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Comunicato Stampa Dataforce – Mercato Auto e Veicoli Commerciali – Maggio 2017

A maggio immatricolazioni auto in crescita dell’8,1% (con le km0)

Nel quinto mese del 2017 sono state immatricolate 204.052 vetture e 15.081 veicoli commerciali leggeri. Rispetto a maggio 2016 le vendite sono cresciute dell’8,1% per le Passenger Cars e del 4,79% per i Light Commercial Vehicles fino a 3,5 tonnellate. Il saldo dei primi 5 mesi del 2017 è allineato al risultato di maggio: +8,04 per le vetture e +3,67% per i mezzi da lavoro.

Roma, 1 giugno 2017 – Il confronto dei giorni lavorativi del 2017 e del 2016 dà un risultato identico, ventidue per entrambi gli anni: quindi il confronto dei dati di vendita è equilibrato, a differenza dell’aprile scorso che aveva portato a due giornate lavorative in meno rispetto al 2016. L’analisi dei canali di vendita illustra un sostanziale pareggio delle immatricolazioni ai privati (+0,78%), un incremento doppio delle vendite nel noleggio a lungo termine rispetto alla media del mercato (+15,63%), una flessione delle immatricolazioni per i rent-a-car (-9,16%), ma soprattutto un fortissimo incremento delle auto-immatricolazioni. Le “demo” e le “km zero” dei concessionari sono infatti cresciute a maggio di quasi 35 punti percentuali, mentre quelle dei Costruttori nazionali e degli Importatori addirittura del 153%. Le auto-immatricolazioni delle Case, quasi 15.000 unità rispetto alle 6.000 scarse del maggio 2016, hanno dunque rappresentato una fetta cospicua delle 15.300 auto nuove vendute in più a maggio 2017 rispetto allo stesso mese del 2016. A confermare il fatto che il mercato di maggio sia stato “dopato” dalle auto-immatricolazioni, basta osservare i dati del volume delle targhe negli ultimi tre giorni lavorativi del mese: quasi il 40% del totale delle immatricolazioni di maggio.

Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, come detto in precedenza, è in crescita dopo il risultato negativo di aprile. Ma mostra un andamento molto differenziato tra i canali: in crescita esponenziale le vendite ai privati (inesistenti nel maggio del 2016), in flessione accentuata negli acquisti diretti delle aziende (-36%), in forte salita le immatricolazioni dei noleggi a lungo termine (+33%), in calo quelle dei noleggi a breve termine (-8,7%) e, come per le Passenger Cars, il ricorso alle km zero è stato massiccio sia da parte dei Dealer sia da parte delle Case costruttrici.

Tornando alle Passenger Cars, l’analisi per marca presenta una situazione positiva per molti Costruttori. In particolare evidenza a maggio Citroen (+42,2%), Dacia (+35,6%) e Alfa Romeo (+32,2%). Crescita comunque a cavallo della doppia cifra per i primi tre marchi: Fiat (+10,1%), Volkswagen (+7,3%) e Ford (+9,39%). In flessione del 3,15% Renault, che comunque conserva la terza posizione. Il gradino più basso del podio, però, se lo riprende la Ford nel cumulato dei primi cinque mesi.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato i numeri del mercato dell’auto in Italia a maggio: “Dopo il rallentamento di aprile, dovuto principalmente ai due giorni lavorativi in meno, la situazione di maggio appare decisamente migliore, ma non si deve dimenticare che una gran parte delle vendite incrementali è dovuta alle auto-immatricolazioni di case e concessionarie. Le vendite aggiuntive vere sono di circa 2.000 unità per le vetture che diventano 2.200 se aggiungiamo i veicoli commerciali”.

Chiudiamo la nostra analisi sul mese di Maggio mostrandovi quanto hanno contribuito gli ultimi tre giorni del mese al risultato finale del mercato vetture + veicoli commerciali leggeri. Su una media di mercato del 39,52%, Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Jeep stanno tutte spingendo di più, rispettivamente con il 53%, 58%, 51% e 49%. La tabella è costruita con lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che raggiungono l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20% del mercato. La Top 3 dei virtuosi di questo mese vede Suzuki al primo posto con il 18%, Dacia al secondo con il 21% e Smart al terzo con il 26%.

Per ulteriori dettagli si invitano i lettori a consultare le statistiche disponibili nella colonna a destra della pagina.


In caso di pubblicazione, per cortesia citare sempre la fonte Dataforce.


Contatti:

Salvatore Saladino

Country Manager Dataforce Italia

salvatore.saladino@dataforce.it

Comunicato Stampa Dataforce – Mercato Auto e Veicoli Commerciali – Aprile 2017

Ad aprile immatricolazioni auto giù del 4%

 Nel quarto mese del 2017 sono state immatricolate 160.545 vetture e 11.837 veicoli commerciali leggeri. Rispetto ad aprile 2016 le vendite sono calate del 3,83% per le Passenger Cars e del 13,72% tra i Light Commercial Vehicles fino a 3,5 tonnellate. Il saldo del quadrimestre, però, rimane comunque positivo, con una crescita del comparto vetture dell’8,70% e di quello dei commerciali del 2,20%.

