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Analisi mercato ottobre 2016 – Focus Noleggio Lungo Termine

Il mercato dell’auto cresce in modo uniforme su tutti i canali, grazie agli incentivi all’acquisto delle case e dei concessionari e al bonus fiscale del super-ammortamento

A tre quarti del cammino, il mercato dell’auto in Italia appare in ottima salute e si avvia a sfiorare gli 1,85 milioni di immatricolazioni nel 2016. Da gennaio a settembre sono state targate 1.434.663 automobili nuove, contro 1.221.056 dei primi nove mesi del 2015 (+17,5%). A dimostrazione che il comparto va a gonfie vele, si può osservare che tutti i canali crescono in maniera equilibrata: i privati (che rappresentano il 62% delle immatricolazioni), sono cresciuti di oltre 16 punti percentuali; le “flotte vere” (cioè le immatricolazioni aziendali a clienti finali più i noleggi a lungo termine) del 17,7%; infine i “canali speciali” (vale a dire i noleggi a breve termine e le auto-immatricolazioni dei concessionari, delle case costruttrici nazionali e degli importatori) hanno fatto un balzo in avanti del 21,4%.
Un discreto innalzamento della fiducia nell’economia, unito alle forti pressioni commerciali delle Case (gli sconti non sono mai stati così efficaci nel passato, in assenza di incentivi statali) e alle opportunità offerte dagli operatori del credito al consumo, hanno fatto tornare i privati a frequentare i saloni delle concessionarie. Per gli acquisti aziendali, una discreta spinta è arrivata dal “super-ammortamento”, ovvero la possibilità, per tutto il 2016, di portare in deduzione il 140% di ciò che le aziende spendono in beni strumentali. Il provvedimento, contenuto nella Legge di Stabilità 2016, ha immesso ossigeno nelle vendite aziendali, anche se non soltanto nelle formule di acquisizione che si supponeva potessero avvantaggiarsi maggiormente: gli acquisti diretti e i leasing finanziari. La norma, infatti, prevede che il super-ammortamento sia relativo soltanto alla parte finanziaria e non alle spese di gestione (nel noleggio a lungo termine il canone comprende anche manutenzione e servizi). Invece, il noleggio a lungo termine ha confermato di essere una formula che piace sempre di più alle imprese, non soltanto quelle di grandi o medie dimensioni, ma anche a quelle con parchi auto di dimensioni più ridotte, agli artigiani, alle ditte individuali e ai liberi professioni (e inizia a coinvolgere anche i privati).
La crescita delle vendite dirette, da gennaio a settembre, è stata del 22,3%, quella del noleggio a lungo termine del 16%: come si nota, i valori non sono affatto distanti.
Nel noleggio a lungo termine si segnala una crescita maggiore per i cosiddetti “NLT Top”, cioè gli operatori generalisti (quindi che non fanno riferimento ad alcuna Casa automobilistica: sono ALD Automotive, Arval, Athlon, Locauto, Car Server, LeasePlan e Sifà): +19%. Più contenuto l’aumento dei contratti di noleggio delle società captive (Alphabet, Leasys, Mercedes-Benz, Psa, Renault-Nissan e Volkswagen Leasing): +10,2%. Scorrendo la graduatoria relativa alle sole “passenger cars” delle società di noleggio preferite dalle aziende italiane, anche nel 2016 Leasys conquista la leadership, con 35.478 immatricolazioni da gennaio a settembre, mentre la seconda posizione è appannaggio di ALD Automotive (33.810 unità), seguita da Arval (32.440) e LeasePlan (24.095). I quattro maggiori player del mercato cubano assieme quasi i ¾ del mercato del noleggio a lungo termine.
Differente, invece, è la classifica cumulativa di vetture e veicoli commerciali leggeri: Leasys è sempre prima (con 45.243 unità immatricolate), ma insidiata da vicino da Arval (43.031), mentre ALD Automotive occupa il gradino più basso del podio a distanza di circa 5.000 targhe (le sue immatricolazioni 2016 sono state, fino a settembre compreso, 38.282). Arval, infatti, è ormai leader indiscusso nel noleggio di lungo periodo dei veicoli commerciali. Una leadership che dovrebbe consolidarsi anche nel prossimo periodo, poiché la gara più importante dell’anno, quella di Poste Italiane, ha visto l’assegnazione proprio all’azienda controllata da BNP Paribas del lotto più consistente di veicoli.
Nelle posizioni di rincalzo, Volkswagen Leasing e Mercedes-Benz hanno rispettivamente una quota di mercato del 5,8 e del 5,6% (tra le Passenger Cars), il che significa, in termini di valori assoluti, sole 275 vetture in più per la società di noleggio del colosso di Wolfsburg. Settima, ottava e nona piazza sono appannaggio di Locauto, Alphabet (la captive di BMW) e Car Server. Considerando anche i veicoli commerciali, le tre posizioni diventano Car Server, Alphabet e Locauto. Decima è Athlon Car Lease.
La graduatoria delle marche preferite nelle “flotte vere” vede sempre al comando Fiat, seguita da Volkswagen, Audi, Mercedes e BMW, con gli altri “generalisti” nelle posizioni di rincalzo. È interessante notare, però, che se si osserva la classifica relativa soltanto alle flotte in proprietà, i marchi “premium” mostrano nel 2016 una tendenza alla crescita formidabile: Mercedes è seconda assoluta dietro a Fiat, con un tasso di aumento delle immatricolazioni del 30,8% (Fiat cresce del 14,4%). Audi è terza, a breve distanza da Mercedes, anch’essa con un tasso di incremento notevole: 23,6%.
La graduatoria del noleggio a lungo termine, invece, vede tre marchi generalisti sul podio: Fiat, Volkswagen e Ford. Quest’ultima ha fatto registrare nel 2016 un tasso di crescita superiore ai 40 punti percentuali.
Nell’ambito dei modelli preferiti dalle flotte italiane, i modelli di FCA fanno registrare aumenti molto consistenti per Fiat Panda (+31,8%) e 500 X (+ 106%). La graduatoria vede la Panda al primo posto, seguita dalla 500 L (che perde qualcosa rispetto ai primi 9 mesi del 2015), dalla 500 X e dalla 500. Prima tra le straniere, la Volkswagen Golf. Notevole la sesta posizione della Jeep Renegade, che è addirittura quarta assoluta nelle flotte di proprietà.

