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Il mercato dell’auto a maggio riprende a correre

Dopo lo stop di aprile, ma solo per motivi tecnici visto il susseguirsi dei ponti nel mese in questione è ripresa la corsa del mercato dell’auto, che a maggio mettono a segno un più 8,1% anno su anno, con oltre 204 mila unità. Una crescita a cui si affiancano anche gli Lcv, a più 4,79%. Per le auto la crescita dei privati è risibile, più 0,78%, mentre è ancora boom per il Noleggio a Lungo termine, a più 15,63%, un calo di quello a breve, a meno 9,16%, e grandi numeri per le auto-immatricolazioni delle concessionarie, a più 34,87%, e delle Case auto, a più addirittura, 153,66%. Secondo i dati rilasciati oggi da Dataforce.

TRA I BRAND DEL MERCATO DELL’AUTO BENE I GRUPPI  FCA, VOLSKWAGEN E PSA E FORD E TOYOTA

Tra i brand continua a crescere il gruppo Fca, con Fiat al primo posto assoluto con un più 10,12% anno su anno e un market share in crescita al 22,49% (più 0,41%) . Molto bene Alfa Romeo, a più 32,33%, Jeep a più 1,76% e soprattutto Maserati, a più 69,93%, mentre cala Lancia, a meno 26,64%. Al secondo posto in assoluto si mantiene Volkswagen, con un più 7,32%, e la terzo Ford, con un più 9,39%. Al quarto si mantiene Renault ma con un meno 3,15%, anche se la controllata Dacia fa un boom  a più 35,64%. Seguono Opel, a più 11,17%, Peugeot, a più 13,49% e l’altro marchio del gruppo Psa, Citroen, a più 42,2%, intervallate nella top ten da Toyota, a più 23,75%.

Ottime poi le perfomance per Suzuki, a più 37,48%, Jaguar a più 29,42%. Porsche a più 20,31% Seat a più 13,61% e Skoda a più 11,19% tra le Case in crescita a doppia cifra. dall’altro lato cali per Mazda, meno 19,97%, Land Rover, meno 20,95%, Volvo, a meno 23,64%, Ds a meno 34,38% e Infiniti a meno 37,09%.

MOTORIZZAZIONI E TIPOLOGIE DI AUTO; QUALCHE SORPRESA

Sono dati di un solo mese, quindi non molto rappresentativi del mercato dell’auto, però si nota tra le motorizzazioni un forte calo del metano, a meno 36,11% contro un boom dell’ibrido, a più 91,47%, e dell’elettrico puro, a più 62,1% e del Gpl, a più 28,07%, mentre tra le tipologie di auto frenano i Suv a meno 6,16% (anche se raggruppati con le monovolume medie) a fronte di un boom delle cabrio, a più 38,95%, e delle Station Wagon , a più 22,18%.

TRA I MODELLI DOMINA FIAT SOPRATTUTTO NEL NOLEGGIO

Se le primi cinque posizioni tra i modelli più venduti nel Noleggio a lungo termine sono occupate da modelli Fiat (Panda, 500, Tipo, 500X e 500L) tra i privati si vede al secondo posto la Renault Clio,  al terzo la Lancia Ypsilon, al quarto la Ford Fiesta, al quinto la Polo, al sesto la Citroen C3, con un boom del più 88,23% tra tutti i canali,  prima di ritrovare la 500X. Exploit che in tutti i segmenti hanno avuto la Tipo a più 155,55%, la Giulia a più 607,41%, la Mercedes Classe E a più 113,64%, la Tiguan a più 204,21%, e la Panamera, a più 3500%, passando da una a 36 immatricolazioni!

Flotte in Europa: crescita moderata, ma non nel 2017

La prima conferenza stampa di Dataforce in Italia ha presentato un interessante studio previsivo sull’andamento del mercato (suddiviso per canali) da qui al 2021. Dataforce, società di analisi con sede principale a Francoforte, ha come obiettivo primario portare trasparenza sul mercato Automotive attraverso la raccolta e l’organizzazione dei numeri del mercato, non solo europeo ma anche degli Stati Uniti e in Cina.

L’ultima indagine è stata fatta sui cinque principali mercati europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna), con un approfondimento di maggiore dettaglio sul nostro Paese. Secondo Dataforce, quest’anno il mercato automobilistico nei Paesi Top5 Europe crescerà di poco, passando da 11.117.000 nuove immatricolazioni del 2016 a 11.165.000 unità.

L’incremento più significativo sarà quello del canale Privati (+100.000 nuove targhe), mentre gli Special Channels (cioè le immatricolazioni dei rent-a-car, e le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei dealer crescerà in misura più contenuta (circa 13.000 unità in più, raggiungendo un volume complessivo di 3.144.000 unità). Leggera contrazione per il terzo canale di distribuzione: quello delle True Fleets (le flotte vere, cioè le immatricolazioni dirette delle aziende assommate ai noleggi a lungo termine).