Roma, 2 maggio 2017 – Occorre sottolineare che il confronto tra l’aprile di quest’anno e quello del 2016 risulta poco omogeneo, poiché nel 2017, a causa della festività pasquale, si sono avute due giornate lavorative in meno rispetto all’anno scorso (nel 2016 la Pasqua cadeva di marzo). Ma l’analisi nel dettaglio dei numeri dello scorso mese indica che un campanello d’allarme sta effettivamente suonando nel comparto automotive. Ad aprile la contrazione delle immatricolazioni a clienti privati è stata molto maggiore rispetto alla media del mercato: meno 16%, mentre quella delle vendite aziendali dirette ha superato il meno 17%. Più contenuta la perdita del noleggio a lungo termine: -2%. A ridurre il saldo negativo di aprile sono stati i cosiddetti “Special Channels”, ovvero quelle vendite che non possono essere considerate come destinate a clienti finali effettivi: i noleggi a breve termine (+20%), le auto-immatricolazioni delle concessionarie (+69%) e quelle realizzate dai costruttori/importatori (+26%).

Complessivamente i volumi incrementali del RAC e delle auto-immatricolazioni di aprile sono stati di oltre 12.000 unità: senza questa “scialuppa di salvataggio” il consuntivo mensile del mercato dell’auto sarebbe stato decisamente peggiore. Ad aprile le immatricolazioni dei noleggi a breve termine e le auto-immatricolazioni (ossia “demo” e km zero) hanno rappresentato il 28% del totale delle nuove targhe.

Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, fatte le debite proporzioni, ha raggiunto ad aprile risultati ancora più negativi, ma con un andamento dei canali similare a quello delle Passenger Cars: le vendite dirette sono scese di 46 punti percentuali, il noleggio a lungo termine di quasi il 9%, mentre sono cresciuti i RAC (+30%) e le auto-immatricolazioni dei dealer (+95%). Il saldo del primo quadrimestre si mantiene positivo del 2,20%.

Tornando alle Passenger Cars, l’analisi per marca presenta una situazione negativa per molti costruttori. A crescere ad aprile sono soltanto Renault (+13,85%), che conquista la seconda posizione in Market Share dopo Fiat, Citroen (+5,86%), BMW (+4,90%), Dacia (+9,55%), Alfa Romeo (+47,34%), Suzuki (+26,78%) e Skoda (+9,40%).

Il mercato per gruppi sul mese di aprile vede solo Gruppo Renault a crescere, con un ottimo 12,58% mentre, sul cumulato, crescono tutti tranne Daimler, con un meno 3,97%.

Lato veicoli commerciali, segnaliamo le performance di Citroen (+12,27%), Toyota (+83,5%), Kia (+96%) e Seat (+41,67%), ma Fiat perde 21 punti e Iveco 29 punti.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato i numeri del mercato dell’auto in Italia ad aprile: “Il basso tasso di crescita fatto registrare a marzo dalle vendite dei privati si è trasformato ad aprile in una contrazione pesante del 16%, che non si giustifica soltanto con la mancanza di due giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2016. Anche il comparto business mostra un certo rallentamento, soprattutto negli acquisti diretti; per fortuna il noleggio a lungo termine mostra di tenere meglio la rotta, nonostante non possa compensare le perdite degli altri canali”.

Chiudiamo la nostra analisi sul mese di Aprile mostrandovi quanto hanno contribuito gli ultimi tre giorni del mese al risultato finale del mercato vetture + veicoli commerciali leggeri: quasi il 50%. Fiat, Lancia, Alfa Romeo tutte sopra la media di mercato, rispettivamente con il 59%, 71%, 64%. La tabella è costruita con lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che raggiungono l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20% del mercato. La Top 3 dei virtuosi di questo mese vede KIA al primo posto con il 25%, Suzuki al secondo con il 28% e Dacia al terzo con il 29%.

Per ulteriori dettagli si invitano i lettori a consultare le statistiche disponibili nella colonna a destra della pagina.


In caso di pubblicazione, per cortesia citare sempre la fonte Dataforce.


Contatti:

Salvatore Saladino

Country Manager Dataforce Italia

salvatore.saladino@dataforce.it

Notizie buone e cattive del 2017

Mentre il mercato dell’auto, giunto alla prima tappa del Q1 (tre mesi da gennaio a marzo), veleggia con un robusto segno “più” (12,64% nel trimestre, 18,85% nel solo marzo, fonte Dataforce), è già giunto il momento di tracciare un bilancio provvisorio di questo nuovo anno. Il comparto del noleggio a lungo termine va a gonfie vele (con un incremento di oltre 25 punti), le flotte di proprietà o in leasing invece rallentano di quasi 10 punti, a causa della fine del super-ammortamento di cui avevano beneficiato gli acquisti nel 2016. Per il noleggio, invece, i veicoli sono strumentali e quindi dello sgravio fiscale il comparto ne beneficia ancora, girando in tutto o in parte il vantaggio al cliente.

