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Comunicato Stampa Dataforce – Mercato Auto e Veicoli Commerciali – Maggio 2017

A maggio immatricolazioni auto in crescita dell’8,1% (con le km0)

Nel quinto mese del 2017 sono state immatricolate 204.052 vetture e 15.081 veicoli commerciali leggeri. Rispetto a maggio 2016 le vendite sono cresciute dell’8,1% per le Passenger Cars e del 4,79% per i Light Commercial Vehicles fino a 3,5 tonnellate. Il saldo dei primi 5 mesi del 2017 è allineato al risultato di maggio: +8,04 per le vetture e +3,67% per i mezzi da lavoro.

Roma, 1 giugno 2017 – Il confronto dei giorni lavorativi del 2017 e del 2016 dà un risultato identico, ventidue per entrambi gli anni: quindi il confronto dei dati di vendita è equilibrato, a differenza dell’aprile scorso che aveva portato a due giornate lavorative in meno rispetto al 2016. L’analisi dei canali di vendita illustra un sostanziale pareggio delle immatricolazioni ai privati (+0,78%), un incremento doppio delle vendite nel noleggio a lungo termine rispetto alla media del mercato (+15,63%), una flessione delle immatricolazioni per i rent-a-car (-9,16%), ma soprattutto un fortissimo incremento delle auto-immatricolazioni. Le “demo” e le “km zero” dei concessionari sono infatti cresciute a maggio di quasi 35 punti percentuali, mentre quelle dei Costruttori nazionali e degli Importatori addirittura del 153%. Le auto-immatricolazioni delle Case, quasi 15.000 unità rispetto alle 6.000 scarse del maggio 2016, hanno dunque rappresentato una fetta cospicua delle 15.300 auto nuove vendute in più a maggio 2017 rispetto allo stesso mese del 2016. A confermare il fatto che il mercato di maggio sia stato “dopato” dalle auto-immatricolazioni, basta osservare i dati del volume delle targhe negli ultimi tre giorni lavorativi del mese: quasi il 40% del totale delle immatricolazioni di maggio.

Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, come detto in precedenza, è in crescita dopo il risultato negativo di aprile. Ma mostra un andamento molto differenziato tra i canali: in crescita esponenziale le vendite ai privati (inesistenti nel maggio del 2016), in flessione accentuata negli acquisti diretti delle aziende (-36%), in forte salita le immatricolazioni dei noleggi a lungo termine (+33%), in calo quelle dei noleggi a breve termine (-8,7%) e, come per le Passenger Cars, il ricorso alle km zero è stato massiccio sia da parte dei Dealer sia da parte delle Case costruttrici.

Tornando alle Passenger Cars, l’analisi per marca presenta una situazione positiva per molti Costruttori. In particolare evidenza a maggio Citroen (+42,2%), Dacia (+35,6%) e Alfa Romeo (+32,2%). Crescita comunque a cavallo della doppia cifra per i primi tre marchi: Fiat (+10,1%), Volkswagen (+7,3%) e Ford (+9,39%). In flessione del 3,15% Renault, che comunque conserva la terza posizione. Il gradino più basso del podio, però, se lo riprende la Ford nel cumulato dei primi cinque mesi.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato i numeri del mercato dell’auto in Italia a maggio: “Dopo il rallentamento di aprile, dovuto principalmente ai due giorni lavorativi in meno, la situazione di maggio appare decisamente migliore, ma non si deve dimenticare che una gran parte delle vendite incrementali è dovuta alle auto-immatricolazioni di case e concessionarie. Le vendite aggiuntive vere sono di circa 2.000 unità per le vetture che diventano 2.200 se aggiungiamo i veicoli commerciali”.

Chiudiamo la nostra analisi sul mese di Maggio mostrandovi quanto hanno contribuito gli ultimi tre giorni del mese al risultato finale del mercato vetture + veicoli commerciali leggeri. Su una media di mercato del 39,52%, Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Jeep stanno tutte spingendo di più, rispettivamente con il 53%, 58%, 51% e 49%. La tabella è costruita con lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che raggiungono l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20% del mercato. La Top 3 dei virtuosi di questo mese vede Suzuki al primo posto con il 18%, Dacia al secondo con il 21% e Smart al terzo con il 26%.

Per ulteriori dettagli si invitano i lettori a consultare le statistiche disponibili nella colonna a destra della pagina.


In caso di pubblicazione, per cortesia citare sempre la fonte Dataforce.


Contatti:

Salvatore Saladino

Country Manager Dataforce Italia

salvatore.saladino@dataforce.it

Comunicato Stampa Dataforce – Mercato Auto e Veicoli Commerciali – Aprile 2017

Ad aprile immatricolazioni auto giù del 4%

 Nel quarto mese del 2017 sono state immatricolate 160.545 vetture e 11.837 veicoli commerciali leggeri. Rispetto ad aprile 2016 le vendite sono calate del 3,83% per le Passenger Cars e del 13,72% tra i Light Commercial Vehicles fino a 3,5 tonnellate. Il saldo del quadrimestre, però, rimane comunque positivo, con una crescita del comparto vetture dell’8,70% e di quello dei commerciali del 2,20%.