La contrazione porterà al termine di quest’anno le vendite aziendali da 2.810.000 a 2.740.000. Una piccola pausa di riflessione, insomma, più che una vera contrazione del mercato, che riguarderà Germania, Regno Unito e Italia. Nel nostro Paese in particolare, il volume delle vendite business dovrebbe calare di circa 5.000 unità (dalle 350.000 del 2016 alle 345.000 del 2017), a causa del minore impatto positivo del beneficio fiscale del super-ammortamento, che da quest’anno è ammesso solamente sui veicoli strumentali (ossia gli autocarri) e per gli operatori professionali (quindi, nel canale True Fleets, solamente i noleggiatori). La situazione, comunque, non è affatto negativa, perché Dataforce prevede una ripresa delle immatricolazioni già nel 2018 (355.000 in Italia), per poi crescere costantemente fino al 2021 (in Italia sono previste per quell’anno 400.000 immatricolazioni business). Continuerà il grande successo del noleggio a lungo termine.

Nel 2017, comunque, Dataforce stima un aumento del mercato italiano del 4% rispetto allo scorso anno, con il canale privati al +5,5%. Nell’analisi previsiva sulle marche, Dataforce rileva un forte incremento per quest’anno delle vendite di Renault, che potrebbe raggiungere addirittura il secondo posto dopo Fiat, precedendo Volkswagen e Ford. Nell’ambito delle flotte aziendali, la notizia più importante riguarda Audi, che già quest’anno dovrebbe installarsi al secondo posto tra le marche preferite, precedendo Volkswagen (ma dietro a Fiat, naturalmente). Meno bene Ford nel 2017 sul canale True Fleets, ma in crescita nel canale Privati.

In occasione della presentazione del suo Forecast, Dataforce ha anche annunciato di aver pronosticato le previsioni di vendita di due modelli strategici per il futuro di FCA: la sostituta della Fiat Punto, che arriverà nel 2018 e sarà una mini-Suv/crossover, e un nuovo modello Lancia, che inizialmente affiancherà la Ypsilon e poi ne prenderà il posto, anch’esso previsto nel 2018. La Ypsilon continuerà la sua carriera commerciale fino al 2019, con una “coda” di immatricolazioni nel 2020. Anche questa nuova Lancia sarà una mini-Suv. A regime (cioè dal 2019), la nuova small suv-crossover erede della Punto raggiungerà volumi di vendita tra le 70.000 e le 80.000 unità all’anno (dati relativi al mercato Italia), mentre la derivata Lancia si attesterà tra le 40.000 e le 50.000 unità. Per la “nuova Punto” (il nome non è ancora stato deciso, ovviamente), quindi, si prevede un successo maggiore rispetto al modello che andrà a sostituire.

Marco Di Pietro

Italian True Fleet Market continues to produce record figures

Dataforce Press Release – Frankfurt, February 22nd 2017

Italian True Fleet has continued on from its outstanding form in 2016 by producing an exceptional start to 2017. The fleet market produced the highest volume on record for a January with a robust + 9.2% growth over January 2016 figures. This has helped propel the passenger car Total Market to finish with 172,000 registrations equating to a + 8.7% in terms of growth.

Inside January’s Top 20 models for True Fleet we found some high climbers in terms of volume, with no less than seven new entries. The Fiat Tipo was the highest climber moving from 77th to 3rd with release date perhaps playing a factor. The same might be said of the VW Tiguan moving from 61st to 7th, the BMW X1 jumping from 44th to 15th and the Opel Astra accelerating from 39th to 16th which could have also capitalised with their new generation releases. The Fiat Punto moving from 51st to 8th the Lancia Ypsilon shifting from 26th to 9th and the Mercedes GLC rising from 30th into 14th were the remaining entries with only 106 units separating them.

We decided on taking a deeper look into the Middle-Class vehicle segment. The segment had suffered a significant decline between the 2006 high of 72,620 till the 2013 low of 28,104 but the last four years has seen it once again start to grow. While on the surface this is perhaps the result of German brands continuing to dominate the market with more models available than ever before, it might also be a reflection on the other brands not having a product that matched the markets needs or wants and thereby losing some market share. There are however clear signs that manufacturers still regard this segment as open for disruption.

Alfa Romeo has re-emerged into this vehicle class bringing the new Giulia to where they had once competed with the 156 and the 159 before a seemingly 4 year hiatus for the manufacturer. After returning in 2016 the Giulia finished with 5.2% of the market share and in 2017 they have already managed to claim 4th position in the model ranking for January behind BMW 3 series in 1st, VW Passat in 2nd and Audi A4 in 3rd.

However for 2017 the Alfa Romeo brand may well encounter some competition along the way. Opel will release the new Insignia, the Skoda Superb finished out 2016 with record numbers, tripling its volume from 2015 and with the resurgence of the Jaguar brand, alongside three new engines available for the Jaguar XE mean it may not be as straight forward as it first seems. What we can see is room for the Middle Class vehicles to continuing to regain some of the lost True Fleet segment share in Italy.

2016: per le flotte il miglior anno di sempre

Mentre il mercato totale Passenger Cars ha fatto registrare, con 1,864.018 vetture, il quinto anno di crescita, comunque ben lontano dai volumi del 2007 (quando furono superati i 2,5 milioni di immatricolazioni), per le True Fleets il 2016 è stato il miglior anno di sempre: le nuove targhe sono state 348.426. La crescita del 2016 sul 2015 si somma al +18% dell’anno precedente e al +16,8% del 2014. Dal 2013 al 2016, quindi, i numeri assoluti ci dicono che il mercato delle flotte vere è passato da 210.000 unità a sfiorare le 350.000.

