ancora ha fatto Toyota, che ha quasi raddoppiato le immatricolazioni aziendali rispetto al primo quadrimestre 2015. Eccellente aumento delle vendite anche da parte di Audi (+27,3%), di Mercedes (+20,9%) e di Bmw (+20,2%), a indicare che il mercato italiano business guarda con sempre maggiore favore ai brand premium. Da sottolineare che i primi 10 marchi in graduatoria (Fiat, Volkswagen, Audi, Mercedes, Ford, Bmw, Renault, Peugeot, Toyota e Smart) rappresentano insieme il 72% del totale delle immatricolazioni aziendali. Un mercato, dunque, concentrato su pochi marchi preferiti e su tipologie di modello ben precise: crossover, Suv e station wagon, con i primi che occupano posizioni di rilievo nella classifica per modello (la Fiat 500X è quarta assoluta e la “cugina” Jeep Renegade ottava).

Anche in Francia il mercato dell’automobile aziendale appare in ottima salute: aprile è stato il nono mese consecutivo con saldo positivo: nel 2016 il bilancio parla di una crescita del 13,3%, ovvero più del doppio rispetto all’incremento del mercato retail (+5,2%). Quello transalpino è, come ben noto, un mercato fortemente orientato sul prodotto nazionale, con la graduatoria delle marche preferite che vede al primo posto Renault, seguita da Peugeot e da Citroen, mentre nella top ten dei modelli compare soltanto una straniera: la Volkswagen Golf (al nono posto). Ottima la crescita di Bmw (quinta assoluta), che cresce del 52,5% grazie soprattutto al successo tra le flotte della nuova generazione della X1 e della Serie 2 Active Tourer/Grand Tourer. Da sottolineare il successo anche di Kia, che quest’anno ha raggiunto la più alta quota percentuale di sempre nel mercato True fleets.

In Germania l’incremento delle vendite è importante, ma meno vistoso rispetto a quello degli altri Paesi Top 5: +8,3%. Il miglioramento però è nettamente superiore a quello del mercato dei privati. Anche in Germania, ovviamente, la graduatoria delle vendite business è appannaggio dei costruttori nazionali: ai primi cinque posti si sono piazzate rispettivamente Volkswagen, Audi, BMW, Mercedes e Ford. Ma la sesta piazza è andata per la prima volta a Skoda, che si è avvantaggiata del grande successo della Skoda Octavia (+25,5%) e della Superb (+110%). Quest’ultima ha raggiunto il suo massimo storico di vendite in Germania. Il modello che però ha fatto segnare il maggior incremento di volumi di vendita è stata la nuova Audi A4, che ad aprile è balzata al terzo posto assoluto delle vendite business, dietro a Golf e Passat.

Con una crescita di volumi nel primo quadrimestre di oltre 13 punti percentuali, anche il più piccolo dei 5 big d’Europa, la Spagna, appare in eccellente stato di forma nel mercato delle True Fleets. Un risultato positivo per quasi tutti i costruttori: 15 su 20 hanno fatto segnare un saldo positivo. Volkswagen è la marca preferita dalle flotte aziendali, con una market share del 9,2%, seguita a un’incollatura da Renault (9%) e poi Peugeot e Seat. Le posizioni di rincalzo vedono una serrata battaglia tra Bmw e Mercedes. Anche in Spagna Suv e Crossover costituiscono le tipologie di carrozzeria in grande crescita, ma il fenomeno del 2016 è il ritorno alla crescita delle auto di fascia piccola, con la Renault Clio al vertice, inseguita da Seat Ibiza e Peugeot 208.

Il mercato inglese, invece, pur essendo in crescita, è quello che ha dimostrato nei primi quattro mesi del 2016 la minore vitalità (ma viene da anni di crescita fortie al contrario degli altri paesi europei): +5,5%, ma il segnale positivo è che l’incremento si sta facendo via via più sostanzioso col passare dei mesi: +4,8% a gennaio, +6,5% a febbraio e a marzo, +8,4% ad aprile. La graduatoria delle marche vede al primo posto Vauxhall (il marchio per il mercato britannico di Opel), seguita da Ford, Volkswagen e Nissan. Da segnalare Land Rover (quindicesima tra le marche), che ha raggiunto una quota di mercato mai sfiorata finora.
L’autore è country manager di Dataforce Italia

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Cruscotto marzo 2016 – Mission Fleet

Malgrado un leggero rallentamento, il primo trimestre 2016 del mercato italiano delle vendite auto si chiude con un ottimo più 20,75% di crescita. Sono stati targati 357.120 veicoli: 528.612 vetture e 38.424 veicoli commerciali leggeri secondo i dati Dataforce. Nel primo quarto dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con 333.844 unità hanno fatto segnare un incremento del 29,51%. Bene anche le immatricolazioni dirette delle aziende a più 37,66% (23.279 nuove targhe), mentre sono in flessione del 2,84% le immatricolazioni in leasing. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine crescono invece nel trimestre dell’11,77%, a quota 58.051 unità, mentre il noleggio a lungo termine ha fatto registrare un meno eclatante più 5,41%. Riprende invece a crescere il dato delle nuove targhe delle concessionarie: 35.721. Sono le demo per i test drive dei clienti e le km zero. Ci fa piacere invece vedere che le targhe delle case costruttici sono calate sensibilmente del meno 24,12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, exploit delle vendite ai privati con un più 203,99%, anche se si tratta di piccoli numeri (1.645 unità), ottima accelerazione delle immatricolazioni aziendali (+32,63%) e dato negativo del leasing (-13,07%). Bene invece il comparto del renting: +22,91% il lungo termine, +23,66% il noleggio a breve.
Per quanto riguarda il nostro forecast del mercato Passenger Cars per l’anno 2016, siamo decisamente più ottimisti rispetto a quanto dichiarato nella previsione di Unrae e, grazie ai brillanti risultati di febbraio, e ai buoni risultati di marzo, abbiamo corretto il tiro al rialzo: 1.782.000. Per i privati prevediamo un livello di immatricolazioni pari a 1.153.000 unità (+30.000 rispetto alla precedente previsione pubblicata su Mission Fleet), per le flotte aziendali quasi 325.000 nuove targhe (con una crescita di volumi, rispetto al 2015, di oltre il 10%) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) oltre le 305 mila unità.
Veniamo ora alla Top 5 per canale di mercato, precisando che “True Fleets” sono: società ed enti, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine. Nelle flotte “vere” le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500), mentre in quello dei veicoli commerciali i modelli Fiat e Iveco fanno l’en plein, con una graduatoria così formulata: Ducato, Fiat Doblò, Fiorino, Iveco Daily e Panda.
Diamo infine la classifica dei 3 modelli più immatricolati sempre nel canale “True Fleets” divisa per segmento veicolo, una sorta di policy di acquisto divisa per fascia di modelli. Panda, 500 e Smart ForTwo sono leader nel segmento Mini. Nel segmento Small, la Renault Clio ha raggiunto la prima posizione seguita dalla Ford Fiesta e dalla Toyota Yaris . Nel segmento delle Compatte la Golf è sempre la leader, davanti alla Peugeot 308 e alla Ford Focus. Tra le medie, Volkswagen Passat precede Audi A4 e BMW Serie 3. Tra le berline di lusso, ottimo l’andamento della Ghibli che sale sul gradino più basso del podio, sotto A6 e BMW serie 5, mentre fra le SUV la Fiat 500 X mantiene il vertice della graduatoria, seguita dalla Jeep Renegade e dalla Nissan Qashqai.