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Auto, Panda regina delle aziendali e Fca domina top ten

Sono del gruppo 8 vetture su 10, exploit Renegade e 500X

ROMA – La Fiat Panda continua a essere l’auto più amata dagli italiani, non solo dai privati ma anche da aziende e professionisti. Delle 150.028 unità immatricolate nel 2016 che le hanno fatto conquistare il primato assoluto, infatti, ben 50.703 sono state acquistate da imprese, professionisti e noleggiatori. Con otto modelli su dieci nella top ten, il gruppo Fca poi si conferma leader nel nostro Paese nel canale “business”, con una crescita particolarmente forte registrata per Fiat 500X e Jeep Renegade. L’exploit emerge dall’analisi effettuata da Dataforce Italia sui dati del Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI. L’inossidabile Pandino è leader di vendite con 21.462 targhe anche nella particolare sottocategoria delle “flotte vere”, che raggruppa le sole immatricolazioni alle società, ai noleggi a lungo termine (vetture utilizzate per lo più dalle imprese per dipendenti, dirigenti e usi interni), a professionisti ed enti. Andando per ordine, nel canale “business” dietro all’accoppiata formata dalla reginetta Panda (50.703, +0,52% sul 2015) e dalla monovolume 500L (36.903 unità, +10,36% sul 2015), il terzo posto va alla Fiat 500 (29.831 unità, +10,88%), il quarto alla Lancia Ypsilon (25.479, +25,06%), il quinto alla Fiat Punto (24.806, +23,18%) e il sesto al crossover Fiat 500X (18.149, +40,44%). Prima delle straniere è la Volkswagen Golf con 15.164 vetture che, a dispetto degli strascichi dello scandalo Dieselgate, ha chiuso il 2016 con una crescita del 16,92%. Secondo Dataforce Italia è proprio la Golf che interrompe il clamoroso filotto di Fca che all’ottavo posto piazza la Jeep Renegade (12.668, +55,68%) e al nono l’Alfa Romeo Giulietta (12.619, +11,97%). Chiude la top ten una francese, la Peugeot 308 con 12.111 targhe, in crescita di 8,46% sulle 11.116 del 2015.

Il risultato di FCA del canale business viene bissato al suo interno nella sottocategoria delle cosiddette “flotte vere”.

Una performance che conferma la fiducia verso le auto del gruppo da parte di aziende e professionisti che utilizzano la macchina per lavoro. Secondo Dataforce Italia, in questa particolare classifica il marchio Fiat ha piazzato quattro modelli nelle prime quattro posizioni. Si tratta della Fiat Panda con 21.462 unità, della 500L seconda con 11.884, della 500X terza con 11.380 e della 500, quarta a quota 9.420. Sempre per FCA, da segnalare il sesto posto della Jeep Renegade con 8.072 unità, a cavallo tra due classiche tedesche, da sempre amatissime da aziende e professionisti, la Volkswagen Golf con 8.196 e l’Audi A4 con 7.864. In conclusione, ottavo posto per la Volkswagen Passat (7.393), nono per la Peugeot 308 (7.360) e decimo per la Smart ForTwo (6.889).

Riguardo ai dati emersi, Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha commentato: “è singolare notare che molte delle auto preferite dagli italiani lo scorso anno hanno fatto registrare incrementi allineati o inferiori alla media del mercato (+15,8%). Con due eccezioni: le “cugine” Fiat 500X e Jeep Renegade, che hanno invece spiccato il volo, con tassi di crescita superiori al 50%. Il loro gradimento è assolutamente trasversale sul canale retail e su quello business, con un rapporto di vendite perfettamente identico tra i due modelli: 35% clienti aziendali e 65% utenti privati”.

In Europa le flotte aziendali crescono del 10%

Salvatore Saladino

Il mercato europeo delle flotte cresce a doppia cifra: +10% nel primo quadrimestre, con l’Italia che mostra una vitalità superiore a tutti gli altri Paesi automobilisticamente rilevanti. Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito hanno fatto registrare nei primi quattro mesi dell’anno un volume delle vendite aziendali superiore a quello dell’ultimo anno pre-crisi, il 2008.