L’analisi dei marchi preferiti dagli acquirenti business.
Nonostante la grande crescita dei volumi, la graduatoria dei brand ha subito poche variazioni di posizione, ma alcuni marchi hanno fatto segnare un incremento di immatricolazioni molto importante. Per esempio Mini (+41,1%) e Toyota (+42,5%). L’aumento più sostanzioso, però, è stato quello di Hyundai: +65,8%, con il modello Suv Tucson che ha rappresentato i due terzi del totale delle vendite business del marchio coreano.A proposito di Suv: la Maserati Levante a fine anno ha ottenuto il miglior risultato di sempre per un’auto del Tridente nelle graduatorie delle True Fleets. Anche per la Jaguar F-Pace il medesimo risultato: è diventata a dicembre la Jaguar più venduta in Italia nelle flotte aziendali. Oggi rappresenta quasi la metà delle immatricolazioni business Jaguar in Italia.Tornando ai marchi più apprezzati dalle aziende, significativi aumenti delle vendite (seppure su volumi ridotti) per Lancia (+270%), Nissan (+153%) e Volvo (+113%). Il market leader, ovviamente, rimane Fiat, che nell’ultimo mese dell’anno è riuscita a piazzare 5 modelli ai primi 5 posti assoluti: Panda, 500L, 500X, 500 e Tipo. Ma la performance della marca italiana ha conquistato un altro primato a dicembre: è riuscita a raggiungere una quota del 20% sull’intero comparto business True Fleets.

Salvatore Saladino

Auto, Panda regina delle aziendali e Fca domina top ten

Sono del gruppo 8 vetture su 10, exploit Renegade e 500X

ROMA – La Fiat Panda continua a essere l’auto più amata dagli italiani, non solo dai privati ma anche da aziende e professionisti. Delle 150.028 unità immatricolate nel 2016 che le hanno fatto conquistare il primato assoluto, infatti, ben 50.703 sono state acquistate da imprese, professionisti e noleggiatori. Con otto modelli su dieci nella top ten, il gruppo Fca poi si conferma leader nel nostro Paese nel canale “business”, con una crescita particolarmente forte registrata per Fiat 500X e Jeep Renegade. L’exploit emerge dall’analisi effettuata da Dataforce Italia sui dati del Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI. L’inossidabile Pandino è leader di vendite con 21.462 targhe anche nella particolare sottocategoria delle “flotte vere”, che raggruppa le sole immatricolazioni alle società, ai noleggi a lungo termine (vetture utilizzate per lo più dalle imprese per dipendenti, dirigenti e usi interni), a professionisti ed enti. Andando per ordine, nel canale “business” dietro all’accoppiata formata dalla reginetta Panda (50.703, +0,52% sul 2015) e dalla monovolume 500L (36.903 unità, +10,36% sul 2015), il terzo posto va alla Fiat 500 (29.831 unità, +10,88%), il quarto alla Lancia Ypsilon (25.479, +25,06%), il quinto alla Fiat Punto (24.806, +23,18%) e il sesto al crossover Fiat 500X (18.149, +40,44%). Prima delle straniere è la Volkswagen Golf con 15.164 vetture che, a dispetto degli strascichi dello scandalo Dieselgate, ha chiuso il 2016 con una crescita del 16,92%. Secondo Dataforce Italia è proprio la Golf che interrompe il clamoroso filotto di Fca che all’ottavo posto piazza la Jeep Renegade (12.668, +55,68%) e al nono l’Alfa Romeo Giulietta (12.619, +11,97%). Chiude la top ten una francese, la Peugeot 308 con 12.111 targhe, in crescita di 8,46% sulle 11.116 del 2015.

Il risultato di FCA del canale business viene bissato al suo interno nella sottocategoria delle cosiddette “flotte vere”.

Una performance che conferma la fiducia verso le auto del gruppo da parte di aziende e professionisti che utilizzano la macchina per lavoro. Secondo Dataforce Italia, in questa particolare classifica il marchio Fiat ha piazzato quattro modelli nelle prime quattro posizioni. Si tratta della Fiat Panda con 21.462 unità, della 500L seconda con 11.884, della 500X terza con 11.380 e della 500, quarta a quota 9.420. Sempre per FCA, da segnalare il sesto posto della Jeep Renegade con 8.072 unità, a cavallo tra due classiche tedesche, da sempre amatissime da aziende e professionisti, la Volkswagen Golf con 8.196 e l’Audi A4 con 7.864. In conclusione, ottavo posto per la Volkswagen Passat (7.393), nono per la Peugeot 308 (7.360) e decimo per la Smart ForTwo (6.889).