Il noleggio appare dunque il comparto più dinamico, perché ha saputo cogliere al volo le opportunità di mercato, che non necessariamente si traducono in maggiori sconti per il cliente, anzi. E’ l’offerta di mobilità a 360 gradi che convince un mercato sempre più eterogeneo, che va dalle grandi aziende alle più piccole,ai professionisti, agli artigiani e persino ai privati. Noleggio a lungo, a breve, a medio termine, con anticipo o senza, corporate car sharing e chi più ne ha più ne metta, ma sempre con il denominatore comune del possesso/utilizzo senza la proprietà.   “Affittare ciò che si svaluta, comprare ciò che frutta guadagno”: se lo diceva il mitico Rockfeller, dobbiamo per forza dargli retta…

Il mercato più tradizionale, invece, si sta sempre più appiattendo su logiche commerciali del secolo scorso: lo sconto è l’arma assoluta (ma rischiosa: ci sarà sempre qualcuno che prima o poi sarà in grado di proporre un taglio al prezzo più importante del tuo), la qualità dei servizi rimane mediocre e, se proprio il cliente non compra l’auto nuova, basta proporgliela a km zero. Che infatti crescono a dismisura. Sempre citando Dataforce: 41.716 unità immatricolate da Case costruttrici e concessionari in soli tre mesi (furono 32.693 da gennaio a marzo 2016). Non saranno mica tutte “demo”? Più probabile che siano km zero.

Il noleggio a lungo termine si conferma dunque la soluzione migliore? Probabilmente sì. A patto che il mercato che “tira” non faccia ingolosire troppo gli operatori. Si vocifera da più parti che la ripresa del mercato abbia convinto molti player ad alzare l’asticella dei prezzi. Se è una necessità dovuta a un incremento della qualità del servizio, siamo (quasi) tutti d’accordo). ma se gli aumenti non sono giustificabili, invece…

Anche perché i noleggiatori hanno ben altri assi da calare: per esempio l’utilizzo massiccio della telematica, che è un’operazione win-win: gli utilizzatori viaggiano più sicuri e protetti, i furti calano, la manutenzione può diventare predittiva e quindi costare meno, i fleet manager possono tenere sotto controllo i costi e applicare i correttivi… insomma, ne hanno tutti un bel beneficio.

Marco Di Pietro

Mercato auto in Italia e in Europa, dati in crescita

di Andrea Barbieri Carones

L’Italia è il primo mercato auto europeo relativo alle vendite ai privati. Regno Unito e Germania, invece, sono in testa per le flotte aziendali, settore – quest’ultimo – che dopo una crescita negli ultimi 4 anni è previsto stazionario da qui al 2021. Questi sono solo alcuni dei dati emersi nel corso de “Il mercato dell’auto in Italia e in Europa: dal consolidato del 2016 alle incognite del 2017”, l’evento organizzato da Dataforce, società di analisi di mercato che opera a livello internazionale, fornendo all’industria automobilistica informazioni su flotte e, più in generale, sui vari canali di vendita presenti sui mercati.

A livello generale, la Germania nel prossimo quinquennio rimarrà di gran lunga il primo paese europeo per numero di immatricolazioni, toccando quota 3,4 milioni nel 2017 in leggera crescita sul 2016. Poi seguirà una fase di leggero calo fino a una previsione di poco più di 3,2 milioni nel 2021. L’Italia invece proseguirà nella sua costante crescita iniziata nel 2014, quando si vendettero circa 1,4 milioni di vetture. Quota 2 milioni si sfiorerà nel corso di quest’anno (1,94 milioni con +4% sul 2016) e si toccherà nel 2018. Da allora in poi, leggera crescita anno su anno fino ad arrivare a 2,1 milioni nel 2021, anno in cui supereremo la Francia dove il volume di nuove immatricolazioni è previsto in “calma piatta”.

E nel 2021 diventeremo il terzo mercato europeo subito dietro il Regno Unito e davanti a Francia e a Spagna. Ma è nel segmento dei privati che l’Italia si appresta a guadagnare la leadership del vecchio continente, superando Germania e Regno Unito. Già nel corso di quest’anno – e fino al 2021 – il trend italiano è previsto in costante ma inesorabile crescita: 1,22 milioni nel 2017 e 1,35 milioni nel 2021.

Un po’ come accadrà nel segmento delle flotte auto, anche se il 2017 sarà sullo stesso livello del 2016. In questo caso – con 350.000 nuove unità nel corso di quest’anno – l’Italia rimarrà molto dietro a Regno Unito, Germania e Francia e davanti alla Spagna. E nel 2021 non avverranno scossoni in classifica, eccetto il fatto che la Germania salirà sul gradino più alto del podio.