Roma, 2 maggio 2017 – Occorre sottolineare che il confronto tra l’aprile di quest’anno e quello del 2016 risulta poco omogeneo, poiché nel 2017, a causa della festività pasquale, si sono avute due giornate lavorative in meno rispetto all’anno scorso (nel 2016 la Pasqua cadeva di marzo). Ma l’analisi nel dettaglio dei numeri dello scorso mese indica che un campanello d’allarme sta effettivamente suonando nel comparto automotive. Ad aprile la contrazione delle immatricolazioni a clienti privati è stata molto maggiore rispetto alla media del mercato: meno 16%, mentre quella delle vendite aziendali dirette ha superato il meno 17%. Più contenuta la perdita del noleggio a lungo termine: -2%. A ridurre il saldo negativo di aprile sono stati i cosiddetti “Special Channels”, ovvero quelle vendite che non possono essere considerate come destinate a clienti finali effettivi: i noleggi a breve termine (+20%), le auto-immatricolazioni delle concessionarie (+69%) e quelle realizzate dai costruttori/importatori (+26%).

Complessivamente i volumi incrementali del RAC e delle auto-immatricolazioni di aprile sono stati di oltre 12.000 unità: senza questa “scialuppa di salvataggio” il consuntivo mensile del mercato dell’auto sarebbe stato decisamente peggiore. Ad aprile le immatricolazioni dei noleggi a breve termine e le auto-immatricolazioni (ossia “demo” e km zero) hanno rappresentato il 28% del totale delle nuove targhe.

Il mercato dei veicoli commerciali leggeri, fatte le debite proporzioni, ha raggiunto ad aprile risultati ancora più negativi, ma con un andamento dei canali similare a quello delle Passenger Cars: le vendite dirette sono scese di 46 punti percentuali, il noleggio a lungo termine di quasi il 9%, mentre sono cresciuti i RAC (+30%) e le auto-immatricolazioni dei dealer (+95%). Il saldo del primo quadrimestre si mantiene positivo del 2,20%.

Tornando alle Passenger Cars, l’analisi per marca presenta una situazione negativa per molti costruttori. A crescere ad aprile sono soltanto Renault (+13,85%), che conquista la seconda posizione in Market Share dopo Fiat, Citroen (+5,86%), BMW (+4,90%), Dacia (+9,55%), Alfa Romeo (+47,34%), Suzuki (+26,78%) e Skoda (+9,40%).

Il mercato per gruppi sul mese di aprile vede solo Gruppo Renault a crescere, con un ottimo 12,58% mentre, sul cumulato, crescono tutti tranne Daimler, con un meno 3,97%.

Lato veicoli commerciali, segnaliamo le performance di Citroen (+12,27%), Toyota (+83,5%), Kia (+96%) e Seat (+41,67%), ma Fiat perde 21 punti e Iveco 29 punti.

Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha così commentato i numeri del mercato dell’auto in Italia ad aprile: “Il basso tasso di crescita fatto registrare a marzo dalle vendite dei privati si è trasformato ad aprile in una contrazione pesante del 16%, che non si giustifica soltanto con la mancanza di due giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2016. Anche il comparto business mostra un certo rallentamento, soprattutto negli acquisti diretti; per fortuna il noleggio a lungo termine mostra di tenere meglio la rotta, nonostante non possa compensare le perdite degli altri canali”.

Chiudiamo la nostra analisi sul mese di Aprile mostrandovi quanto hanno contribuito gli ultimi tre giorni del mese al risultato finale del mercato vetture + veicoli commerciali leggeri: quasi il 50%. Fiat, Lancia, Alfa Romeo tutte sopra la media di mercato, rispettivamente con il 59%, 71%, 64%. La tabella è costruita con lo schema 80/20, ovvero mostra i marchi che raggiungono l’80% del mercato e raggruppa sotto la voce “Altro” il restante 20% del mercato. La Top 3 dei virtuosi di questo mese vede KIA al primo posto con il 25%, Suzuki al secondo con il 28% e Dacia al terzo con il 29%.

Per ulteriori dettagli si invitano i lettori a consultare le statistiche disponibili nella colonna a destra della pagina.


In caso di pubblicazione, per cortesia citare sempre la fonte Dataforce.


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Italia prima tra i big europei per i «privati»

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Il confronto fra i primi cinque Paesi del Vecchio continente