Riguardo ai dati emersi, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha commentato: “è singolare notare che molte delle auto preferite dagli italiani lo scorso anno hanno fatto registrare incrementi allineati o inferiori alla media del mercato (+15,8%). Con due eccezioni: le “cugine” Fiat 500X e Jeep Renegade, che hanno invece spiccato il volo, con tassi di crescita superiori al 50%. Il loro gradimento è assolutamente trasversale sul canale retail e su quello business, con un rapporto di vendite perfettamente identico tra i due modelli: 35% clienti aziendali e 65% utenti privati”.

2016: aziendali da record, suv a gonfie vele

Nel 2016 vendute 350.000 vetture alle “flotte vere”. La Fiat in testa alle preferenze, bene anche l’Alfa Romeo, in forte crescita la Hyundai.

FUOCHI D’ARTIFICIO – Finale d’anno con il botto per le auto aziendali: il settore business ha chiuso il 2016 con 706.276 unità e un incremento di 126.121 targhe sul 2015. L’analisi approfondita effettuata da Dataforce Italia su dati Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI, rivela, in particolare, una crescita del 20% su base annua delle vendite di vetture a società, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine (le cosiddette “flotte vere”, i cui numeri non comprendono le auto destinate al noleggio breve e quelle immatricolate da concessionari, costruttori e importatori): con un totale di 348.426 unità, secondo lo studio si tratta del miglior anno di sempre. Un record raggiunto sulla scia di due anni decisamente positivi: il 2015 aveva infatti chiuso con un +18%, il 2014 con un +16,8%. In soli tre anni si è, così, passati da 210.000 a quasi 350.000 unità. Lo stesso canale ha poi segnato una performance particolare a dicembre, con un +45% e 26.202 immatricolazioni (lo stesso mese registra un +40,2% per le società e un +43,9% per il noleggio a lungo termine). Come sottolinea Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia: “importante è stata la spinta legata al super-ammortamento, una manovra che ha dato finalmente un segnale al mercato di una politica fiscale meno penalizzante”.

LA GIULIA CONVINCE – Sempre per quanto riguarda le “flotte vere“, sono le vetture italiane a guidare la classifica, con quattro Fiat nelle prime quattro posizioni: la Panda (21.462 unità), la 500L (11.884), la 500X (11.380) e la 500 (9.420). Quinto posto per un classico tedesco, la Volkswagen Golf (8.196), che ha preceduto d’un soffio un’altra vettura della FCA, la Jeep Renegade (8.072). Per la Fiat da segnalare, inoltre, il traguardo della quota del 20% nel mese di dicembre sull’intero comparto business “flotte vere”. Bene anche le vendite Alfa Romeo, con la Giulia (nella foto), e Maserati, che ha visto la Levante balzare in cima alle preferenze dei propri clienti business. La vettura del Biscione ha vinto lo scontro diretto con le berline tedesche premium Mercedes, BMW e Audi: secondo l’analisi Dataforce, la Giulia ha consegnato alle “flotte vere” 1905 unità, contro le 1249 della Classe C, le 1047 della Serie 3 e le 442 delle A4/S4.

BENE ANCHE LE STRANIERE – Tra le case non italiane sono in forte crescita la Hyundai, le cui vendite all’utenza business hanno fatto segnare un +65,8%, trainate dal successo della suv Tucson che ha totalizzato i due terzi del totale delle consegne alle flotte. Altra suv straniera che ha catturato consensi è la Jaguar F-Pace, arrivata a sfiorare la metà delle vendite “affari” del Giaguaro, a dicembre prima assoluta per la marca. All’interno del gruppo britannico è però la Land Rover Discovery Sport la preferita dai businessmen, con 2235 unità e il 45esimo posto nella Top50 “true fleet”, alle spalle dell’Audi Q5 (2290). A livello di performance da segnalare anche le forti crescite di Mini (+41,1%) e Toyota (+42,5%) rispettivamente con 5456 e 10.947 veicoli. Crescite a tre cifre le hanno invece messe a segno Lancia (+270%), Nissan (+153%) e Volvo (+113%).