Mercato sostanzialmente stabile, invece, per il rent a car e per i km zero, dove la Germania resta e resterà saldamente al comando per volumi e dove l’Italia contenderà alla Spagna l’ultimo posto nella top five europea con immatricolazioni vicine alle 350.000 unità annue da qui al 2021.

ITALIA: ECCO LE MARCHE AL TOP

Le previsioni rese note da Dataforce indicano che le marche top, in Italia aumenteranno vendite e quota di mercato. Oltre a Fiat – che resterà leader – nel 2017 si assisterà al picco di ascesa di Renault, che supererà Volkswagen, Ford e Opel insediandosi al secondo posto. Ma sarà di breve durata, visto che le inseguitrici recupereranno in una sorta di gara di resistenza che vedrà, nel 2021, in testa VW seguita da Ford, Opel e dal brand francese.

Per quanto riguarda le marche nelle flotte, nel 2017 Audi supererà Volkswagen posizionandosi al 2° posto dopo Fiat. E dal 2019 in poi, il gap tra i 2 brand tedeschi sarà di 3-4.000 vetture l’anno. L’anno in corso vedrà poi un deciso crollo di Ford, a causa della fase avanzata del ciclo di vita di Focus e Fiesta, visto che la Ka+, il nuovo modello di casa, ha un basso impatto sulle flotte auto aziendali.

I MODELLI PIÙ VENDUTI IN ITALIA A FEBBRAIO 2017

Privati
Fiat Panda
Renault Clio
Ford Fiesta

Società
Fiat Panda
VW Tiguan
Mercedes Glc, Glk class

Noleggio Lungo Termine
Fiat Panda
Fiat 500
Fiat 500L

Noleggio Breve Termine
Fiat Panda
Fiat 500
Nissan Qashqai

Concessionarie
Fiat Panda
Lancia Ypsilon
Fiat 500

Case auto
Fiat 500L
Fiat Panda
Lancia Ypsilon

Società Noleggio a Lungo Termine (volumi, quota di mercato 2017 e differenza ’16-’17)
Leasys: 14.594/ 26,6% / +2,4%
ALD: 10.232  /20,1% / +1%
Arval: 8.850 /  17,4% / – 0,2%
Leaseplan: 6.168 / 12,1% / -0,6%
Volkswagen: 2.483/  4,9% / -2,2%
Car Server: 1.908 / 3,7% / -0,3%

Dataforce: le previsioni di vendita dell’Alfa Romeo Stelvio

Roma, 22 febbraio 2017 – L’Alfa Romeo Stelvio è il suv più “cool” del momento. Presentata in anteprima a Los Angeles nel novembre scorso, è da qualche giorno ordinabile in Italia nella versione di lancio First Edition, disponibile solamente con il motore 2.0 Turbo a benzina da 280 CV e la trazione integrale Q4. Le prime consegne sono previste ad aprile. Seguirà poi l’ampliamento della gamma con altre motorizzazioni a benzina e quelle a gasolio insieme alla versione a due ruote motrici. Per ultima, nella seconda parte del 2017, arriverà l’allestimento che si è fatto ammirare al debutto americano: la Quadrifoglio da 510 CV.

Stelvio, primo Suv della Casa del Biscione, sarà un modello importante per il rilancio di immagine dell’Alfa Romeo a livello internazionale. Ma la domanda che un po’ tutti si pongono è “quali sono le stime di vendita?”. Secondo gli analisti di Dataforce, società di ricerca e intelligence sul mercato Automotive, quest’anno se ne venderanno circa 10.000 unità nei cinque più importanti Paesi d’Europa (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna). A fare la parte del leone saranno soprattutto Italia e Germania, rispettivamente con 4.700 e poco meno di 3.000 esemplari. Sempre secondo il Forecast di Dataforce, nella prima fase di lancio Alfa Romeo privilegerà le immatricolazioni ai clienti privati e ai professionisti mentre, già da settembre 2017, si cominceranno a vedere gli effetti degli ordini a clienti business raccolti tramite le società di noleggio a lungo termine. A partire poi dal 2018, la quota delle vendite alle flotte aziendali si dovrebbe assestare intorno al 40-45%. Gli analisti di Dataforce ritengono che la Stelvio incontrerà il massimo gradimento tra gli “user chooser”, ossia i quadri/dirigenti con auto aziendale assegnata come fringe benefit, seguiti dai professionisti e dai privati.

Un po’ inferiore a Italia e Germania le vendite previste in Francia (circa 1.800 unità nel 2017), trascurabili, invece, le quote di mercato assegnate a Spagna e Regno Unito. Il prossimo anno, che sarà il primo intero per le consegne, le vendite dovrebbero crescere di circa il 20%. Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato il Forecast sull’Alfa Romeo Stelvio: “La prima Suv dell’Alfa si inserisce in uno dei segmenti a maggiore crescita del mercato: quello delle Suv Premium di segmento D. In questo senso mi aspetto il suo inserimento nella Top 3 dei modelli più venduti insieme a Land Rover Discovery Sport e Mercedes-Benz GLC. Più che i volumi di vendita, mi auguro che si punti sulla qualità della vendita, cosa che diverrà fondamentale per riconsolidare l’immagine del brand come uno dei protagonisti del segmento premium. In ogni caso, questa nicchia di mercato si avvia in Italia a superare le 30.000 unità a fine 2017”.