Analizzando il mercato dei primi due mesi del 2017 in Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna, ossia le nazioni automobilisticamente più rilevanti del Vecchio continente, si può notare che le immatricolazioni sono cresciute del 5,11 per cento.
Ma i tre canali non viaggiano alla stessa velocità: se gli acquisti dei privati sono cresciuti in linea con l’intero mercato (+4,86%), il canale True Fleets (cioè le vendite dirette alle aziende assommate ai noleggi a lungo termine) ha fatto segnare un incremento soltanto dell’1,86%, con Italia e Spagna in forte crescita (rispettivamente del 7,89% e del 13,31%), la Gran Bretagna e la Germania stabili (rispettivamente +1,77% e +0,69%), mentre la Francia presenta un saldo negativo del 10%.
Il terzo canale, quello degli Special channels (ovvero le autoimmatricolazioni delle case auto, delle concessionarie e i noleggi a breve termine), è infine quello che ha fatto segnare il maggior incremento: + 8,74%. Molto alto l’aumento delle immatricolazioni in Italia (+ 24,84%), a dimostrazione che non è proprio tutto oro ciò che luccica. Sia da noi che in Germania (+15,82%), il sostegno del mercato è merito in gran parte di forzature.
Il dato positivo in Italia, però, è costituito dalle vendite ai privati, che sono in forte crescita: +7,67%, ed è l’incremento maggiore tra i cinque Paesi. L’Italia si conferma, ancora una volta, la patria degli acquisti da parte dei cittadini: pur con un volume complessivo di 371.641 immatricolazioni a gennaio e a febbraio, contro le 485mila della Germania, nel nostro Paese sono state vendute ben 231.185 nuove auto a clientela retail, contro le sole 155.530 della Germania. Molto indietro anche Francia e Gran Bretagna, rispetto all’Italia.
Quasi un’auto su tre tra quelle immatricolate ai privati nei cinque Paesi porta la targa italiana. Il Paese dove si vendono più auto aziendali? Germania (con 116.473 nei primi due mesi di quest’anno) e Regno Unito (90.963). L’Italia, in questo caso, è dietro anche alla Francia (61.971 unità contro le 66.544 transalpine).
Negli Special channels, invece, la Germania precede tutti di anni luce: quasi la metà delle “self-registrations” avviene in questo Paese. Occorre precisare, però, che in Germania da sempre le autoimmatricolazioni dei costruttori rappresentano una fetta cospicua delle nuove targhe: in Germania operano alcuni dei maggiori car maker a livello continentale: Volkswagen con i suoi due brand di punta, Volkswagen e Audi, poi Mercedes, Bmw, Ford e Opel. È normale, quindi, che le auto-immatricolazioni siano moltissime.
Ma cosa succederà nei prossimi anni? Il Forecast di Dataforce sui cinque Paesi Top Europe non prevede sostanziali modifiche alla situazione attuale da qui al 2021. L’Italia si manterrà saldamente il Paese in cui i volumi di vendite ai privati saranno dominanti, con una crescita costante che porterà da 1,156 milioni di immatricolazioni del 2016 agli 1,220 milioni di quest’anno, per poi arrivare – stimiamo – a 1,35 milioni di unità nel 2021.
Previste in calo, invece, le vendite retail in Germania: da 1,173 milioni del 2016 saliranno a 1,2 quest’anno (comunque meno dell’Italia, mentre l’anno scorso la Germania ha prevalso di misura), per poi calare fino a 1,04 tra quattro anni. Medesimo discorso per il Regno Unito, in cui però la flessione delle vendite ai privati è iniziata nel 2016. Quest’anno saranno 1,15 milioni, nel 2021 potrebbero restringersi a 1,070. La Francia, invece, si manterrà più o meno sugli stessi volumi fatti registrare negli anni scorsi.
Nel canale True fleets, invece, l’Italia crescerà costantemente (tranne l’assestamento di quest’anno, come scritto in un altro articolo sul Rapporto Auto aziendali del Sole 24 Ore) fino a raggiungere le 400mila immatricolazioni nel 2021. Una notizia estremamente positiva: si consideri che nell’anno peggiore della crisi economica, il 2013, nel nostro Paese furono targate solamente 210mila auto business. Quasi la metà!
Negli Special channels, la tendenza che si vedrà nei prossimi anni è al ribasso, sebbene i volumi rimarranno comunque oltre i tre milioni di immatricolazioni complessive nei cinque Paesi. In Italia, però, non scenderanno mai sotto la soglia delle 350mila unità, con il 2017 previsto a quota 375mila unità.
Salvatore Saladino
L’autore è country manager Dataforce Italia

Suv e crossover battono compatte 4-3 (nel 2021)