Sono queste le risultanze principali della ricerca realizzata per Il Sole 24 Ore da Dataforce, la società internazionale di analisi sul mercato dell’auto con sede a Francoforte. Particolarmente evidente l’incremento sul mercato italiano, dove le flotte vere (cioè le immatricolazioni aziendali dirette delle aziende, compresi i contratti di leasing a Partita Iva, le vendite ai noleggi a lungo termine e quelle agli utilizzatori professionali) hanno fatto registrare un volume incrementale di vendite di 13,7 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Molto significativo il risultato di aprile: +22,4%, miglior risultato di sempre per il mercato aziendale italiano. Tutti i primi 10 brand nella graduatoria dei volumi hanno incrementato le immatricolazioni (tranne Peugeot -7% e Smart -1,4%), con Ford, che occupa la quinta posizione, che ha fatto segnare un incremento del 47%. Meglio ancora ha fatto Toyota, che ha quasi raddoppiato le immatricolazioni aziendali rispetto al primo quadrimestre 2015. Eccellente aumento delle vendite anche da parte di Audi (+27,3%), di Mercedes (+20,9%) e di Bmw (+20,2%), a indicare che il mercato italiano business guarda con sempre maggiore favore ai brand premium. Da sottolineare che i primi 10 marchi in graduatoria (Fiat, Volkswagen, Audi, Mercedes, Ford, Bmw, Renault, Peugeot, Toyota e Smart) rappresentano insieme il 72% del totale delle immatricolazioni aziendali. Un mercato, dunque, concentrato su pochi marchi preferiti e su tipologie di modello ben precise: crossover, Suv e station wagon, con i primi che occupano posizioni di rilievo nella classifica per modello (la Fiat 500X è quarta assoluta e la “cugina” Jeep Renegade ottava).

Anche in Francia il mercato dell’automobile aziendale appare in ottima salute: aprile è stato il nono mese consecutivo con saldo positivo: nel 2016 il bilancio parla di una crescita del 13,3%, ovvero più del doppio rispetto all’incremento del mercato retail (+5,2%). Quello transalpino è, come ben noto, un mercato fortemente orientato sul prodotto nazionale, con la graduatoria delle marche preferite che vede al primo posto Renault, seguita da Peugeot e da Citroen, mentre nella top ten dei modelli compare soltanto una straniera: la Volkswagen Golf (al nono posto). Ottima la crescita di Bmw (quinta assoluta), che cresce del 52,5% grazie soprattutto al successo tra le flotte della nuova generazione della X1 e della Serie 2 Active Tourer/Grand Tourer. Da sottolineare il successo anche di Kia, che quest’anno ha raggiunto la più alta quota percentuale di sempre nel mercato True fleets.

In Germania l’incremento delle vendite è importante, ma meno vistoso rispetto a quello degli altri Paesi Top 5: +8,3%. Il miglioramento però è nettamente superiore a quello del mercato dei privati. Anche in Germania, ovviamente, la graduatoria delle vendite business è appannaggio dei costruttori nazionali: ai primi cinque posti si sono piazzate rispettivamente Volkswagen, Audi, BMW, Mercedes e Ford. Ma la sesta piazza è andata per la prima volta a Skoda, che si è avvantaggiata del grande successo della Skoda Octavia (+25,5%) e della Superb (+110%). Quest’ultima ha raggiunto il suo massimo storico di vendite in Germania. Il modello che però ha fatto segnare il maggior incremento di volumi di vendita è stata la nuova Audi A4, che ad aprile è balzata al terzo posto assoluto delle vendite business, dietro a Golf e Passat.

Con una crescita di volumi nel primo quadrimestre di oltre 13 punti percentuali, anche il più piccolo dei 5 big d’Europa, la Spagna, appare in eccellente stato di forma nel mercato delle True Fleets. Un risultato positivo per quasi tutti i costruttori: 15 su 20 hanno fatto segnare un saldo positivo. Volkswagen è la marca preferita dalle flotte aziendali, con una market share del 9,2%, seguita a un’incollatura da Renault (9%) e poi Peugeot e Seat. Le posizioni di rincalzo vedono una serrata battaglia tra Bmw e Mercedes. Anche in Spagna Suv e Crossover costituiscono le tipologie di carrozzeria in grande crescita, ma il fenomeno del 2016 è il ritorno alla crescita delle auto di fascia piccola, con la Renault Clio al vertice, inseguita da Seat Ibiza e Peugeot 208.