Analisi mercato ottobre 2016 – Mission Fleet

I primi 10 mesi del 2016 del mercato italiano delle vendite auto e veicoli commerciali leggeri si sono conclusi con una crescita del 18,4%, con un incremento maggiore per i mezzi da lavoro (+38,69%) rispetto a quello fatto registrare dalle autovetture (+16,77%). Le cifre citate in questo articolo sono a cura di Dataforce che, in questo modo, vuole rispondere alle esigenze del management strategico ed operativo di tutta la filiera automotive col suo supporto di business intelligence e dare la massima trasparenza a questo mercato.
Da gennaio a ottobre 2016 sono state targate 1.585.721 vetture, contro le 1.358.032 dello stesso periodo del 2015. Nei primi 10 mesi dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con quasi 1 milione di nuove targhe (esattamente 977.465 unità) hanno fatto segnare un incremento del 14,1%. Le immatricolazioni dirette delle aziende sono cresciute, in proporzione, in modo più consistente: +25,84%, raggiungendo i 70.117 esemplari, cui vanno aggiunte altre 23.420 unità immatricolate con la formula del leasing finanziario (+11,27%). Il successo delle flotte aziendali è in buona parte ascrivibile all’incentivo fiscale del “super-ammortamento”. Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, le vendite complessive sono state di 151.487 unità, con un incremento di oltre 42.000 targhe.
Ma il comparto di maggior volume, dopo quello dei privati, è stato quello del noleggio a lungo termine, che da gennaio a ottobre ha targato 195.303 nuove automobili (quasi 30.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2015), con un incremento percentuale del 17,31%. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine sono cresciute invece da gennaio a ottobre di circa il 19%, a conferma di un comparto sempre in ottima salute. Ottobre in particolare è stato un mese eccellente per i RAC: +149,2%. A ulteriore riprova che il mercato dell’automobile stia attraversando un periodo favorevole, si può osservare che tutti i canali mostrano il segno “più”, anche quelli che non riguardano direttamente gli utilizzatori finali: le auto-immatricolazioni delle Case costruttrici, per esempio, nel cumulato annuo hanno fatto segnare un balzo in avanti del 43,66%, mentre le targhe intestate alle reti di vendita sono cresciute del 22,02%. Queste “auto-immatricolazioni”, oltre che vetture “demo”, si trasformano in gran parte in “chilometri zero”, una pratica commerciale sempre molto gradita dai clienti finali, specie quando acquistano l’auto senza dare in permuta l’usato. In questo modo i clienti possono massimizzare lo sconto.
Tornando ai veicoli commerciali leggeri, come detto in precedenza, le immatricolazioni sono cresciute moltissimo, ma a beneficiarne sono stati solamente alcuni canali: gli acquisti diretti delle aziende (+37,58%), che costituiscono circa la metà del totale delle immatricolazioni, e il noleggio a lungo termine (+70,31%). Quest’ultimo canale, in termini di volumi, ha sfiorato in 10 mesi le 40.000 unità. Molto bene anche il rent-a-car: +40% rispetto al 2015.
Per quanto riguarda il forecast di Dataforce sul mercato Passenger Cars per l’anno 2016, a fine anno si dovrebbero raggiungere 1.841.000 nuove targhe. Per i privati Dataforce prevede un livello di immatricolazioni pari a 1.152.000 unità (furono poco più di 1 milione nel 2015), per le flotte aziendali circa 341.000 nuove targhe (con una crescita di oltre 50.000 unità) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) di circa 347.000 mila unità (+52.000 sul 2015). Per il 2017, il forecast di Dataforce prevede un mercato Passenger Cars totale di 1.875.000 esemplari, con i privati in crescita a 1,23 milioni, le flotte aziendali in leggera contrazione (319.000 unità), così come gli Special Channels (325.000 unità).
Ecco invece l’analisi della Top 5 per canale di mercato. Nelle flotte “vere” (vendite aziendali dirette più noleggi a lungo termine) le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500). Negli Special Channels, invece, la graduatoria comprende solamente modelli del Gruppo. Le prime cinque posizioni sono: Fiat Panda, 500 L, Punto, Lancia Ypsilon e Fiat 500.