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

La loro crescita nelle flotte è un trend inarrestabile

Suv e crossover sono sempre più le tipologie di carrozzeria preferite dagli automobilisti europei, in particolare per quelli che utilizzano l’auto per lavoro. Lo dimostra un’indagine di Dataforce che quantifica in un 28% sul totale delle vendite business continentali le immatricolazioni di queste vetture alla fine del 2017. Il trend di crescita è costante nel tempo: partite da una quota di mercato modestissima all’inizio del nuovo millennio (nel 2004 furono poco più del 5%), hanno iniziato a crescere con vigore (8% dieci anni fa, 15% cinque anni fa, quasi 26% lo scorso anno) e, secondo il Forecast di Dataforce, non rallenteranno la corsa nemmeno nei prossimi anni. Nel 2021 quasi un’auto aziendale venduta su tre avrà questa tipologia di configurazione.
I motivi del successo di Suv e crossover sono ben noti: aspetto grintoso, stile più marcatamente innovativo e in molti casi sportivo, posizione di guida sopraelevata. Ma la peculiarità più positiva in ottica business è che il gradimento si traduce in un valore residuo positivo, più elevato rispetto ad altre tipologie di carrozzeria. Il che è l’ideale soprattutto per le flotte aziendali, per le quali la vita “utile” è nettamente minore rispetto a quella per gli acquirenti privati e quindi, dopo 3-4 anni di utilizzo, poter contare su una quotazione dell’usato ancora sostenuta permette di abbattere il Total cost of ownership. La diffusione di Suv e crossover è favorita anche dal proliferare dei modelli, perché le Case costruttrici stanno convertendo la loro produzione sempre più verso i modelli più graditi dagli acquirenti.
Secondo il Forecast di Dataforce, che utilizza come fonti di informazione anche quelle ufficiali degli Oem, nel 2021 in Europa saranno in vendita ben 113 modelli differenti di Suv o crossover. Due anni fa erano soltanto 73. Molto meno “frizzante” il mercato delle altre tipologie di carrozzeria. Tra le compatte, fra quattro anni i modelli saranno 44, con un modesto incremento rispetto ai 36 in vendita due anni fa. Stabile nel tempo, invece, il numero di citycar (attorno alla trentina, così come per le medie). Poche le auto di classe superiore: 12 soltanto nel 2015, 14 quelle previste nel 2021.
Il cambiamento nei gusti dei clienti e il riposizionamento dell’offerta ha già prodotto un risultato eclatante nel mercato: le compatte (la Golf, se vogliamo riferirci a un esempio) non sono più le auto più vendute del continente nel canale business, ma dal 2015 lo sono diventate le Suv e le crossover. Non stiamo parlando, ovviamente, dei singoli modelli (la Golf rimane l’auto più venduta in Europa), ma del totale delle tipologie di carrozzeria. La forbice che differenzia Suv e compatte è destinata ad allargarsi ulteriormente da qui ai prossimi anni: nel 2021 ogni tre compatte si venderanno quattro Suv/crossover. Come mostra il grafico che pubblichiamo, quella delle Suv è l’unica tipologia di carrozzeria che crescerà di quota, mentre tutte le altre rimangono costanti nel tempo (e questo succede già da qualche anno). In concreto: l’aumento progressivo e costante delle immatricolazioni che si registrerà in Europa nei prossimi anni sarà tutto merito esclusivo di Suv e Crossover.
In valori assoluti, questo significa che dalle 750mila Suv e crossover immatricolate in Europa dalle flotte aziendali quest’anno (True fleets, ovviamente, cioè depurate dagli Special channels come rent-a-car e auto-immatricolazioni di case costruttrici, importatori e dealer) si sfiorerà il milione di “pezzi” già fra quattro anni. Mentre le compatte rimarranno sostanzialmente allineate attorno ai tre quarti di milione.
Ma quali saranno, invece, le tipologie di carrozzerie che vedranno assottigliarsi le vendite nei prossimi anni? Sicuramente le Small, cioè le citycar, che nelle flotte veleggiano da molti anni a una quota di mercato attorno al 10%. Nel volgere di un quadriennio scenderanno, secondo il Forecast di Dataforce, all’8%. Le auto di classe media sono da tempo in sofferenza: erano il 15% nel 2004, saranno meno della metà nel 2021. Quest’anno saranno circa l’8%. Il crollo delle vendite di Medie è iniziato con il downsizing innescato dalla crisi economica, ma la mazzata finale ha avuto come responsabile proprio il diffondersi di Suv e crossover di categoria media e inferiore. In sostanza, per chiarire il concetto con un esempio, gli automobilisti europei che utilizzano l’auto per lavoro rinunciano all’Audi A4 per mettersi al volante di una Q3. E quelli che un tempo sceglievano una Lancia Delta, oggi si mostrano soddisfattissimi della loro Fiat 500X.
Salvatore Saladino
L’autore è country manager Dataforce Italia

Piccola pausa per gli acquisti auto da parte delle imprese

ilSole24Ore – Rapporti Auto Business

Le stime delle immatricolazioni 2017 di Dataforce spingono alla prudenza, nonostante il trend positivo