Analisi mercato ottobre 2016 – Mission Fleet

I primi 10 mesi del 2016 del mercato italiano delle vendite auto e veicoli commerciali leggeri si sono conclusi con una crescita del 18,4%, con un incremento maggiore per i mezzi da lavoro (+38,69%) rispetto a quello fatto registrare dalle autovetture (+16,77%). Le cifre citate in questo articolo sono a cura di Dataforce che, in questo modo, vuole rispondere alle esigenze del management strategico ed operativo di tutta la filiera automotive col suo supporto di business intelligence e dare la massima trasparenza a questo mercato.
Da gennaio a ottobre 2016 sono state targate 1.585.721 vetture, contro le 1.358.032 dello stesso periodo del 2015. Nei primi 10 mesi dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con quasi 1 milione di nuove targhe (esattamente 977.465 unità) hanno fatto segnare un incremento del 14,1%. Le immatricolazioni dirette delle aziende sono cresciute, in proporzione, in modo più consistente: +25,84%, raggiungendo i 70.117 esemplari, cui vanno aggiunte altre 23.420 unità immatricolate con la formula del leasing finanziario (+11,27%). Il successo delle flotte aziendali è in buona parte ascrivibile all’incentivo fiscale del “super-ammortamento”. Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, le vendite complessive sono state di 151.487 unità, con un incremento di oltre 42.000 targhe.
Ma il comparto di maggior volume, dopo quello dei privati, è stato quello del noleggio a lungo termine, che da gennaio a ottobre ha targato 195.303 nuove automobili (quasi 30.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2015), con un incremento percentuale del 17,31%. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine sono cresciute invece da gennaio a ottobre di circa il 19%, a conferma di un comparto sempre in ottima salute. Ottobre in particolare è stato un mese eccellente per i RAC: +149,2%. A ulteriore riprova che il mercato dell’automobile stia attraversando un periodo favorevole, si può osservare che tutti i canali mostrano il segno “più”, anche quelli che non riguardano direttamente gli utilizzatori finali: le auto-immatricolazioni delle Case costruttrici, per esempio, nel cumulato annuo hanno fatto segnare un balzo in avanti del 43,66%, mentre le targhe intestate alle reti di vendita sono cresciute del 22,02%. Queste “auto-immatricolazioni”, oltre che vetture “demo”, si trasformano in gran parte in “chilometri zero”, una pratica commerciale sempre molto gradita dai clienti finali, specie quando acquistano l’auto senza dare in permuta l’usato. In questo modo i clienti possono massimizzare lo sconto.
Tornando ai veicoli commerciali leggeri, come detto in precedenza, le immatricolazioni sono cresciute moltissimo, ma a beneficiarne sono stati solamente alcuni canali: gli acquisti diretti delle aziende (+37,58%), che costituiscono circa la metà del totale delle immatricolazioni, e il noleggio a lungo termine (+70,31%). Quest’ultimo canale, in termini di volumi, ha sfiorato in 10 mesi le 40.000 unità. Molto bene anche il rent-a-car: +40% rispetto al 2015.
Per quanto riguarda il forecast di Dataforce sul mercato Passenger Cars per l’anno 2016, a fine anno si dovrebbero raggiungere 1.841.000 nuove targhe. Per i privati Dataforce prevede un livello di immatricolazioni pari a 1.152.000 unità (furono poco più di 1 milione nel 2015), per le flotte aziendali circa 341.000 nuove targhe (con una crescita di oltre 50.000 unità) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) di circa 347.000 mila unità (+52.000 sul 2015). Per il 2017, il forecast di Dataforce prevede un mercato Passenger Cars totale di 1.875.000 esemplari, con i privati in crescita a 1,23 milioni, le flotte aziendali in leggera contrazione (319.000 unità), così come gli Special Channels (325.000 unità).
Ecco invece l’analisi della Top 5 per canale di mercato. Nelle flotte “vere” (vendite aziendali dirette più noleggi a lungo termine) le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500). Negli Special Channels, invece, la graduatoria comprende solamente modelli del Gruppo. Le prime cinque posizioni sono: Fiat Panda, 500 L, Punto, Lancia Ypsilon e Fiat 500.