Il mercato inglese, invece, pur essendo in crescita, è quello che ha dimostrato nei primi quattro mesi del 2016 la minore vitalità (ma viene da anni di crescita fortie al contrario degli altri paesi europei): +5,5%, ma il segnale positivo è che l’incremento si sta facendo via via più sostanzioso col passare dei mesi: +4,8% a gennaio, +6,5% a febbraio e a marzo, +8,4% ad aprile. La graduatoria delle marche vede al primo posto Vauxhall (il marchio per il mercato britannico di Opel), seguita da Ford, Volkswagen e Nissan. Da segnalare Land Rover (quindicesima tra le marche), che ha raggiunto una quota di mercato mai sfiorata finora.
L’autore è country manager di Dataforce Italia

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Analisi mercato aprile 2016 – Mission Fleet

Nei primi quattro mesi del 2016 il mercato dell’automobile continua a dare segni di grande vitalità che, rivolgendo indietro lo sguardo soltanto a un paio d’anni fa, sembravano impossibili. A beneficiare del segno più sono tutti i comparti, con quello dei privati che fa registrare il risultato migliore.
Da gennaio ad aprile, infatti, il mercato ha consolidato 700.000 nuove targhe, con una crescita del 18,48%. In pratica si sono vendute quasi 110.000 auto nuove in più. Il comparto dei privati è aumentato del 25,6%, le “True Fleets”, vale a dire le immatricolazioni aziendali delle imprese che acquistano direttamente, degli utilizzatori professionali come i taxisti, i noleggiatori con conducente e le autoscuole, e quelle dei noleggiatori a lungo termine, sono cresciute del 13,47%, mentre gli “Special Channels” (noleggi a breve termine, concessionarie, case costruttrici e importatori) hanno fatto segnare un incremento meno significativo: +3,62%.
Le cifre utilizzate sono a cura di Dataforce, una società di analisi di mercato che opera a livello internazionale, fornendo all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e i vari canali di vendita. L’obiettivo di Dataforce è rispondere alle esigenze del management strategico e operativo della filiera Automotive con supporti di business intelligence dando la massima trasparenza a questo mercato.
Il mercato è tornato a correre, dunque. Con soddisfazione per tutti: i clienti finali, che si avvantaggiano delle campagne promozionali mai così aggressive come in questo periodo, i dealer, che sono tornati a vedere il segno “più” nei loro bilanci, grazie all’incremento dei volumi, i costruttori, che vedono scendere gli stock in giacenza, e pure gli intermediari finanziari che, finalmente, hanno riaperto le linee di credito sia alle aziende sia ai privati.
Particolarmente positiva, dopo ben otto anni di recessione, è la situazione delle reti di vendita (decimate del 40% rispetto al 2009): Filippo Pavan Bernacchi, il Presidente di Federauto, l’associazione che riunisce i dealer ufficiali in Italia, durante l’assemblea annuale in occasione del Dealer Day di Verona il 18 maggio scorso, ha dichiarato: “il fatturato medio di un concessionario si è alzato da 17 a 25 milioni di euro e quest’anno torniamo a un utile medio ante-imposte dell’1%”.
Il Governo, pur non intervenendo in maniera mirata sul comparto Automotive, ha indirettamente dato una mano al settore con la Legge di Stabilità 2016 che introduce il super-ammortamento del 40% per i beni strumentali: una vera boccata d’ossigeno per le aziende che, grazie alla maggiore deducibilità, sono tornate a comprare (anche) vetture e veicoli commerciali. Si potrebbe obiettare che questo provvedimento ha maggiormente favorito chi acquista e meno chi noleggia (perché il super-ammortamento vale soltanto per la parte finanziaria dell’acquisto e non sulla quota parte dei servizi), ma tant’è: il mercato ha comunque reagito positivamente e la formula del noleggio a lungo termine sta continuando a dimostrare la sua grande appetibilità, a giudicare dai numeri delle immatricolazioni.
Tornando appunto alle cifre del primo quadrimestre, le “flotte vere” hanno beneficiato di un incremento delle immatricolazioni del 23,54% negli acquisti diretti, e del 13,07% tra i clienti che hanno scelto come fornitore di noleggio una delle aziende primarie (nelle tabelle Dataforce sono indicate come Noleggio a lungo Termine Top: ALD Automotive, Arval, Athlon, Locauto, CarServer, LeasePlan e Sifà). Più contenuto l’incremento delle immatricolazioni delle società di noleggio Captive (cioè controllate da costruttori automobilistici): +3,92%. Ma il segnale per queste ultime è confortante se si guarda il solo mese di aprile: + 42%.
A un terzo del cammino del 2016, è il momento di esprimere un forecast: secondo Dataforce, la chiusura dell’anno potrebbe portare a 1,79 milioni di immatricolazioni, con un incremento dell’11,2% rispetto al 2015. Secondo gli analisti, dunque, la seconda parte dell’anno potrebbe essere di crescita, ma meno vigorosa. Con un sostanziale equilibrio dell’incremento per privati (+12,5% nei 12 mesi) e per True Fleets (+12,2%). Gli Special Channels, invece, dovrebbero fermarsi a un più magro +5,9%.
Il comparto dei privati, quindi, dovrebbe risalire a una quota di mercato del 64,3%, mentre le flotte vere dovrebbero attestarsi al 18,2%. Auto-immatricolazioni di case e concessionari, più noleggi a breve termine, dovrebbero raggiungere una quota del 17,5%.
Ma quali sono i modelli preferiti dai clienti aziendali? La graduatoria Top 10 del noleggio a lungo termine vede 4 modelli Fiat al comando: Panda, 500, 500 L e 500 X, seguiti da Peugeot 308, Volkswagen Golf e Passat, Nissan Qashqai, Ford Focus e Audi A4. Pole position della Panda a parte, la graduatoria dei dieci modelli preferiti dalle aziende che acquistano direttamente senza l’intermediazione di un noleggiatore è un po’ diversa: al secondo posto nei primi 4 mesi del 2016 c’è la Volkswagen Golf, seguita sul gradino più basso del podio dalla Fiat 500X; a ridosso la 500 L e la gemella “americana” della 500X: la Jeep Renegade. Tutte tedesche (tranne una) le posizioni di rincalzo: Smart ForTwo, Audi A4, Audi A6, Renault Clio e Audi Q3.