Analisi Dataforce: mai così in alto

340.000 auto aziendali “vere” è un risultato che in passato non è stato nemmeno sfiorato. Nel mitico 2007, quello dei 2,5 milioni di auto nuove, il comparto business si era fermato a 314.000

di Salvatore Saladino – Speciale Auto e Flotte aziendali 2016

Un 2016 che segna definitivamente l’archiviazione del periodo di crisi del mercato dell’auto. Proiettando i dati delle immatricolazioni dei primi nove mesi, a fine anno si dovrebbero raggiungere, secondo il forecast di Dataforce, 1.835.000 nuove targhe, con una quota dei privati del 62,9%, una delle “True Fleets” (le immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente più i noleggi a lungo termine) del 18,5%, ovvero 340.000 unità, e una degli “Special Channels” (RAC, demo e km0) del 18,6% (cioè 341.000 vetture). Un risultato che, a inizio anno, era sicuramente auspicato, ma non atteso con certezza.
Siamo lontani anni luce dai 2,5 milioni di nuove targhe registrate nell’ormai mitico 2007 ma, a giudicare dalle 340.000 auto nelle flotte vere, ben al di sopra delle 314.000 auto aziendali che furono immatricolate all’epoca. A conferma che la crisi del mercato italiano dell’automobile è stato un fenomeno che ha colpito soprattutto la clientela retail.
È presto però per cantare vittoria, perché gli analisti di Dataforce prevedono per il 2017 un assestamento delle immatricolazioni business (il forecast attuale, in assenza di proroga del “super-ammortamento”, che invece viene dato per probabile nel solo uso strumentale al momento in cui Quattroruote va in stampa, prevede per il prossimo anno 320.000 unità).
In ogni caso questi risultati sono molto positivi – e veniamo ai dati consolidati da gennaio a settembre – anche perché tutto il comparto delle flotte aziendali cresce in maniera uniforme, tranne che per gli utilizzatori professionali (taxi, ncc e autoscuole) e gli enti pubblici, il cui incremento è stato solamente del 5%. Gli acquisti diretti delle società sono cresciuti del 22,3%, ossia quasi 5 punti in più del mercato nel suo complesso (+17,5%), le immatricolazioni dei principali noleggiatori non captive (ALD Automotive, Arval, Athlon, Locauto, Car Server, LeasePlan e Sifà) sono salite del 19%, quelle dei captive (Alphabet, Leasys, Mercedes-Benz, PSA, Renault-Nissan e Volkswagen Leasing) del 10,2%, e quelle delle società minori del 35,7%.
Nell’ambito del rent-a-car, il 2016 è stato un anno positivo, anche considerando il confronto con un 2015 in cui si sono registrate le immatricolazioni supplementari dovute all’evento Expo di Milano: +11,3% per gli operatori di maggiori dimensioni, +12,7% per le concessionarie che immatricolano a uso noleggio, +44% per i rentals di dimensione locale.
Nel noleggio a lungo termine del mercato vetture, la graduatoria delle società di noleggio preferite dalle aziende italiane vede al comando anche nel 2016 Leasys, con 35.478 immatricolazioni da gennaio a settembre, mentre la seconda posizione è appannaggio di ALD Automotive (33.810 unità), seguita da Arval (32.440) e LeasePlan (24.095). I quattro maggiori player del mercato cubano assieme quasi i ¾ del mercato del noleggio a lungo termine. Questa, appunto, la graduatoria relativa alle sole “passenger cars”. Differente, invece, è la graduatoria che comprende sia le vetture che i veicoli commerciali leggeri: Leasys è sempre prima (con 45.243 unità immatricolate), ma insidiata da vicino da Arval (43.031), mentre ALD Automotive occupa il gradino più basso del podio a distanza di circa 5.000 targhe (le sue immatricolazioni 2016 sono state, fino a settembre compreso, 38.282). Guardando invece al solo comparto dei veicoli commerciali, Arval è ormai leader indiscusso nel noleggio di lungo periodo di questi mezzi. Una leadership che dovrebbe consolidarsi anche nel prossimo periodo, poiché la gara più importante dell’anno, quella di Poste Italiane, ha visto l’assegnazione proprio all’azienda controllata da BNP Paribas del lotto più consistente di veicoli.
Nelle posizioni successive, Volkswagen Leasing e Mercedes-Benz hanno rispettivamente una quota di mercato del 5,8 e del 5,6% (tra le Passenger Cars), il che significa, in termini di valori assoluti, sole 275 vetture in più per la società di noleggio del colosso di Wolfsburg. Settima, ottava e nona piazza sono appannaggio di Locauto, Alphabet (la captive di BMW) e Car Server. Considerando anche i veicoli commerciali, le tre posizioni diventano Car Server, Alphabet e Locauto. L’ultima posizione della Top Ten dei noleggiatori è detenuta da Athlon Car Lease.