True Fleets Forecast 2017 – Un anno da Tipo

Salvatore Saladino

Secondo le previsioni di Dataforce, tra gli acquisti aziendali e i noleggi a lungo termine riscuoteranno grande successo la compatta torinese e la nuova Renault Scénic mentre l’Alfa Romeo Giulia più che raddoppierà le sue vendite

Le previsioni di Dataforce sul mercato automobilistico italiano del 2017 indicano un trend in crescita delle vendite che favorirà soprattutto il canale dei privati, mentre per le flotte aziendali è molto probabile un piccolo rallentamento. Nel 2016 le “True Fleets”, cioè le “flotte vere” (le immatricolazioni dirette delle aziende assommate agli acquisti del noleggio a lungo termine) hanno raggiunto un volume complessivo di quasi 350.000 unità, mentre il 2017 dovrebbe assestarsi attorno alle 340.000 nuove targhe.
È interessante vedere su quali tipologie di vetture convergeranno le scelte delle aziende italiane quest’anno e, soprattutto, su quali modelli. Ci viene in ausilio il Forecast di Dataforce, uno strumento molto sofisticato, realizzato sulla base di informazioni e indicatori macroeconomici puntualmente aggiornati, prezzi, sconti, campagne promozionali, cicli di vita dei modelli, appartenenza ai segmenti, immagine di marca. I risultati del Forecast vengono anche costantemente confrontati con gli analisti di mercato delle Case costruttrici stesse.
Il Forecast è in grado pure di segmentare le aziende in base al volume degli acquisti (o dei contratti di noleggio a lungo termine) che ogni società effettua ogni 12 mesi, dando così un’indicazione di “vitalità” delle società stesse relativamente al loro potenziale di immatricolazioni per anno mobile.
Nel 2017, le 340.000 vetture nuove che entreranno nei parchi aziendali avranno una proporzione simile a quella del 2016: circa 80.000 saranno acquisite da imprese che incrementeranno (o sostituiranno) la flotta con volumi compresi tra una e quattro unità, mentre 260.000 saranno le aziende che perfezioneranno acquisti (o contratti di long rent) più consistenti: da cinque vetture in su. Nel 2016 questi numeri, su un totale delle immatricolazioni di 350.000 unità, sono stati rispettivamente 85.000 e 265.000.
In relazione alla tipologia di vetture, quest’anno è prevista un’ulteriore crescita dell’interesse verso suv e crossover, un ritorno ai monovolume di medie dimensioni, una crescita delle vendite di vetture di segmento medio e risultati costanti in ambito citycar e utilitarie.
Quali saranno i modelli che susciteranno il maggior interesse degli utilizzatori business? Le stime di Dataforce, da cui abbiamo estratto una Top 20 previsionale, presentano parecchie sorprese. Per esempio, la Fiat Tipo dovrebbe sorpassare nelle immatricolazioni “True Fleets” la 500 L (per entrambe saremo comunque attorno alle 10.000 unità). Un raffronto con il 2016 in questo caso è molto utile: la 500 L lo scorso anno aveva totalizzato quasi 12.000 unità immatricolate ad aziende, la Tipo 4.300. In classifica, però, il primo posto sarà sempre della Fiat Panda, che totalizzerà 23.200 unità contro le 21.500 del 2016, quindi con un piccolo incremento. Detto per inciso, le circa 100.000 Panda immatricolate a privati nel 2016, scenderanno, secondo le previsioni di Dataforce, di circa il 7%.
Il secondo modello più gradito dalle flotte aziendali nel 2017 sarà la Fiat 500X (12.800 immatricolazioni a fronte delle 11.400 del 2016). Dopo le già citate Tipo e 500 L, un’altra Fiat: la 500, le cui vendite aziendali, però, dovrebbero scendere un po’: da 9.500 a 8.200. Costante la performance della Jeep Renegade, che dovrebbe attestarsi sempre attorno alle 8.000 unità, dopo il grande exploit del 2016. Al settimo posto un’altra delle sorprese: la Renault Mégane (berlina, Sporter e Grand Coupé): dalle 2.300 unità del 2016 passerà a sfiorare quota 7.000.
Sorpresona è la Opel Astra: se lo scorso anno le vendite business sono state circa 3.900, quest’anno dovrebbero arrivare a 6.300. Una ulteriore notizia ghiotta annunciata dagli analisti di Dataforce è che l’Alfa Romeo Giulietta, un modello certamente non freschissimo, dovrebbe continuare a dare soddisfazioni al reparto fleet della Casa del Biscione, con un incremento del 30% rispetto alle 4.000 del 2016. Dovrebbe infatti raggiungere quota 5.500. Ma questi volumi saranno insidiati, sempre in ambito immatricolazioni business, dalla performance della Giulia, che dovrebbe sfiorare le 5.000 unità (nel 2016 furono 1.900).
Un’altra auto che nel 2017 raggiungerà volumi attorno alle 5.000 unità è la nuova Renault Scénic, il cui successo tornerà ai fasti di un tempo. Sarà questa la monovolume più venduta, Fiat 500 L a parte, naturalmente. È interessante notare che nel Forecast True Fleets Top 20 non compare la Captur, che invece è ben posizionata sul mercato dei privati (secondo previsione, in questo canale dovrebbe passare da 21.400 a 24.100 unità). L’indicazione che ne emerge, insomma, è che la Scénic dovrebbe incontrare il gradimento della clientela business, come da un po’ tempo non avveniva più, probabilmente anche perché la Casa francese l’ha un po’ “suvvizzata”.
Tra le novità di recente lancio, uno dei modelli che dovrebbe incontrare il gradimento della clientela business sarà la nuova Peugeot 3008. Dovrebbe moltiplicare per cinque le vendite del vecchio modello registrate nel 2016, arrivando anch’essa a raggiungere volumi di oltre 4.500 esemplari.
L’autore è country manager di Dataforce Italia