La società di analisi di mercato Dataforce prevede un piccolo rallentamento delle vendite business quest’anno, a causa della limitazione del super-ammortamento. Secondo le previsioni, il mercato dell’auto in Italia dovrebbe chiudere a 1,94 milioni di immatricolazioni. Rispetto agli 1,866 del 2016, l’incremento sarebbe del 4%. Ma l’andamento dei tre canali di vendita non sarà lo stesso: i privati saranno quelli che acquisteranno di più, con un saldo positivo del 5,5%. Dataforce prevede infatti che le immatricolazioni del canale più importante in Italia saranno quest’anno 1,22 milioni di unità, rispetto a 1,156 del 2016.
Il canale True fleets (le “flotte vere”, cioè le immatricolazioni dirette delle aziende con l’aggiunta dei noleggi a lungo termine) potrebbe essere invece quest’anno in leggera sofferenza: le vendite passerebbero dalle 350mila unità dello scorso anno alle 345mila di quest’anno. Il piccolo arretramento previsto (-1,3%) è dovuto principalmente alla limitazione del super-ammortamento ai veicoli di utilizzo esclusivamente strumentale e per le aziende che svolgono attività di distribuzione automobilistica (dunque case costruttrici, reti dei concessionari e noleggiatori). Dataforce, quindi, prevede un incremento del successo del noleggio a lungo termine, che si giova del super-ammortamento anche quest’anno, mentre ipotizza una flessione delle immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente il proprio parco auto.
Il terzo canale di distribuzione, quello degli Special channels (ovvero le immatricolazioni aziendali non riconducibili a un cliente effettivamente finale, cioè i noleggi a breve termine, le auto-immatricolazioni delle Case auto e delle concessionarie, cioè auto demo e km zero) farà segnare un saldo positivo anche nel 2017: +4,1%, pari a circa 15mila nuove targhe in più stimate. I tre canali assommati porterebbero a un saldo positivo del 4%. Il rallentamento del mercato business, però, non deve affatto spaventare, secondo gli analisti di Dataforce: si tratta di un assestamento, comunque su volumi nettamente superiori al periodo ante-crisi. Nel 2007, l’anno d’oro del mercato italiano dell’auto, le immatricolazioni superarono i 2,5 milioni, ma le True fleets furono circa 300mila.
Nell’outlook di lungo periodo, Dataforce prevede una crescita costante del mercato dell’auto anche nei prossimi anni: nel 2018 le immatricolazioni dovrebbero arrivare a superare i 2 milioni, poi 2,04 milioni nel 2019, 2,09 nel 2020 e 2,12 nel 2021. Una crescita armonica e costante. Con i due canali “veri”, quello dei privati e quello True fleets, in ottima salute. Le flotte aziendali, infatti, raggiungeranno le 400mila unità nel 2021, ma già nel 2018 daranno confortanti segni di ripresa, attestandosi a 355mila nuove targhe. Da segnalare che il forecast di Dataforce prevede che, a partire dal 2019, le True fleets supereranno gli Special channels: un segnale importante che dimostrerà l’ottimo stato di salute del mercato “vero”.
Se poi le istituzioni dovessero concedere qualche agevolazione agli acquisti aziendali, ma anche soltanto un riallineamento della fiscalità a livello di quella in vigore nel resto dell’Europa che conta automobilisticamente, le già positive previsioni di Dataforce dovranno essere riviste al rialzo. Dall’analisi si evince che il mercato nazionale dell’auto mai potrà tornare – alle condizioni attuali – ai fasti del 2007: il raggiungimento dei mitici 2,5 milioni di targhe non è neanche lontanamente immaginabile. Ma si tratta di un mercato decisamente più maturo rispetto al passato, e anche meno “drogato” rispetto a quello che avviene in altri Paesi d’Europa (si veda anche l’analisi del mercato europeo pubblicata oggi sul Rapporto Auto aziendali del Sole 24 Ore).
Dopo la pausa di riflessione del 2017, quindi, il mercato business tornerà a crescere con vigore, grazie soprattutto al noleggio a lungo termine che, come dimostrano i dati consolidati dei primi due mesi di quest’anno (+17%), si dimostra sempre di più la formula di acquisizione a più alto tasso di crescita per tutte le tipologie dimensionali delle flotte, dai parchi più piccoli (da 1 a 5 unità), fino alle grandi flotte pubbliche o private.
Salvatore Saladino
L’autore è Country manager Dataforce Italia

Flotte in Europa: crescita moderata, ma non nel 2017

La prima conferenza stampa di Dataforce in Italia ha presentato un interessante studio previsivo sull’andamento del mercato (suddiviso per canali) da qui al 2021. Dataforce, società di analisi con sede principale a Francoforte, ha come obiettivo primario portare trasparenza sul mercato Automotive attraverso la raccolta e l’organizzazione dei numeri del mercato, non solo europeo ma anche degli Stati Uniti e in Cina.

L’ultima indagine è stata fatta sui cinque principali mercati europei (Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna), con un approfondimento di maggiore dettaglio sul nostro Paese. Secondo Dataforce, quest’anno il mercato automobilistico nei Paesi Top5 Europe crescerà di poco, passando da 11.117.000 nuove immatricolazioni del 2016 a 11.165.000 unità.

L’incremento più significativo sarà quello del canale Privati (+100.000 nuove targhe), mentre gli Special Channels (cioè le immatricolazioni dei rent-a-car, e le auto-immatricolazioni dei costruttori e dei dealer crescerà in misura più contenuta (circa 13.000 unità in più, raggiungendo un volume complessivo di 3.144.000 unità). Leggera contrazione per il terzo canale di distribuzione: quello delle True Fleets (le flotte vere, cioè le immatricolazioni dirette delle aziende assommate ai noleggi a lungo termine).

La contrazione porterà al termine di quest’anno le vendite aziendali da 2.810.000 a 2.740.000. Una piccola pausa di riflessione, insomma, più che una vera contrazione del mercato, che riguarderà Germania, Regno Unito e Italia. Nel nostro Paese in particolare, il volume delle vendite business dovrebbe calare di circa 5.000 unità (dalle 350.000 del 2016 alle 345.000 del 2017), a causa del minore impatto positivo del beneficio fiscale del super-ammortamento, che da quest’anno è ammesso solamente sui veicoli strumentali (ossia gli autocarri) e per gli operatori professionali (quindi, nel canale True Fleets, solamente i noleggiatori). La situazione, comunque, non è affatto negativa, perché Dataforce prevede una ripresa delle immatricolazioni già nel 2018 (355.000 in Italia), per poi crescere costantemente fino al 2021 (in Italia sono previste per quell’anno 400.000 immatricolazioni business). Continuerà il grande successo del noleggio a lungo termine.