Cruscotto marzo 2016 – Mission Fleet

Malgrado un leggero rallentamento, il primo trimestre 2016 del mercato italiano delle vendite auto si chiude con un ottimo più 20,75% di crescita. Sono stati targati 357.120 veicoli: 528.612 vetture e 38.424 veicoli commerciali leggeri secondo i dati Dataforce. Nel primo quarto dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con 333.844 unità hanno fatto segnare un incremento del 29,51%. Bene anche le immatricolazioni dirette delle aziende a più 37,66% (23.279 nuove targhe), mentre sono in flessione del 2,84% le immatricolazioni in leasing. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine crescono invece nel trimestre dell’11,77%, a quota 58.051 unità, mentre il noleggio a lungo termine ha fatto registrare un meno eclatante più 5,41%. Riprende invece a crescere il dato delle nuove targhe delle concessionarie: 35.721. Sono le demo per i test drive dei clienti e le km zero. Ci fa piacere invece vedere che le targhe delle case costruttici sono calate sensibilmente del meno 24,12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, exploit delle vendite ai privati con un più 203,99%, anche se si tratta di piccoli numeri (1.645 unità), ottima accelerazione delle immatricolazioni aziendali (+32,63%) e dato negativo del leasing (-13,07%). Bene invece il comparto del renting: +22,91% il lungo termine, +23,66% il noleggio a breve.
Per quanto riguarda il nostro forecast del mercato Passenger Cars per l’anno 2016, siamo decisamente più ottimisti rispetto a quanto dichiarato nella previsione di Unrae e, grazie ai brillanti risultati di febbraio, e ai buoni risultati di marzo, abbiamo corretto il tiro al rialzo: 1.782.000. Per i privati prevediamo un livello di immatricolazioni pari a 1.153.000 unità (+30.000 rispetto alla precedente previsione pubblicata su Mission Fleet), per le flotte aziendali quasi 325.000 nuove targhe (con una crescita di volumi, rispetto al 2015, di oltre il 10%) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) oltre le 305 mila unità.
Veniamo ora alla Top 5 per canale di mercato, precisando che “True Fleets” sono: società ed enti, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine. Nelle flotte “vere” le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500), mentre in quello dei veicoli commerciali i modelli Fiat e Iveco fanno l’en plein, con una graduatoria così formulata: Ducato, Fiat Doblò, Fiorino, Iveco Daily e Panda.
Diamo infine la classifica dei 3 modelli più immatricolati sempre nel canale “True Fleets” divisa per segmento veicolo, una sorta di policy di acquisto divisa per fascia di modelli. Panda, 500 e Smart ForTwo sono leader nel segmento Mini. Nel segmento Small, la Renault Clio ha raggiunto la prima posizione seguita dalla Ford Fiesta e dalla Toyota Yaris . Nel segmento delle Compatte la Golf è sempre la leader, davanti alla Peugeot 308 e alla Ford Focus. Tra le medie, Volkswagen Passat precede Audi A4 e BMW Serie 3. Tra le berline di lusso, ottimo l’andamento della Ghibli che sale sul gradino più basso del podio, sotto A6 e BMW serie 5, mentre fra le SUV la Fiat 500 X mantiene il vertice della graduatoria, seguita dalla Jeep Renegade e dalla Nissan Qashqai.

Cruscotto febbraio 2016 – Mission Fleet