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Sicurezza e flotte aziendali: virtuosi per mestiere

Articolo di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. Il tema della sicurezza è ai primi posti per il fleet manager, perché preserva il primo patrimonio dell’azienda: i dipendenti. E contribuisce anche a far quadrare i conti

Gli infortuni in itinere (cioè nel tragitto casa-ufficio) e quelli causati dagli incidenti stradali sono la prima causa di danni fisici e mortalità sul lavoro. Per questo motivo, uno dei criteri principali attraverso i quali i gestori delle flotte aziendali scelgono le auto, è proprio la sicurezza. Che non è soltanto uno dei cosiddetti “nice to have” per chi utilizza l’auto per lavoro, ma addirittura un obbligo di legge, oltre che uno dei principi cardine della CSR (Corporate Social Responsibility). L’automobile è infatti equiparata a un luogo di lavoro: lo stabiliscono anche recenti sentenze della Corte di Cassazione e il quadro normativo di riferimento è inequivocabilmente completo in materia.
Le flotte aziendali italiane come si collocano rispetto al resto d’Europa? Per una volta tanto, non siamo affatto un fanalino di coda. Le auto utilizzate prevalentemente per lavoro sono molto più sicure in Italia che negli altri Paesi automobilisticamente più evoluti. Lo dimostra il più recente studio del CVO di Arval, il player numero uno in Italia nel mercato del noleggio a lungo termine. Il Corporate Vehicle Observatory è il centro studi di Arval sulla mobilità e sulle tendenze del mercato, che si avvale per le sue indagini qualitative e quantitative della collaborazione di 2.369 aziende con parchi auto in 12 Paesi d’Europa (227 in Italia). La più recente analisi sul tema afferma che per quasi l’80% delle aziende italiane la sicurezza al volante è una priorità assoluta. E che la scelta dei modelli da inserire nella Car Policy è fatta in funzione non soltanto del costo del canone di noleggio, ma anche in base alla dotazione di sicurezza.
Il vero passo in avanti per una flotta sicura è costituito però dalla sempre maggiore diffusione delle auto “intelligenti” che, per il momento non significa l’inserimento in Car Policy di auto con guida autonoma, ma semplicemente di veicoli dotati di moderni sistemi di ausilio alla guida, che possono contribuire in maniera determinante a incrementare la sicurezza attiva: come per esempio, l’avviso di mantenimento della carreggiata, l’avvisatore anti-colpo di sonno, il cruise control auto-adattativo e altri dispositivi di tal genere.
I fleet manager hanno ben presente che una dotazione di sicurezza completa, non soltanto migliora il benessere e riduce lo stress al volante (e quindi abbassa la soglia di rischio), ma ha una ricaduta positiva anche in termini di TCO (Total Cost of Ownership), il costo complessivo di gestione dell’auto aziendale, perché i valori residui nell’usato delle auto più sicure sono sempre maggiori rispetto a quelli di un’auto dall’equipaggiamento più povero. Dato il più rapido tasso di sostituzione delle auto aziendali (nel noleggio a lungo termine le vetture si cambiano in media ogni 42 mesi) rispetto a quello dei privati, scegliere un’auto che mantiene meglio il valore significa in concreto risparmiare sui costi della flotta.
Quali sono i dispositivi di sicurezza e di guida intelligente dell’ultima generazione che secondo i fleet manager rendono migliore la flotta? In testa c’è il rilevamento di stanchezza del guidatore (l’83% del panel intervistato dal CVO lo ritiene utilissimo), il sistema di mantenimento della distanza di sicurezza (82%), la segnalazione di presenza di veicoli nell’angolo cieco (79%) e la chiamata automatica di soccorso in caso di emergenza (79%).
Il confronto con il resto d’Europa volge, come detto, a favore del Belpaese: un optional come il sistema di frenata automatica è ritenuto fondamentale dal 67% dei fleet manager italiani, mentre la media degli altri Paesi del Continente si ferma al 26%, gli ausili alla visione notturna sono un indispensabile strumento di sicurezza per un fleet manager su cinque (soltanto per il 12% nel resto d’Europa), mentre il controllo adattivo della velocità per gli italiani è fondamentale nel 20% degli intervistati (e utile per la quasi totalità), invece i fleet manager stranieri si fermano al 15% e per il 17% di loro è considerabile tuttalpiù utile…