Nel 2017, comunque, Dataforce stima un aumento del mercato italiano del 4% rispetto allo scorso anno, con il canale privati al +5,5%. Nell’analisi previsiva sulle marche, Dataforce rileva un forte incremento per quest’anno delle vendite di Renault, che potrebbe raggiungere addirittura il secondo posto dopo Fiat, precedendo Volkswagen e Ford. Nell’ambito delle flotte aziendali, la notizia più importante riguarda Audi, che già quest’anno dovrebbe installarsi al secondo posto tra le marche preferite, precedendo Volkswagen (ma dietro a Fiat, naturalmente). Meno bene Ford nel 2017 sul canale True Fleets, ma in crescita nel canale Privati.

In occasione della presentazione del suo Forecast, Dataforce ha anche annunciato di aver pronosticato le previsioni di vendita di due modelli strategici per il futuro di FCA: la sostituta della Fiat Punto, che arriverà nel 2018 e sarà una mini-Suv/crossover, e un nuovo modello Lancia, che inizialmente affiancherà la Ypsilon e poi ne prenderà il posto, anch’esso previsto nel 2018. La Ypsilon continuerà la sua carriera commerciale fino al 2019, con una “coda” di immatricolazioni nel 2020. Anche questa nuova Lancia sarà una mini-Suv. A regime (cioè dal 2019), la nuova small suv-crossover erede della Punto raggiungerà volumi di vendita tra le 70.000 e le 80.000 unità all’anno (dati relativi al mercato Italia), mentre la derivata Lancia si attesterà tra le 40.000 e le 50.000 unità. Per la “nuova Punto” (il nome non è ancora stato deciso, ovviamente), quindi, si prevede un successo maggiore rispetto al modello che andrà a sostituire.

Marco Di Pietro

Analisi per canali di vendita Dataforce a febbraio 2017

Il noleggio a lungo termine cresce ancora, crollo delle flotte aziendali in proprietà, boom delle autoimmatricolazioni

In sintesi, la chiusura del mese di febbraio per canale di vendita è esattamente questa. Le autoimmatricolazioni delle concessionarie per le vetture aumentano del +43,5% e, per i veicoli commerciali, del + 216,2%, mentre quelle delle case auto, sempre sul mercato vetture, raggiungono addirittura il +245%! Il noleggio a lungo termine prosegue inarrestabile la sua crescita: nel mercato vetture segna il +23% rispetto ai primi due mesi dello scorso anno e, in quello dei veicoli commerciali fino a 3,5 t., migliora del 37% le sue performance. Un evidente segnale che il super-ammortamento continua a favorire chi ancora ne può beneficiare. Al contrario, le immatricolazioni di vetture in proprietà e leasing a società, cala di quasi il 12% (gli LCV addirittura crollano del 29,61%).


Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI
– Le immatricolazioni a società includono anche quelle taxi, noleggio con conducente, autoscuole ed enti pubblici
– Societa di Noleggio a Lungo Termine Top: ALD, Arval, Athlon, Car Server, Leaseplan, Locauto, Sifa’
– Societa di Noleggio a Lungo Termine Captive di diretta emanazione della casa automobilistica: Alphabet (BMW), Leasys (Fiat), Mercedes-Benz, PSA, Renault/Nissan, Volkswagen
– Societa di Noleggio a Breve Termine Top: Avis, Europcar, Hertz, Maggiore, Sixt

Una su quattro è SUV

Su 11 milioni di auto vendute nel 2016 in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Spagna, 2,9 milioni sono Sport Utility Vehicles. Con un mercato stabile nei prossimi 5 anni, questo segmento sarà l’unico a crescere