Nei primi due mesi del 2016 il mercato italiano ha fatto registrare un saldo positivo di oltre 22 punti percentuali, considerando le vendite complessive di automobili e veicoli commerciali leggeri fino a 3,5 tonnellate. Sono stati targati 357.120 veicoli: 333.730 vetture e 23.390 commerciali leggeri.
Le cifre utilizzate sono a cura di Dataforce, una società di analisi di mercato che opera a livello internazionale, fornendo all’industria automobilistica informazioni ad alto contenuto qualitativo concernenti le flotte e i vari canali di vendita. L’obiettivo è rispondere alle esigenze del management strategico e operativo della filiera automotive con supporti di business intelligence dando la massima trasparenza a questo mercato.
A gennaio e febbraio, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con 213.779 unità hanno fatto segnare un incremento del 31,2%. Risultato ancora più positivo per le immatricolazioni dirette delle aziende: +46,7% (15.216 nuove targhe). In flessione del 6,4% le immatricolazioni in leasing. Consistente aumento delle vendite di auto ai noleggi a breve termine: +25,4%, mentre il noleggio a lungo termine ha fatto registrare un meno eclatante +6,4%. Identico ai primi due mesi del 2015 il dato delle nuove targhe delle concessionarie: 22.000. Sono le demo per i test drive dei clienti e le km zero. Ci fa piacere invece vedere che le targhe delle case costruttici sono quasi dimezzate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, exploit delle vendite ai privati (ma si tratta di piccoli numeri (1.140 unità), forte accelerazione delle immatricolazioni aziendali (+31,2%) e dato negativo del leasing (-22,7%). Bene invece il comparto del renting: +17,7% il lungo termine, +25,6% il noleggio a breve.
Per quanto riguarda il nostro forecast del mercato Passenger Cars per l’anno 2016, siamo decisamente più ottimisti rispetto a quanto dichiarato nella previsione di Unrae (che ipotizza 1.680.000 nuove targhe per quest’anno) e, alla luce del brillante risultato di febbraio, abbiamo corretto il tiro al rialzo: 1.770.000. Per i privati prevediamo un livello di immatricolazioni pari a 1.150.000 unità (+30.000 rispetto alla precedente previsione pubblicata su Mission Fleet), per le flotte aziendali 325.000 nuove targhe (con una crescita di volumi, rispetto al 2015, di oltre il 10%) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) 295.000 unità.
Veniamo ora alla Top 5 per canale di mercato, precisando che “True Fleets” sono: società ed enti, utilizzatori professionali e noleggio a lungo termine. Nelle flotte “vere” le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500), mentre in quello dei veicoli commerciali i modelli Fiat e Iveco fanno l’en plein, con una graduatoria così formulata: Fiat Doblò, Ducato, Fiorino, Iveco Daily e Panda.
Diamo infine la classifica dei 3 modelli più immatricolati sempre nel canale “True Fleets” divisa per segmento veicolo, una sorta di policy di acquisto divisa per fascia di modelli. Panda, 500 e Smart ForTwo sono leader nel segmento Mini. Nel segmento Small, la Renault Clio ha raggiunto la prima posizione seguita dalla Toyota Yaris e dalla Ford Fiesta. Nel segmento delle Compatte la Golf è sempre la leader, davanti alla Peugeot 308 e all’Audi A3. Tra le medie, Volkswagen Passat precede Audi A4 e BMW Serie 3, mentre fra le SUV la Fiat 500 X mantiene il vertice della graduatoria, seguita dalla Jeep Renegade e dalla Nissan Qashqai.