La Top 5 della sicurezza

I dispositivi più utili secondo i fleet manager italiani
Rilevamento della stanchezza del guidatore 83%
Frenata automatica in caso di emergenza 83%
Mantenimento della distanza di sicurezza 82%
Segnalazione di veicoli nell’angolo cieco 79%
Chiamata automatica in caso di emergenza 79%

Fonte: CVO Arval

2016: per le flotte il miglior anno di sempre

Mentre il mercato totale Passenger Cars ha fatto registrare, con 1,864.018 vetture, il quinto anno di crescita, comunque ben lontano dai volumi del 2007 (quando furono superati i 2,5 milioni di immatricolazioni), per le True Fleets il 2016 è stato il miglior anno di sempre: le nuove targhe sono state 348.426. La crescita del 2016 sul 2015 si somma al +18% dell’anno precedente e al +16,8% del 2014. Dal 2013 al 2016, quindi, i numeri assoluti ci dicono che il mercato delle flotte vere è passato da 210.000 unità a sfiorare le 350.000.

L’analisi dei marchi preferiti dagli acquirenti business.
Nonostante la grande crescita dei volumi, la graduatoria dei brand ha subito poche variazioni di posizione, ma alcuni marchi hanno fatto segnare un incremento di immatricolazioni molto importante. Per esempio Mini (+41,1%) e Toyota (+42,5%). L’aumento più sostanzioso, però, è stato quello di Hyundai: +65,8%, con il modello Suv Tucson che ha rappresentato i due terzi del totale delle vendite business del marchio coreano.A proposito di Suv: la Maserati Levante a fine anno ha ottenuto il miglior risultato di sempre per un’auto del Tridente nelle graduatorie delle True Fleets. Anche per la Jaguar F-Pace il medesimo risultato: è diventata a dicembre la Jaguar più venduta in Italia nelle flotte aziendali. Oggi rappresenta quasi la metà delle immatricolazioni business Jaguar in Italia.Tornando ai marchi più apprezzati dalle aziende, significativi aumenti delle vendite (seppure su volumi ridotti) per Lancia (+270%), Nissan (+153%) e Volvo (+113%). Il market leader, ovviamente, rimane Fiat, che nell’ultimo mese dell’anno è riuscita a piazzare 5 modelli ai primi 5 posti assoluti: Panda, 500L, 500X, 500 e Tipo. Ma la performance della marca italiana ha conquistato un altro primato a dicembre: è riuscita a raggiungere una quota del 20% sull’intero comparto business True Fleets.

Salvatore Saladino

2016: aziendali da record, suv a gonfie vele

Nel 2016 vendute 350.000 vetture alle “flotte vere”. La Fiat in testa alle preferenze, bene anche l’Alfa Romeo, in forte crescita la Hyundai.

FUOCHI D’ARTIFICIO – Finale d’anno con il botto per le auto aziendali: il settore business ha chiuso il 2016 con 706.276 unità e un incremento di 126.121 targhe sul 2015. L’analisi approfondita effettuata da Dataforce Italia su dati Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI, rivela, in particolare, una crescita del 20% su base annua delle vendite di vetture a società, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine (le cosiddette “flotte vere”, i cui numeri non comprendono le auto destinate al noleggio breve e quelle immatricolate da concessionari, costruttori e importatori): con un totale di 348.426 unità, secondo lo studio si tratta del miglior anno di sempre. Un record raggiunto sulla scia di due anni decisamente positivi: il 2015 aveva infatti chiuso con un +18%, il 2014 con un +16,8%. In soli tre anni si è, così, passati da 210.000 a quasi 350.000 unità. Lo stesso canale ha poi segnato una performance particolare a dicembre, con un +45% e 26.202 immatricolazioni (lo stesso mese registra un +40,2% per le società e un +43,9% per il noleggio a lungo termine). Come sottolinea Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia: “importante è stata la spinta legata al super-ammortamento, una manovra che ha dato finalmente un segnale al mercato di una politica fiscale meno penalizzante”.