Ecco le più vendute di un anno record

Chiuso il 2015 con un totale di 1.574.775 auto vendute in Italia (+15,8% rispetto al 2014), è il momento di archiviare l’anno passato con un’analisi approfondita sui modelli più venduti. Dataforce, la multinazionale con sede a Francoforte che fornisce all’industria automobilistica internazionale informazioni statistiche segmentate nel dettaglio, ha elaborato per Il Sole24Ore una classifica dei 15 modelli più venduti in assoluto, raffrontandoli però con le autoimmatricolazioni degli stessi modelli da parte dei concessionari. In questo modo è possibile verificare quante siano state le vendite effettive a cliente finale, scorporando dai dati le targhe attribuite ai dealer per gli esemplari dimostrativi e le km zero.
La graduatoria vede ai primi posti cinque modelli di FCA: Fiat Panda, 500L, Punto, Lancia Ypsilon e 500. Tutti questi modelli, tranne la 500 che perde un migliaio di pezzi rispetto al 2014, fanno registrare un incremento nelle vendite: la Panda addirittura segna un +22%. La prima straniera in graduatoria, al sesto posto, è la Renault Clio, seguita a un’incollatura dalla Volkswagen Golf e dalla Ford Fiesta. Questo terzetto è molto ravvicinato; più distante è invece la Volkswagen Polo.
Ma la vera novità del 2015 è la Fiat 500X, che conquista la decima piazza e, in prospettiva, si candida a salire rapidamente verso il podio del 2016. La crossoversuv di Fca ha occupato, come vedremo tra breve, posizioni ancora più importanti nelle graduatorie di vendita della clientela business. Per quanto riguarda le intestazioni ai concessionari, quasi tutti i modelli nella Top 15 sono caratterizzati da una quota importante di autoimmatricolazioni.
La vera novità, però, è che i modelli di Fca hanno fatto registrare un calo significativo (tranne la Lancia Ypsilon, che ne ha targati 1.412 esemplari in più, a causa del runout del modello anterestyling): la Panda, per esempio, ha ridotto il quantitativo di autoimmatricolazioni da 15.347 a 11.020; la Punto le ha praticamente dimezzate (da 8.239 a 4.154). In flessione anche le “demo”/km zero della Clio, mentre la Golf ne ha targate circa mille in più. Calo consistente, invece, per Nissan Qashqai: sono state meno della metà.
vendite-2016-sole24oreSe la classifica dei modelli più venduti dell’intero mercato presenta poche novità rispetto agli scorsi anni, il comparto delle flotte aziendali si è dimostrato, nel 2015, decisamente più innovativo. Nella ricerca Dataforce per Il Sole 24 Ore sono evidenziati i dieci modelli preferiti dalla clientela business: quelli scelti dalle aziende che comprano direttamente e quelli delle imprese che optano per il noleggio a lungo termine. Tutti i modelli nella Top 10 in proprietà hanno realizzato vendite in crescita (tranne la Fiat Punto). Ai vertici della graduatoria si sono piazzate la Fiat Panda, la 500L e la Volkswagen Golf, mentre la 500X ha soltanto sfiorato il podio. Da notare che in graduatoria è entrata anche la Jeep Renegade e che la sola Ford presente nella classifica è la Suv Kuga. Unica auto di classe elevata è l’Audi A6. Da sottolineare l’assenza di un modello che negli anni precedenti era sempre stato tra le protagoniste di questo comparto: l’Audi A4. La “media” di Ingolstadt è stata però un’assente giustificata: la nuova generazione è arrivata soltanto negli ultimi mesi dell’anno.
Nella classifica del noleggio, dopo le due prime posizioni che sono appannaggio di Panda e 500L (come nella Top 10 delle aziende che acquistano), il gradino più basso del podio è andato alla Peugeot 308, a testimonianza che la marca del leone sta gestendo con successo un’ottima strategia commerciale verso i noleggiatori e i clienti del long rent. Anche in questa graduatoria spunta in un’ottima posizione la Fiat 500X (settima assoluta), che sorpassa l’Alfa Romeo Giulietta e si avvicina alla Volkswagen Golf. In declino la Punto, in forte crescita la Nissan Qashqai (che triplica i volumi grazie al nuovo modello). Tra le auto in flessione, la Panda (14%, che però è in crescita negli acquisti diretti) e la 500.
Diamo infine uno sguardo al mercato delle “True fleets” nel suo complesso: nel 2015 questo comparto ha superato le 290mila immatricolazioni, ossia il volume più alto dal 2008, a conferma che, almeno per le aziende, la crisi è definitivamente alle spalle. Con una market share del 18%, il settore delle flotte aziendali si rivela sempre più quello dalle prospettive di crescita migliori. In termini di graduatoria delle marche preferite dalle aziende non ci sono variazioni rispetto al ranking 2014. Nell’ordine: Fiat, Volkswagen, Audi, Mercedes e BMW. Ma è nelle posizioni di rincalzo che la lotta si sta facendo serrata: Peugeot ha conquistato la sesta piazza con la sua crescita del 43,5%, soffiando la posizione a Ford, pur protagonista di un +34,7% di vendite rispetto all’anno precedente. Un altro risultato eccellente è quello messo a segno da Citroen che ha ottenuto un incremento delle immatricolazioni del 43,7%.
Salvatore Saladino
L’autore è Country manager Dataforce Italia

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Finalmente i privati tornano a comprare