Finalmente i privati tornano a comprare

Con una crescita del 24,4% ad aprile, il mercato dell’auto in Italia consolida il suo trend positivo, portando il saldo nei primi quattro mesi dell’anno al 13%. Una ripresa, già iniziata lo scorso anno, continuata nei primi mesi del 2015 in modo sempre più consistente, fino al risultato di aprile che, a prima vista, potrebbe sembrare eccezionalmente esaltante.
Come molte associazioni di categoria hanno sottolineato, il trend positivo è meno evidente nella realtà di quanto i numeri facciano sperare: nel quadrimestre le 40.000 targhe in più rispetto allo stesso periodo del 2014 sono sicuramente un exploit, ma il confronto è fatto con uno dei periodi più neri della storia del mercato dell’auto in Italia: lo scorso anno, infatti, si ebbe un volume delle immatricolazioni assai simile a quello della fine degli anni Settanta.
Cerchiamo quindi di vedere dentro i numeri, “spacchettandoli” in modo più efficace rispetto alla più semplificata suddivisione proposta dall’UNRAE (cioè privati, aziende e noleggio), con l’ausilio di Dataforce, la multinazionale con sede a Francoforte che fornisce all’industria automobilistica internazionale informazioni statistiche segmentate nel dettaglio.
Quali sono i canali di vendita che nel primo quadrimestre hanno fatto registrare le migliori performance? Come si può notare nella tabella, la crescita più accentuata in termini di volumi (quasi la metà delle vendite aggiuntive) è quella degli acquirenti privati, ovvero il “grande malato” del mercato negli ultimi anni. Le cosiddette “flotte vere”, cioè gli utenti business reali (aziende, ditte individuali, liberi professionisti e utilizzatori di noleggio a lungo termine) hanno fatto invece segnare un incremento molto più modesto rispetto a quello dell’intero mercato (che ha sfiorato il +17%): 17.319 auto nuove in più. Piuttosto vigorosa, infine, la crescita dei cosiddetti “canali speciali” (cioè il noleggio a breve termine e le auto-immatricolazioni dei dealer, delle case costruttrici nazionali e dei distributori delle marche estere): +27%.
Scendendo nel dettaglio di analisi sul mercato business, in ottima salute appare il comparto degli acquisti diretti delle imprese: +22,6%, mentre si conferma la crisi del rinnovo del parco circolante delle flotte pubbliche e degli utilizzatori professionali (taxi, autoscuole e noleggi con conducente), il cui calo delle immatricolazioni è di oltre 27 punti percentuali: un dato rimasto pressoché costante da inizio anno.
Tra i fruitori di long rent, netta la prevalenza dei fornitori di emanazione bancaria, il cui tasso di crescita si è attestato attorno al 26%, mentre gli operatori captive (cioè le società di noleggio a lungo termine che appartengono ai costruttori), hanno fatto registrare un saldo positivo delle immatricolazioni del 6,5%. Nel primo quadrimestre, le nuove targhe delle captive NLT hanno monopolizzato soltanto poco meno di una vendita su tre, mentre nell’aprile del 2014 il mercato dell’auto aziendale in affitto era equamente diviso a metà tra captive e i principali player di emanazione bancaria.
Nel noleggio a breve termine, che continua a crescere anche ad aprile, sebbene in modo meno accentuato rispetto ai primi mesi del 2015 (l’“effetto Expo” si è ormai attenuato), la parte del leone continuano a farla i player principali che operano in questo settore: Avis, Europcar, Hertz, Maggiore e Sixt, ossia le cosiddette “Big Five. Raddoppiate le immatricolazioni dei rent-a-car di dimensioni minori.
Ma c’è un altro settore del mercato che ha fatto registrare un importante aumento delle vendite: i costruttori (cioè le immatricolazioni dei manufacturers nazionali, ovvero il Gruppo FCA), che nei primi quattro mesi del 2015 hanno fatto lievitare le proprie nuove targhe del 160% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quello dei Costruttori è però un dato poco significativo nella misurazione della “temperatura” del mercato italiano dell’automobile (si tratta di immatricolazioni conseguenti il lancio di nuovi modelli, oppure di “demo” per le prove degli addetti ai lavori, oppure ancora di km zero da smaltire tramite stock locator).
Rimangono da analizzare altri due canali di vendita, per completare il quadro della mix delle vendite d’auto nel primo quadrimestre di quest’anno: gli importatori (cioè i costruttori stranieri che operano in Italia attraverso filiali dirette oppure mediante aziende italiane con contratto di rappresentanza) e le immatricolazioni dei dealer (che in molti casi sono automobili poi rivendute nel canale delle km zero, vedi box. Le nuove targhe degli importatori sono cresciute del 30%; invece i dealer hanno fatto registrare un arretramento significativo: -11%. Un dato che va esaminato con estrema attenzione: significa che i concessionari stanno puntando sulla redditività, cioè su vendite “vere”, che producono margini di profitto. In sostanza stanno cercando di evitare, ove è possibile, il gioco perverso delle targhe a ogni costo, che spesso si traduce in km zero, una fetta cospicua delle quali si dimostra pressoché invendibile e vanno quindi a gravare sui bilanci delle aziende. Ad aprile sono state 5.000 le auto in meno che, con tutta probabilità, non andranno a “inquinare” un mercato che, finalmente, inizia a dimostrarsi maturo, perché pare aver trovato la giusta ricetta per uscire dalle secche della crisi.