Analisi mercato luglio 2016 – Mission Fleet

I primi sette mesi del 2016 del mercato italiano delle vendite auto si sono conclusi con una crescita del 17,11%, ovvero due punti in meno rispetto al risultato cumulativo del primo semestre. Perché a luglio il mercato ha rallentato molto rispetto ai mesi precedenti, facendo registrare un incremento di soli 2,65 punti percentuali. Le cifre utilizzate sono a cura di Dataforce che, in questo modo, vuole rispondere alle esigenze del management strategico ed operativo di tutta la filiera automotive col suo supporto di business intelligence e dare la massima trasparenza a questo mercato. Nel 2016 sono state targate 1.202.149 vetture, contro le 1.026.532 dello stesso periodo del 2015. Nei primi sette mesi dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con 741.841 unità hanno fatto segnare un incremento del 17,49%. Bene anche le immatricolazioni dirette delle aziende a più 15,59% (con quasi 30.000 nuove targhe aggiuntive), grazie soprattutto all’incentivo fiscale del “super-ammortamento”. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine crescono invece da gennaio a luglio di circa il 10%, a conferma di un comparto sempre in ottima salute, soprattutto considerando che il 2015 era stato l’anno dell’Expo di Milano, quindi caratterizzato da un volume maggiore di immatricolazioni per il noleggio a breve termine. Il RAC ha fatto segnare un luglio eccellente per le più importanti aziende del settore, con immatricolazioni doppie rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Nei “canali speciali” (cioè acquisti aziendali che non possono essere attribuiti a clienti finali), da segnalare il vertiginoso aumento delle nuove targhe dei costruttori nazionali (ovvero il Gruppo FCA): +37,92% da gennaio a luglio, con un incremento molto accentuato in particolare nell’ultimo mese (+47,54%). Questo significa che i marchi italiani hanno targato molte km zero e auto demo per il lancio di nuovi modelli. Anche le “auto-immatricolazioni” dei dealer sono cresciute, passando dalle 77.323 unità dei primi 7 mesi del 2015 alle 89.990 di quest’anno.
Passando all’analisi nel dettaglio dei risultati del comparto del noleggio a lungo termine, si nota che l’incremento più significativo ha riguardato le Società Top (ALD Automotive, Arval, Athlon, Car Server, LeasePlan, Locauto e Sifà), che hanno fatto registrare da gennaio a luglio un +18,04%, mentre le Società Captive (cioè quelle controllate dalle finanziarie dei Costruttori) si sono fermate a un più modesto +6,55%.
Per quanto riguarda il forecast di Dataforce sul mercato Passenger Cars per l’anno 2016, è rimasto pressoché invariato rispetto alla previsione del mese scorso: a fine anno si dovrebbero raggiungere 1.857.000 nuove targhe (il forecast dopo il primo trimestre attribuiva al mercato Italia 1.782.000 unità al 31 dicembre). Per i privati Dataforce prevede un livello di immatricolazioni pari a 1.181.000 unità (+15,4% sul 2015, ma in calo di 11.000 nuove targhe rispetto alla previsione di giugno), per le flotte aziendali circa 340.000 nuove targhe (con una crescita di volumi, rispetto allo scorso anno, del 17,7%) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) di circa 335.000 mila unità (+13%) Gli Special Channels sono quelli che hanno modificato maggiormente la previsione scorsa.
Ecco invece l’analisi della Top 5 per canale di mercato (precisando che “True Fleets” sono: società ed enti, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine). Nelle flotte “vere” le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500). Nelle flotte di proprietà, però, la graduatoria è un po’ diversa: la Golf conquista la terza piazza: prima è sempre la Fiat Panda, seguita dalla 500X. In quarta e quinta posizione, come nei mesi scorsi, la Jeep Renegade e la 500L. La graduatoria del solo noleggio a lungo termine, infine, è molto simile a quella delle “True Fleets” in generale (e identica a quella di giugno), con la 500 che scalza dalla terza piazza la 500X e la Peugeot 308 che prende la quinta posizione alla Volkswagen Golf.

Analisi mercato giugno 2016 – Mission Fleet

Il primo semestre 2016 del mercato italiano delle vendite auto si è chiuso con una crescita del 19,19%. Sono state targate 1.061.804 vetture. Le cifre utilizzate sono a cura di Dataforce che, in questo modo, vuole rispondere alle esigenze del management strategico ed operativo di tutta la filiera automotive col suo supporto di business intelligence e dare la massima trasparenza a questo mercato. Nella prima metà dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati che, con 653.324 unità, hanno fatto segnare un incremento del 21,41%. Bene anche le immatricolazioni dirette delle aziende a più 24,24% (60.019 nuove targhe), grazie soprattutto all’incentivo fiscale del “super-ammortamento”. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine crescono invece nel semestre dell’11,6%, a quota 110.233 unità (furono 98.753 nei primi 6 mesi del 2015), mentre il noleggio a lungo termine ha fatto registrare un risultato ancora più positivo: +14,2% (passando da 114.360 a 130.602 immatricolazioni). Nei “canali speciali” (cioè acquisti aziendali che non possono essere attribuiti a clienti finali), da segnalare il vertiginoso aumento delle nuove targhe dei costruttori nazionali (ovvero il Gruppo FCA): +34,8% nel semestre, con un incremento molto accentuato in particolare nel mese di giugno (+180%). Questo significa che i marchi italiani hanno targato molte km zero e auto demo per il lancio di nuovi modelli. Che tra le targhe dei primi sei mesi dell’anno siano aumentate le “demo” è confermato dal fatto che anche le “auto-immatricolazioni” dei dealer sono cresciute, passando dalle 14.782 del primo semestre 2015 alle 19.926 di quest’anno (+34,8%).
Passando all’analisi nel dettaglio dei risultati del comparto del noleggio a lungo termine, si nota che l’incremento più significativo ha riguardato le Società Top (ALD Automotive, Arval, Athlon, Car Server, LeasePlan, Locauto e Sifà), che hanno fatto registrare nel semestre un +17,1%, mentre le Società Captive (cioè quelle controllate dalle finanziarie dei Costruttori) si sono fermate a un +8,7%.
Per quanto riguarda il forecast di Dataforce sul mercato Passenger Cars per l’anno 2016, è stato ulteriormente corretto al rialzo rispetto alla precedente previsione: a fine d’anno si dovrebbero raggiungere 1.858.000 nuove targhe (il forecast dopo il primo trimestre attribuiva al mercato Italia 1.782.000 unità al 31 dicembre). Per i privati Dataforce prevede un livello di immatricolazioni pari a 1.192.000 unità (+16,5% sul 2015), per le flotte aziendali quasi 344.000 nuove targhe (con una crescita di volumi, rispetto allo scorso anno, di 18,6%) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) di circa 322.000 mila unità (+8,6%).
Ecco invece l’analisi della Top 5 per canale di mercato (precisando che “True Fleets” sono: società ed enti, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine). Nelle flotte “vere” le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500). Nelle flotte di proprietà, però, la graduatoria cambia quasi completamente: prima è sempre la Fiat Panda, seguita dalla Golf, dalla 500X, dalla Jeep Renegade e dalla 500L. La graduatoria del solo noleggio a lungo termine, infine, è molto simile a quella delle “True Fleets” in generale, ma la 500 scalza dalla terza piazza la 500X e la Peugeot 308 prende la quinta posizione alla Volkswagen Golf.