Con una crescita del 24,4% ad aprile, il mercato dell’auto in Italia consolida il suo trend positivo, portando il saldo nei primi quattro mesi dell’anno al 13%. Una ripresa, già iniziata lo scorso anno, continuata nei primi mesi del 2015 in modo sempre più consistente, fino al risultato di aprile che, a prima vista, potrebbe sembrare eccezionalmente esaltante.
Come molte associazioni di categoria hanno sottolineato, il trend positivo è meno evidente nella realtà di quanto i numeri facciano sperare: nel quadrimestre le 40.000 targhe in più rispetto allo stesso periodo del 2014 sono sicuramente un exploit, ma il confronto è fatto con uno dei periodi più neri della storia del mercato dell’auto in Italia: lo scorso anno, infatti, si ebbe un volume delle immatricolazioni assai simile a quello della fine degli anni Settanta.
Cerchiamo quindi di vedere dentro i numeri, “spacchettandoli” in modo più efficace rispetto alla più semplificata suddivisione proposta dall’UNRAE (cioè privati, aziende e noleggio), con l’ausilio di Dataforce, la multinazionale con sede a Francoforte che fornisce all’industria automobilistica internazionale informazioni statistiche segmentate nel dettaglio.
Quali sono i canali di vendita che nel primo quadrimestre hanno fatto registrare le migliori performance? Come si può notare nella tabella, la crescita più accentuata in termini di volumi (quasi la metà delle vendite aggiuntive) è quella degli acquirenti privati, ovvero il “grande malato” del mercato negli ultimi anni. Le cosiddette “flotte vere”, cioè gli utenti business reali (aziende, ditte individuali, liberi professionisti e utilizzatori di noleggio a lungo termine) hanno fatto invece segnare un incremento molto più modesto rispetto a quello dell’intero mercato (che ha sfiorato il +17%): 17.319 auto nuove in più. Piuttosto vigorosa, infine, la crescita dei cosiddetti “canali speciali” (cioè il noleggio a breve termine e le auto-immatricolazioni dei dealer, delle case costruttrici nazionali e dei distributori delle marche estere): +27%.
Scendendo nel dettaglio di analisi sul mercato business, in ottima salute appare il comparto degli acquisti diretti delle imprese: +22,6%, mentre si conferma la crisi del rinnovo del parco circolante delle flotte pubbliche e degli utilizzatori professionali (taxi, autoscuole e noleggi con conducente), il cui calo delle immatricolazioni è di oltre 27 punti percentuali: un dato rimasto pressoché costante da inizio anno.
Tra i fruitori di long rent, netta la prevalenza dei fornitori di emanazione bancaria, il cui tasso di crescita si è attestato attorno al 26%, mentre gli operatori captive (cioè le società di noleggio a lungo termine che appartengono ai costruttori), hanno fatto registrare un saldo positivo delle immatricolazioni del 6,5%. Nel primo quadrimestre, le nuove targhe delle captive NLT hanno monopolizzato soltanto poco meno di una vendita su tre, mentre nell’aprile del 2014 il mercato dell’auto aziendale in affitto era equamente diviso a metà tra captive e i principali player di emanazione bancaria.
Nel noleggio a breve termine, che continua a crescere anche ad aprile, sebbene in modo meno accentuato rispetto ai primi mesi del 2015 (l’“effetto Expo” si è ormai attenuato), la parte del leone continuano a farla i player principali che operano in questo settore: Avis, Europcar, Hertz, Maggiore e Sixt, ossia le cosiddette “Big Five. Raddoppiate le immatricolazioni dei rent-a-car di dimensioni minori.
Ma c’è un altro settore del mercato che ha fatto registrare un importante aumento delle vendite: i costruttori (cioè le immatricolazioni dei manufacturers nazionali, ovvero il Gruppo FCA), che nei primi quattro mesi del 2015 hanno fatto lievitare le proprie nuove targhe del 160% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quello dei Costruttori è però un dato poco significativo nella misurazione della “temperatura” del mercato italiano dell’automobile (si tratta di immatricolazioni conseguenti il lancio di nuovi modelli, oppure di “demo” per le prove degli addetti ai lavori, oppure ancora di km zero da smaltire tramite stock locator).
Rimangono da analizzare altri due canali di vendita, per completare il quadro della mix delle vendite d’auto nel primo quadrimestre di quest’anno: gli importatori (cioè i costruttori stranieri che operano in Italia attraverso filiali dirette oppure mediante aziende italiane con contratto di rappresentanza) e le immatricolazioni dei dealer (che in molti casi sono automobili poi rivendute nel canale delle km zero, vedi box. Le nuove targhe degli importatori sono cresciute del 30%; invece i dealer hanno fatto registrare un arretramento significativo: -11%. Un dato che va esaminato con estrema attenzione: significa che i concessionari stanno puntando sulla redditività, cioè su vendite “vere”, che producono margini di profitto. In sostanza stanno cercando di evitare, ove è possibile, il gioco perverso delle targhe a ogni costo, che spesso si traduce in km zero, una fetta cospicua delle quali si dimostra pressoché invendibile e vanno quindi a gravare sui bilanci delle aziende. Ad aprile sono state 5.000 le auto in meno che, con tutta probabilità, non andranno a “inquinare” un mercato che, finalmente, inizia a dimostrarsi maturo, perché pare aver trovato la giusta ricetta per uscire dalle secche della crisi.

Quali km zero nel 2015?
Esaminando le auto-immatricolazioni dei concessionari nel primo quadrimestre del 2015, è possibile identificare con una buona approssimazione quali siano le km zero più targate nel periodo. La graduatoria che riportiamo in tabella identifica quali sono stati i modelli di automobili che nel corso di questo periodo sono state targate in maggior numero con intestazione diretta a un dealer appartenente alle organizzazioni di vendita ufficiali delle Case costruttrici (a confronto con il totale delle immatricolazioni di quel modello).
Ai primi cinque posti della graduatoria ci sono vetture di FCA: Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500, Punto e 500 L. Ma mentre per la Panda le immatricolazioni dei dealer rappresentano una quota inferiore al 10%, per l’utilitaria Lancia le demo e le km zero sono state una su cinque delle nuove targhe.  Per l’Alfa Romeo Mito, all’ottavo posto nella graduatoria dei modelli più “auto-immatricolati”, addirittura una su tre.
Tra le vetture di fabbricazione estera, la Nissan Micra risulta al primo posto delle auto-immatricolazioni, seguita dalla Toyota Yaris e dalla Smart ForTwo. Attenzione, però: non tutte le auto riportate in tabella si traducono con certezza in km zero. Alcune automobili sono le “demo” per le prove dei clienti che entrano in concessionaria. Come fare a distinguerle? La sicurezza assoluta non c’è, ma se un modello è di esordio recente, quasi sicuramente non sarà una km zero, bensì una “quota lancio” per il debutto sul mercato.
Salvatore Saladino

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Mercato business, la marcia indietro ha due velocità