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Saranno mezzo milione le SUV vendute in Italia nel 2016: questa è la previsione di Dataforce, società internazionale di analisi del mercato automotive. Ovvero 100.000 in più rispetto allo scorso anno. Questo dato ci posiziona, in termini di volumi, al quarto posto nella graduatoria dei 5 Paesi d’Europa automobilisticamente più rilevanti, alle spalle del Regno Unito (che quest’anno immatricolerà 768.000 SUV, il 29% del totale del mercato), della Germania (736.000, con una quota del 22%) e a un’incollatura dalla Francia, che è un mercato più grande del nostro (540.000 SUV, pari al 26% di tutte le nuove targhe). Ma davanti alla Spagna (337.000 SUV, che corrispondono al 28%). L’Italia è dunque una delle nazioni europee in cui i SUV hanno più successo, perché oltre un’auto nuova su quattro (il 27%) appartiene a questa tipologia. Una tendenza che si consoliderà anche nei prossimi anni, sempre secondo le previsioni di Dataforce: nel 2017 il forecast ipotizza che le vendite di sport utility supereranno le 530.000 unità, per sfiorare quota 590.000 nel 2018 e infrangere la barriera delle 600.000 targhe tre anni dopo.
Scendendo nel dettaglio dell’analisi, i clienti dei SUV sono in larga misura privati in tutti i Paesi, tranne la Germania, dove la quota maggiore di questa tipologia di veicoli è appannaggio degli “Special Channels” (cioè i noleggi a breve termine, sommati alle auto-immatricolazioni di case costruttrici e concessionari). In Italia, per esempio, la quota dei SUV acquistati dai privati raggiunge il 68%, con le “True Fleets” (vale a dire le immatricolazioni a utente finale aziendale, assommati ai noleggi a lungo termine) che conquistano una quota del 20%, e i “canali speciali” si accontentano di una fetta di soli 12 punti percentuali (ciò si spiega col fatto che per questa categoria di automobili raramente si fa ricorso alle km zero).
Tutto il comparto dei SUV è in crescita, secondo le previsioni di Dataforce: se nel 2015 rappresentavano una quota del 22,8% sul totale delle vendite nei Paesi Top 5 Europa, quest’anno raggiungeranno il 26% e, nel 2017, il 27,7%. Con una crescita costante che, tra 5 anni, porterà i SUV a conquistare quasi un terzo delle vendite (il 31,3% dell’intero mercato).
Concentrando l’analisi sulle vendite flotte a società e noleggio a lungo termine (“True Fleets”) nei cinque Paesi automobilisticamente più rilevanti, il modello più venduto del 2016 rimarrà la storica leader del segmento, la Nissan Qashqai, che crescerà di almeno 5.000 unità rispetto al 2015, raggiungendo oltre 57.000 immatricolazioni. Incrementando la distanza già siderale con la rivale più accreditata, che quest’anno è la Ford Kuga (circa 30.000 vendite) e lo scorso anno era la Opel Mokka (32.000 unità nel 2015, 28.500 quest’anno). Quarta nel 2016 è la Volkswagen Tiguan, con sole 100 targhe in meno della Mokka, quinta è la Renault Kadjar, che nel primo anno intero di commercializzazione raggiunge quota 27.659 unità e supera persino la sorella minore Captur.
Posizioni molto ravvicinate anche per i modelli che seguono nella graduatoria: Kia Sportage, Hyundai Tucson, Nissan Juke e Audi Q3. Completamente differente la classifica True Fleets sui SUV in Italia: al primo posto nel 2016 c’è la Fiat 500X (11.653 esemplari nella previsione di Dataforce a fine anno 2016), seguita dalla “gemella” Jeep Renegade (7.968 unità), poi la Nissan Qashqai (6.105), l’Audi Q3 (3.860) e la Mini Countryman (3.342).

Alfa Romeo Stelvio: oltre la metà in Italia

Dataforce ha realizzato un forecast sulla nuova Alfa Romeo Stelvio, le cui consegne inizieranno l’anno prossimo. Secondo le previsioni, nel 2017 i 5 Paesi più rilevanti d’Europa in termini di vendite (Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna) immatricoleranno oltre 4.700 Stelvio (di cui la metà in Italia). Quasi 1.200 delle Stelvio vendute nel nostro Paese saranno acquistate dai privati. L’anno di maggiore successo della Stelvio sarà il 2018, quando nei Paesi Top 5 se ne venderanno 5.500 unità.