Analisi mercato aprile 2016 – Mission Fleet

Nei primi quattro mesi del 2016 il mercato dell’automobile continua a dare segni di grande vitalità che, rivolgendo indietro lo sguardo soltanto a un paio d’anni fa, sembravano impossibili. A beneficiare del segno più sono tutti i comparti, con quello dei privati che fa registrare il risultato migliore.
Da gennaio ad aprile, infatti, il mercato ha consolidato 700.000 nuove targhe, con una crescita del 18,48%. In pratica si sono vendute quasi 110.000 auto nuove in più. Il comparto dei privati è aumentato del 25,6%, le “True Fleets”, vale a dire le immatricolazioni aziendali delle imprese che acquistano direttamente, degli utilizzatori professionali come i taxisti, i noleggiatori con conducente e le autoscuole, e quelle dei noleggiatori a lungo termine, sono cresciute del 13,47%, mentre gli “Special Channels” (noleggi a breve termine, concessionarie, case costruttrici e importatori) hanno fatto segnare un incremento meno significativo: +3,62%.
Le cifre utilizzate sono a cura di Dataforce, una società di analisi di mercato che opera a livello internazionale, fornendo all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e i vari canali di vendita. L’obiettivo di Dataforce è rispondere alle esigenze del management strategico e operativo della filiera Automotive con supporti di business intelligence dando la massima trasparenza a questo mercato.
Il mercato è tornato a correre, dunque. Con soddisfazione per tutti: i clienti finali, che si avvantaggiano delle campagne promozionali mai così aggressive come in questo periodo, i dealer, che sono tornati a vedere il segno “più” nei loro bilanci, grazie all’incremento dei volumi, i costruttori, che vedono scendere gli stock in giacenza, e pure gli intermediari finanziari che, finalmente, hanno riaperto le linee di credito sia alle aziende sia ai privati.
Particolarmente positiva, dopo ben otto anni di recessione, è la situazione delle reti di vendita (decimate del 40% rispetto al 2009): Filippo Pavan Bernacchi, il Presidente di Federauto, l’associazione che riunisce i dealer ufficiali in Italia, durante l’assemblea annuale in occasione del Dealer Day di Verona il 18 maggio scorso, ha dichiarato: “il fatturato medio di un concessionario si è alzato da 17 a 25 milioni di euro e quest’anno torniamo a un utile medio ante-imposte dell’1%”.
Il Governo, pur non intervenendo in maniera mirata sul comparto Automotive, ha indirettamente dato una mano al settore con la Legge di Stabilità 2016 che introduce il super-ammortamento del 40% per i beni strumentali: una vera boccata d’ossigeno per le aziende che, grazie alla maggiore deducibilità, sono tornate a comprare (anche) vetture e veicoli commerciali. Si potrebbe obiettare che questo provvedimento ha maggiormente favorito chi acquista e meno chi noleggia (perché il super-ammortamento vale soltanto per la parte finanziaria dell’acquisto e non sulla quota parte dei servizi), ma tant’è: il mercato ha comunque reagito positivamente e la formula del noleggio a lungo termine sta continuando a dimostrare la sua grande appetibilità, a giudicare dai numeri delle immatricolazioni.
Tornando appunto alle cifre del primo quadrimestre, le “flotte vere” hanno beneficiato di un incremento delle immatricolazioni del 23,54% negli acquisti diretti, e del 13,07% tra i clienti che hanno scelto come fornitore di noleggio una delle aziende primarie (nelle tabelle Dataforce sono indicate come Noleggio a lungo Termine Top: ALD Automotive, Arval, Athlon, Locauto, CarServer, LeasePlan e Sifà). Più contenuto l’incremento delle immatricolazioni delle società di noleggio Captive (cioè controllate da costruttori automobilistici): +3,92%. Ma il segnale per queste ultime è confortante se si guarda il solo mese di aprile: + 42%.
A un terzo del cammino del 2016, è il momento di esprimere un forecast: secondo Dataforce, la chiusura dell’anno potrebbe portare a 1,79 milioni di immatricolazioni, con un incremento dell’11,2% rispetto al 2015. Secondo gli analisti, dunque, la seconda parte dell’anno potrebbe essere di crescita, ma meno vigorosa. Con un sostanziale equilibrio dell’incremento per privati (+12,5% nei 12 mesi) e per True Fleets (+12,2%). Gli Special Channels, invece, dovrebbero fermarsi a un più magro +5,9%.
Il comparto dei privati, quindi, dovrebbe risalire a una quota di mercato del 64,3%, mentre le flotte vere dovrebbero attestarsi al 18,2%. Auto-immatricolazioni di case e concessionari, più noleggi a breve termine, dovrebbero raggiungere una quota del 17,5%.
Ma quali sono i modelli preferiti dai clienti aziendali? La graduatoria Top 10 del noleggio a lungo termine vede 4 modelli Fiat al comando: Panda, 500, 500 L e 500 X, seguiti da Peugeot 308, Volkswagen Golf e Passat, Nissan Qashqai, Ford Focus e Audi A4. Pole position della Panda a parte, la graduatoria dei dieci modelli preferiti dalle aziende che acquistano direttamente senza l’intermediazione di un noleggiatore è un po’ diversa: al secondo posto nei primi 4 mesi del 2016 c’è la Volkswagen Golf, seguita sul gradino più basso del podio dalla Fiat 500X; a ridosso la 500 L e la gemella “americana” della 500X: la Jeep Renegade. Tutte tedesche (tranne una) le posizioni di rincalzo: Smart ForTwo, Audi A4, Audi A6, Renault Clio e Audi Q3.