Il mercato italiano vetture a Ottobre 2013, dopo la perdita a due cifre fatta segnare fino a tutto il primo semestre, è in recupero facendo segnare un -8,21%. Le immatricolazioni a privati, il 63,5% di tutto il mercato, sono perfettamente in linea con tale andamento, al contrario di quello che sta succedendo nel canale delle flotte “vere”, ovvero immatricolazioni in proprietà di tutte le partite iva, incluso noleggio a lungo termine, esclusi i canali speciali del noleggio a breve termine e delle autoimmatricolazioni di concessionarie e case automobilistiche. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, le flotte “vere” perdono il -14,04%. Dico quindi grazie alla politica fiscale suicida impostaci dai nostri illuminati governanti. I canali speciali, come purtroppo è facile prevedere, sono i best performer con un -2,50%, e rispecchiano lo sforzo di tutti i player automotive di “tenere quota” nonostante il pessimo andamento generale.
In questo senso, la vera novità del mese è l’unico segno più di tutto il mercato business (tralasciando le poco significative noleggio breve termine altro), le autoimmatricolazioni delle concessionarie: +0,67% sul cumulato con un “fantastico” + 39% ottobre 2013 su ottobre 2012! In pratica, aggiungendo anche le immatricolazioni uso noleggio delle concessionarie, quasi il 15% del risultato di ottobre è stato fatto dai dealer… “Bene” comunque anche costruttori e importatori che, sul cumulato, segnano rispettivamente -1,69% e -3,21%.
Facciamo notare anche il recupero delle immatricolazioni a società: il -1,13% sul mese è un buon segnale che sposta il calo sul cumulato sotto il 20%, più precisamente al -17,30%.
Visto il leggero recupero sul trend mercato Italia, anche il nostro forecast del mercato Passenger Cars per la chiusura del 2013 è stato aggiornato. Da un valore previsionale di 1.284.937 immatricolazioni siamo passati a superare il tetto del milione e 300 mila unità, esattamente 1.301.818. Stimiamo quindi un calo globale di 8 punti con il canale True Fleets che perderà il 12% mentre il breve termine e le autoimmatricolazioni di case e concessionarie scenderanno di 4 punti.
Veniamo adesso al nostro Dashboard del Noleggio a Lungo Termine, con i dati delle più importanti società del comparto. Vogliamo precisare che il dato splittato per società Top, Captive e Altre è consolidato al mese di riferimento, in questo caso ottobre. Invece il dato con le singole società visibili contiene un certo numero di immatricolazioni da riclassificare, sempre nei rispettivi comparti Top e Captive. Come esempio e per essere chiari, non risultano ancora sul tracciato PRA 11.758 documenti di immatricolazione delle società Top, ma quelle 11.758 immatricolazioni appartengono comunque al sottocanale Noleggio Lungo Termine Top. Il fatto che ci siano ancora immatricolazioni da riclassificare nel 2011 (193) e nel 2012 (172) significa semplicemente che al PRA questo dato non è mai pervenuto o non è mai stato aggiornato. Il Ministero ovviamente lo possiede ma non può comunicarlo se non nel rispetto del DPR.634/94, e noi siamo fuori da questo perimetro. Speriamo un giorno che qualcuno ai piani alti decida di modificare tale situazione dando finalmente trasparenza a questo canale per esempio come oggi avviene col leasing, in cui locatore e locatario sono entrambi visibili sul certificato di proprietà.
In ogni caso, i dati mostrano un nuovo rallentamento delle immatricolazioni a noleggio a lungo termine, settembre 2013 su 2012 era stato -6,90%, ottobre 2013 su 2012 -10,50% con le società Top che stavolta recuperano un po’ con un mese a -8% e le captive che rallentano segnando il -14,19%. Sul cumulato i valori si invertono: -16,70% per le Top sul cumulato e -7,68% per le Captive, sempre in linea o meglio rispetto all’andamento del mercato globale che sta a  -8,21%.
Per quanto riguarda le singole società, le uniche due che hanno recuperato quota di mercato rispetto allo scorso anno sono Leasys e Car Server, con i numeri della captive del costruttore nazionale in assoluto davanti a tutti. Non sono certamente le immatricolazioni il solo elemento che concorre alla valutazione di competitività e performance di queste società. Qui non è affatto detto che un aumento di immatricolazioni corrisponda ad un aumento di redditività, ribadisco quindi che i valori evidenziati sono uno dei parametri fondamentali di valutazione ma non l’unico.
Più interessante invece la policy di acquisto dei diversi modelli. Qui si vedono i rapporti di collaborazione con le diverse case, chi “spinge” più o meno, l’attitudine del noleggiatore sul prodotto premium piuttosto che generalista. Per motivi di spazio pubblichiamo soltanto la Top 10 per modello di tutto il noleggio a lungo termine e la Top 5 per modello sulle singole società, per ulteriori approfondimenti restiamo a disposizione.
Fiat Group ovviamente è un po’ dappertutto in queste classifiche. Focalizzandoci sulla Top 10 notiamo le ottime performance di Panda e Ypsilon, il grande successo della 500L, il crollo della Punto e della Giulietta. Sugli altri costruttori, ottime performance di BMW Serie 3 e Golf, solo all’inizio della sua scalata. Lascio a voi le considerazioni sulla Top 5 delle singole società, di spunti interessanti ne troverete sicuramente molti.
Salvatore Saladino

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