LA GIULIA CONVINCE – Sempre per quanto riguarda le “flotte vere“, sono le vetture italiane a guidare la classifica, con quattro Fiat nelle prime quattro posizioni: la Panda (21.462 unità), la 500L (11.884), la 500X (11.380) e la 500 (9.420). Quinto posto per un classico tedesco, la Volkswagen Golf (8.196), che ha preceduto d’un soffio un’altra vettura della FCA, la Jeep Renegade (8.072). Per la Fiat da segnalare, inoltre, il traguardo della quota del 20% nel mese di dicembre sull’intero comparto business “flotte vere”. Bene anche le vendite Alfa Romeo, con la Giulia (nella foto), e Maserati, che ha visto la Levante balzare in cima alle preferenze dei propri clienti business. La vettura del Biscione ha vinto lo scontro diretto con le berline tedesche premium Mercedes, BMW e Audi: secondo l’analisi Dataforce, la Giulia ha consegnato alle “flotte vere” 1905 unità, contro le 1249 della Classe C, le 1047 della Serie 3 e le 442 delle A4/S4.

BENE ANCHE LE STRANIERE – Tra le case non italiane sono in forte crescita la Hyundai, le cui vendite all’utenza business hanno fatto segnare un +65,8%, trainate dal successo della suv Tucson che ha totalizzato i due terzi del totale delle consegne alle flotte. Altra suv straniera che ha catturato consensi è la Jaguar F-Pace, arrivata a sfiorare la metà delle vendite “affari” del Giaguaro, a dicembre prima assoluta per la marca. All’interno del gruppo britannico è però la Land Rover Discovery Sport la preferita dai businessmen, con 2235 unità e il 45esimo posto nella Top50 “true fleet”, alle spalle dell’Audi Q5 (2290). A livello di performance da segnalare anche le forti crescite di Mini (+41,1%) e Toyota (+42,5%) rispettivamente con 5456 e 10.947 veicoli. Crescite a tre cifre le hanno invece messe a segno Lancia (+270%), Nissan (+153%) e Volvo (+113%).

Alfa Romeo Giulia batte berline tedesche 3 a 0

L’italiana fa addirittura meglio di Serie 3 e A4 messe insieme

E’ amore a prima vista quello fra gli italiani e l’Alfa Romeo Giulia: nel Belpaese la vettura del Biscione ha superato per vendite le proposte a tre volumi delle rivali “premium” tedesche, mettendo a segno un secco tre a zero. In consegna da soli sette mesi, a parità di tipo di carrozzeria, nel 2016 la Giulia ha addirittura fatto meglio di BMW Serie 3 e Audi A4 messe insieme. A rivelarlo è un’analisi di Dataforce Italia che ha confrontato i dati di vendita della macchina del grande rilancio della Casa di Arese con le proposte analoghe di BMW, Audi e Mercedes. Secondo i riscontri forniti da Dataforce, lo scorso anno sono state consegnate complessivamente 4.721 Giulia, 3.231 Mercedes Classe C a quattro porte, 2.514 BMW Serie 3 e 1.207 Audi A4/S4. Nell’analisi per singoli canali di vendita, il divario a favore dell’italiana risulta particolarmente evidente nelle consegne ai privati: 1.577 Alfa, 1.075 berline della Stella, 780 con l’Elica sul cofano e 376 con i Quattro anelli. Delle tre blasonate tedesche, la Mercedes Classe C è l’unica che in due classifiche parziali riesce a battere ai punti la Giulia: 514 targhe contro 502 per le immatricolazioni alle flotte e 562 contro 345 per quelle destinate al noleggio a breve termine. In tutte le altre voci, però, è l’italiana a mostrare performance migliori, arrivando addirittura quasi a raddoppiare i numeri della Classe C nel noleggio a lungo termine: 1.403 unità contro 735.

In relazione ai dati emersi, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, puntualizza: “La nuova Giulia, le cui vendite sono cominciate a metà anno, ha superato di slancio, praticamente su tutti i canali di vendita, le tre premium storiche del segmento, che finora erano rimaste sempre imbattute. Ovviamente ci confrontiamo solo sulle berline, perché è oggi l’unica carrozzeria di Giulia disponibile. Alla luce di questi dati e dell’andamento delle vendite della vettura italiana non può che crescere la curiosità per i possibili risultati che l’ipotizzata Giulia Sportwagon potrebbe fare”.

Secondo Dataforce, nel confronto generale per modello ‘true fleet’ (company car, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine), comprendente tutte le varianti di carrozzeria, la classifica berline risulta invertita, grazie all’importante apporto alle vendite fornito nel nostro mercato dalle famigliari. Con un totale di 7.864 vetture, di cui 7.420 wagon Avant, è l’Audi A4 a vincere il confronto italo-tedesco 2016. Al secondo posto si piazza la BMW Serie 3 con 5.725 unità, di cui 4.675 station wagon. Terza piazza per la Mercedes Classe C che dalla sua ha anche numeri interessanti per le varianti a tre porte: oltre a 2.469 famigliari, il modello della Stella conta, infatti, nel 2016 ben 335 Coupé e 30 Cabrio. Quarto posto del confronto per la Giulia che sconta il fatto di essere proposta solo con carrozzeria berlina.