Cruscotto marzo 2016 – Mission Fleet

Malgrado un leggero rallentamento, il primo trimestre 2016 del mercato italiano delle vendite auto si chiude con un ottimo più 20,75% di crescita. Sono stati targati 357.120 veicoli: 528.612 vetture e 38.424 veicoli commerciali leggeri secondo i dati Dataforce. Nel primo quarto dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con 333.844 unità hanno fatto segnare un incremento del 29,51%. Bene anche le immatricolazioni dirette delle aziende a più 37,66% (23.279 nuove targhe), mentre sono in flessione del 2,84% le immatricolazioni in leasing. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine crescono invece nel trimestre dell’11,77%, a quota 58.051 unità, mentre il noleggio a lungo termine ha fatto registrare un meno eclatante più 5,41%. Riprende invece a crescere il dato delle nuove targhe delle concessionarie: 35.721. Sono le demo per i test drive dei clienti e le km zero. Ci fa piacere invece vedere che le targhe delle case costruttici sono calate sensibilmente del meno 24,12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, exploit delle vendite ai privati con un più 203,99%, anche se si tratta di piccoli numeri (1.645 unità), ottima accelerazione delle immatricolazioni aziendali (+32,63%) e dato negativo del leasing (-13,07%). Bene invece il comparto del renting: +22,91% il lungo termine, +23,66% il noleggio a breve.
Per quanto riguarda il nostro forecast del mercato Passenger Cars per l’anno 2016, siamo decisamente più ottimisti rispetto a quanto dichiarato nella previsione di Unrae e, grazie ai brillanti risultati di febbraio, e ai buoni risultati di marzo, abbiamo corretto il tiro al rialzo: 1.782.000. Per i privati prevediamo un livello di immatricolazioni pari a 1.153.000 unità (+30.000 rispetto alla precedente previsione pubblicata su Mission Fleet), per le flotte aziendali quasi 325.000 nuove targhe (con una crescita di volumi, rispetto al 2015, di oltre il 10%) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) oltre le 305 mila unità.
Veniamo ora alla Top 5 per canale di mercato, precisando che “True Fleets” sono: società ed enti, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine. Nelle flotte “vere” le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500), mentre in quello dei veicoli commerciali i modelli Fiat e Iveco fanno l’en plein, con una graduatoria così formulata: Ducato, Fiat Doblò, Fiorino, Iveco Daily e Panda.
Diamo infine la classifica dei 3 modelli più immatricolati sempre nel canale “True Fleets” divisa per segmento veicolo, una sorta di policy di acquisto divisa per fascia di modelli. Panda, 500 e Smart ForTwo sono leader nel segmento Mini. Nel segmento Small, la Renault Clio ha raggiunto la prima posizione seguita dalla Ford Fiesta e dalla Toyota Yaris . Nel segmento delle Compatte la Golf è sempre la leader, davanti alla Peugeot 308 e alla Ford Focus. Tra le medie, Volkswagen Passat precede Audi A4 e BMW Serie 3. Tra le berline di lusso, ottimo l’andamento della Ghibli che sale sul gradino più basso del podio, sotto A6 e BMW serie 5, mentre fra le SUV la Fiat 500 X mantiene il vertice della graduatoria, seguita dalla Jeep Renegade e dalla Nissan Qashqai.