Quali km zero nel 2015?
Esaminando le auto-immatricolazioni dei concessionari nel primo quadrimestre del 2015, è possibile identificare con una buona approssimazione quali siano le km zero più targate nel periodo. La graduatoria che riportiamo in tabella identifica quali sono stati i modelli di automobili che nel corso di questo periodo sono state targate in maggior numero con intestazione diretta a un dealer appartenente alle organizzazioni di vendita ufficiali delle Case costruttrici (a confronto con il totale delle immatricolazioni di quel modello).
Ai primi cinque posti della graduatoria ci sono vetture di FCA: Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Fiat 500, Punto e 500 L. Ma mentre per la Panda le immatricolazioni dei dealer rappresentano una quota inferiore al 10%, per l’utilitaria Lancia le demo e le km zero sono state una su cinque delle nuove targhe.  Per l’Alfa Romeo Mito, all’ottavo posto nella graduatoria dei modelli più “auto-immatricolati”, addirittura una su tre.
Tra le vetture di fabbricazione estera, la Nissan Micra risulta al primo posto delle auto-immatricolazioni, seguita dalla Toyota Yaris e dalla Smart ForTwo. Attenzione, però: non tutte le auto riportate in tabella si traducono con certezza in km zero. Alcune automobili sono le “demo” per le prove dei clienti che entrano in concessionaria. Come fare a distinguerle? La sicurezza assoluta non c’è, ma se un modello è di esordio recente, quasi sicuramente non sarà una km zero, bensì una “quota lancio” per il debutto sul mercato.
Salvatore Saladino

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