InterautoNews – Nei 5 grandi mercati europei 867.000 auto in più

Nel 2015 l’Italia registra la frenata di demo e km0 – Salvatore Saladino

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Forecast 2016-2017: auto business in crescita (lenta ma costante)

Più flotte vere, meno «demo» e km zero
Il 2015 è ormai alle battute finali: è tempo di tracciare un primo bilancio sull’annata e ipotizzare qualche previsione sul prossimo anno. Secondo il forecast di Dataforce, società internazionale di consulenza e analisi di mercato che fornisce all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e, più in generale, i vari canali di vendita, il mercato italiano dell’auto 2015 si chiuderà a 1.577.000 immatricolazioni, con i clienti privati che sfioreranno quota 1 milione (con una quota sul totale del 63,4%), mentre le “true fleets” (cioè le vendite ad aziende ed utilizzatori professionali che acquistano le vetture, le prendono in leasing o le noleggiano a lungo termine) rappresenteranno circa 290.000 nuove targhe (18,3% di quota). Più o meno sugli stessi numeri i cosiddetti “special channels”  (ovvero le intestazioni dei noleggi a breve termine e le auto-immatricolazioni di case costruttrici e concessionari). Nel 2016 il sistema previsionale di Dataforce ipotizza un mercato Italia a 1.665.000 immatricolazioni (+5,3%), dunque con un incremento inferiore a quello che si registrerà quest’anno sul 2014 (+12,5%).
A modificarsi in maniera significativa sarà invece la mix dei canali: mentre la quota dei privati rimarrà sostanzialmente la stessa (Dataforce ipotizza per il 2016 uno share del 63,7%), le “true fleets” raggiungeranno il 19% del mercato, mentre ci sarà una contrazione di quasi un punto percentuale di quota degli “special channels”. In valori assoluti, le nuove auto dei clienti business saranno 315.000 (+27.000). Una crescita modesta, ma comunque significativa: segnale inequivocabile che le aziende spingeranno sull’acceleratore del rinnovo del parco auto. Vale però la pena di sottolineare che gli analisti di Dataforce non hanno ancora tenuto conto dell’impatto positivo che potrebbe avere il “super-ammortamento” previsto nella Legge di Stabilità 2016 (un provvedimento che ovviamente è ancora in fase di discussione in Parlamento). Il beneficio in termini d’incremento delle vendite business e della quota di questa tipologia di cliente potrebbe dunque essere più cospicuo.
La previsione di Dataforce si spinge fino al 2020 e, per quanto riguarda il mercato dell’automobile in Italia, è estremamente prudenziale: la crescita del mercato sarà progressiva e costante, ma sempre con un incremento percentuale attorno al 5% annuo. Nemmeno alla fine del decennio l’Italia riuscirà dunque a riconquistare i volumi del passato, cioè a sfondare la barriera dei due milioni di unità. A crescere d’importanza, però, saranno le flotte aziendali, che raggiungeranno le 350.000 immatricolazioni.
Cambierà, invece, e in modo sostanziale, la mix della tipologia di cliente aziendale: le flotte con un parco auto superiore alle 5 unità saranno le protagoniste del mercato, mentre quelle di dimensioni più modeste rimarranno al palo. Si potrebbe confermare, quindi, la tendenza emersa nell’ultimo biennio, quando a soffrire di più la crisi economica sono state indubbiamente le flotte più piccole: soltanto dieci anni fa il rapporto tra le vendite alle flotte piccole e quelle alle aziende con parco auto più sostanzioso era di 1 a 1, mentre oggi è di 1 a 3 a vantaggio delle flotte più strutturate. Nel 2020 sfiorerà il 3,5.
Nell’ambito delle “true fleets”, si modificheranno in maniera significativa le scelte relative al segmento dell’auto: meno citycar e utilitarie, più auto di dimensione compatta e media. Se oggi nelle flotte in Italia un’auto su tre appartiene ai segmenti A e B, con volumi di vendita costantemente maggiori rispetto alla somma dei segmenti C e D, già nel 2016 questi ultimi effettueranno il sorpasso, per poi incrementare il proprio vantaggio negli anni a venire.
Si affievolirà, insomma, il fenomeno del downsizing dimensionale, anche se rimarrà, ovviamente, quello motoristico. In termini di tipologia di scelta della carrozzeria, si confermerà anche nei prossimi anni la tendenza alla maggiore diffusione di Suv e crossover, anche se questa crescita sarà più “morbida” rispetto a quanto avverrà nel canale retail, dove le auto con stili e forme meno convenzionali saliranno negli indici di gradimento in maniera più rapida.
Salvatore Saladino

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Finalmente i privati tornano a comprare

Con una crescita del 24,4% ad aprile, il mercato dell’auto in Italia consolida il suo trend positivo, portando il saldo nei primi quattro mesi dell’anno al 13%. Una ripresa, già iniziata lo scorso anno, continuata nei primi mesi del 2015 in modo sempre più consistente, fino al risultato di aprile che, a prima vista, potrebbe sembrare eccezionalmente esaltante.
Come molte associazioni di categoria hanno sottolineato, il trend positivo è meno evidente nella realtà di quanto i numeri facciano sperare: nel quadrimestre le 40.000 targhe in più rispetto allo stesso periodo del 2014 sono sicuramente un exploit, ma il confronto è fatto con uno dei periodi più neri della storia del mercato dell’auto in Italia: lo scorso anno, infatti, si ebbe un volume delle immatricolazioni assai simile a quello della fine degli anni Settanta.
Cerchiamo quindi di vedere dentro i numeri, “spacchettandoli” in modo più efficace rispetto alla più semplificata suddivisione proposta dall’UNRAE (cioè privati, aziende e noleggio), con l’ausilio di Dataforce, la multinazionale con sede a Francoforte che fornisce all’industria automobilistica internazionale informazioni statistiche segmentate nel dettaglio.
Quali sono i canali di vendita che nel primo quadrimestre hanno fatto registrare le migliori performance? Come si può notare nella tabella, la crescita più accentuata in termini di volumi (quasi la metà delle vendite aggiuntive) è quella degli acquirenti privati, ovvero il “grande malato” del mercato negli ultimi anni. Le cosiddette “flotte vere”, cioè gli utenti business reali (aziende, ditte individuali, liberi professionisti e utilizzatori di noleggio a lungo termine) hanno fatto invece segnare un incremento molto più modesto rispetto a quello dell’intero mercato (che ha sfiorato il +17%): 17.319 auto nuove in più. Piuttosto vigorosa, infine, la crescita dei cosiddetti “canali speciali” (cioè il noleggio a breve termine e le auto-immatricolazioni dei dealer, delle case costruttrici nazionali e dei distributori delle marche estere): +27%.
Scendendo nel dettaglio di analisi sul mercato business, in ottima salute appare il comparto degli acquisti diretti delle imprese: +22,6%, mentre si conferma la crisi del rinnovo del parco circolante delle flotte pubbliche e degli utilizzatori professionali (taxi, autoscuole e noleggi con conducente), il cui calo delle immatricolazioni è di oltre 27 punti percentuali: un dato rimasto pressoché costante da inizio anno.
Tra i fruitori di long rent, netta la prevalenza dei fornitori di emanazione bancaria, il cui tasso di crescita si è attestato attorno al 26%, mentre gli operatori captive (cioè le società di noleggio a lungo termine che appartengono ai costruttori), hanno fatto registrare un saldo positivo delle immatricolazioni del 6,5%. Nel primo quadrimestre, le nuove targhe delle captive NLT hanno monopolizzato soltanto poco meno di una vendita su tre, mentre nell’aprile del 2014 il mercato dell’auto aziendale in affitto era equamente diviso a metà tra captive e i principali player di emanazione bancaria.
Nel noleggio a breve termine, che continua a crescere anche ad aprile, sebbene in modo meno accentuato rispetto ai primi mesi del 2015 (l’“effetto Expo” si è ormai attenuato), la parte del leone continuano a farla i player principali che operano in questo settore: Avis, Europcar, Hertz, Maggiore e Sixt, ossia le cosiddette “Big Five. Raddoppiate le immatricolazioni dei rent-a-car di dimensioni minori.
Ma c’è un altro settore del mercato che ha fatto registrare un importante aumento delle vendite: i costruttori (cioè le immatricolazioni dei manufacturers nazionali, ovvero il Gruppo FCA), che nei primi quattro mesi del 2015 hanno fatto lievitare le proprie nuove targhe del 160% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quello dei Costruttori è però un dato poco significativo nella misurazione della “temperatura” del mercato italiano dell’automobile (si tratta di immatricolazioni conseguenti il lancio di nuovi modelli, oppure di “demo” per le prove degli addetti ai lavori, oppure ancora di km zero da smaltire tramite stock locator).
Rimangono da analizzare altri due canali di vendita, per completare il quadro della mix delle vendite d’auto nel primo quadrimestre di quest’anno: gli importatori (cioè i costruttori stranieri che operano in Italia attraverso filiali dirette oppure mediante aziende italiane con contratto di rappresentanza) e le immatricolazioni dei dealer (che in molti casi sono automobili poi rivendute nel canale delle km zero, vedi box. Le nuove targhe degli importatori sono cresciute del 30%; invece i dealer hanno fatto registrare un arretramento significativo: -11%. Un dato che va esaminato con estrema attenzione: significa che i concessionari stanno puntando sulla redditività, cioè su vendite “vere”, che producono margini di profitto. In sostanza stanno cercando di evitare, ove è possibile, il gioco perverso delle targhe a ogni costo, che spesso si traduce in km zero, una fetta cospicua delle quali si dimostra pressoché invendibile e vanno quindi a gravare sui bilanci delle aziende. Ad aprile sono state 5.000 le auto in meno che, con tutta probabilità, non andranno a “inquinare” un mercato che, finalmente, inizia a dimostrarsi maturo, perché pare aver trovato la giusta ricetta per uscire dalle secche della crisi.

Quali km zero nel 2015?
Esaminando le auto-immatricolazioni dei concessionari nel primo quadrimestre del 2015, è possibile identificare con una buona approssimazione quali siano le km zero più targate nel periodo. La graduatoria che riportiamo in tabella identifica quali sono stati i modelli di automobili che nel corso di questo periodo sono state targate in maggior numero con intestazione diretta a un dealer appartenente alle organizzazioni di vendita ufficiali delle Case costruttrici (a confronto con il totale delle immatricolazioni di quel modello).
Ai primi cinque posti della graduatoria ci sono vetture di FCA: Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500, Punto e 500 L. Ma mentre per la Panda le immatricolazioni dei dealer rappresentano una quota inferiore al 10%, per l’utilitaria Lancia le demo e le km zero sono state una su cinque delle nuove targhe.  Per l’Alfa Romeo Mito, all’ottavo posto nella graduatoria dei modelli più “auto-immatricolati”, addirittura una su tre.
Tra le vetture di fabbricazione estera, la Nissan Micra risulta al primo posto delle auto-immatricolazioni, seguita dalla Toyota Yaris e dalla Smart ForTwo. Attenzione, però: non tutte le auto riportate in tabella si traducono con certezza in km zero. Alcune automobili sono le “demo” per le prove dei clienti che entrano in concessionaria. Come fare a distinguerle? La sicurezza assoluta non c’è, ma se un modello è di esordio recente, quasi sicuramente non sarà una km zero, bensì una “quota lancio” per il debutto sul mercato.
Salvatore Saladino

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