Analisi mercato ottobre 2016 – Mission Fleet

I primi 10 mesi del 2016 del mercato italiano delle vendite auto e veicoli commerciali leggeri si sono conclusi con una crescita del 18,4%, con un incremento maggiore per i mezzi da lavoro (+38,69%) rispetto a quello fatto registrare dalle autovetture (+16,77%). Le cifre citate in questo articolo sono a cura di Dataforce che, in questo modo, vuole rispondere alle esigenze del management strategico ed operativo di tutta la filiera automotive col suo supporto di business intelligence e dare la massima trasparenza a questo mercato.
Da gennaio a ottobre 2016 sono state targate 1.585.721 vetture, contro le 1.358.032 dello stesso periodo del 2015. Nei primi 10 mesi dell’anno, la parte del leone l’hanno fatta come sempre i privati, che con quasi 1 milione di nuove targhe (esattamente 977.465 unità) hanno fatto segnare un incremento del 14,1%. Le immatricolazioni dirette delle aziende sono cresciute, in proporzione, in modo più consistente: +25,84%, raggiungendo i 70.117 esemplari, cui vanno aggiunte altre 23.420 unità immatricolate con la formula del leasing finanziario (+11,27%). Il successo delle flotte aziendali è in buona parte ascrivibile all’incentivo fiscale del “super-ammortamento”. Sul versante dei veicoli commerciali leggeri, le vendite complessive sono state di 151.487 unità, con un incremento di oltre 42.000 targhe.
Ma il comparto di maggior volume, dopo quello dei privati, è stato quello del noleggio a lungo termine, che da gennaio a ottobre ha targato 195.303 nuove automobili (quasi 30.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2015), con un incremento percentuale del 17,31%. Le vendite di auto ai noleggi a breve termine sono cresciute invece da gennaio a ottobre di circa il 19%, a conferma di un comparto sempre in ottima salute. Ottobre in particolare è stato un mese eccellente per i RAC: +149,2%. A ulteriore riprova che il mercato dell’automobile stia attraversando un periodo favorevole, si può osservare che tutti i canali mostrano il segno “più”, anche quelli che non riguardano direttamente gli utilizzatori finali: le auto-immatricolazioni delle Case costruttrici, per esempio, nel cumulato annuo hanno fatto segnare un balzo in avanti del 43,66%, mentre le targhe intestate alle reti di vendita sono cresciute del 22,02%. Queste “auto-immatricolazioni”, oltre che vetture “demo”, si trasformano in gran parte in “chilometri zero”, una pratica commerciale sempre molto gradita dai clienti finali, specie quando acquistano l’auto senza dare in permuta l’usato. In questo modo i clienti possono massimizzare lo sconto.
Tornando ai veicoli commerciali leggeri, come detto in precedenza, le immatricolazioni sono cresciute moltissimo, ma a beneficiarne sono stati solamente alcuni canali: gli acquisti diretti delle aziende (+37,58%), che costituiscono circa la metà del totale delle immatricolazioni, e il noleggio a lungo termine (+70,31%). Quest’ultimo canale, in termini di volumi, ha sfiorato in 10 mesi le 40.000 unità. Molto bene anche il rent-a-car: +40% rispetto al 2015.
Per quanto riguarda il forecast di Dataforce sul mercato Passenger Cars per l’anno 2016, a fine anno si dovrebbero raggiungere 1.841.000 nuove targhe. Per i privati Dataforce prevede un livello di immatricolazioni pari a 1.152.000 unità (furono poco più di 1 milione nel 2015), per le flotte aziendali circa 341.000 nuove targhe (con una crescita di oltre 50.000 unità) e per i canali speciali (cioè le intestazioni al noleggio a breve termine, alle concessionarie e alle case automobilistiche) di circa 347.000 mila unità (+52.000 sul 2015). Per il 2017, il forecast di Dataforce prevede un mercato Passenger Cars totale di 1.875.000 esemplari, con i privati in crescita a 1,23 milioni, le flotte aziendali in leggera contrazione (319.000 unità), così come gli Special Channels (325.000 unità).
Ecco invece l’analisi della Top 5 per canale di mercato. Nelle flotte “vere” (vendite aziendali dirette più noleggi a lungo termine) le posizioni di FCA sono intaccate soltanto dalla Volkswagen Golf (quinta alle spalle di Panda, 500L, 500X e 500). Negli Special Channels, invece, la graduatoria comprende solamente modelli del Gruppo. Le prime cinque posizioni sono: Fiat Panda, 500 L, Punto, Lancia Ypsilon e Fiat 500.

Mercato Business: il noleggio va a gonfie vele

Cresce il comparto del noleggio a lungo termine, un settore dominato da quattro principali operatori e con una graduatoria di marche e modelli preferiti molto diversa da quella dei clienti privati

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Il mercato italiano dell’automobile gode di ottima salute nel 2016. Si tratta di una crescita equilibrata per tutti i tre canali di vendita in cui Dataforce suddivide il mercato: privati (coloro che intestano l’auto nuova utilizzando il proprio codice fiscale), vendite business, cioè gli acquisti aziendali e i noleggi a lungo termine (è il comparto che Dataforce definisce “True Fleets”, le flotte vere, cioè le vetture che hanno come effettivo utilizzatore finale un cliente aziendale, privato o pubblico, e “Special Channels” (nella segmentazione di Dataforce, sono considerati canali speciali le immatricolazioni dei noleggiatori a breve termine, delle case costruttrici nazionali, ovvero il Gruppo FCA, degli importatori e dei concessionari.

Da gennaio ad agosto, la crescita delle vendite a privati rispetto agli stessi mesi del 2015 è stata del 17,75% (pari a circa 120.000 nuove targhe in più), del 16,33% per le True Fleets +32.500 unità) e del 17,82% per gli Special Channels (+38.300 automobili). La crescita media dell’intero mercato è stata dunque di 17,5 punti percentuali.

Ma concentriamoci sul comparto del noleggio a lungo termine, la formula che in questi ultimi anni sembra risultare più gradita ai clienti aziendali, perché permette di racchiudere in un’unica rata mensile tutti i costi dell’auto (la ripartizione finanziaria per l’affitto del veicolo, le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e le coperture assicurative). Il noleggio a lungo termine, inoltre, permette alle imprese di pianificare con estrema certezza le spese di mobilità. Il mercato italiano è dominato da quattro operatori principali, che complessivamente raccolgono il 72,2% dei contratti di long rent: Leasys (controllata da FCA), ALD Automotive (appartenente al Gruppo bancario francese Société Générale), Arval (Gruppo BNP Paribas) e LeasePlan (multinazionale olandese di proprietà di alcuni fondi d’investimento). A scorrere la classifica dei player preferiti, Leasys è il noleggiatore leader di mercato, seguito da ALD Automotive e da Arval, con ALD che ha soffiato da quest’anno la piazza d’onore ad Arval. Tutti e tre i player sul podio hanno una quota di mercato di poco superiore, vicina o non molto lontana dal 20%. La graduatoria, perciò, potrebbe cambiare negli ultimi mesi dell’anno, anche perché stanno per essere consegnati i primi veicoli della più importante gara di flotta aziendale dell’anno, quella di Poste Italiane. Una gara che si è conclusa con l’assegnazione di vari lotti proprio ai quattro principali operatori del noleggio a lungo termine: Arval ha acquisito oltre 10.500 “pezzi”, Leasys 6.200, LeasePlan quasi 5.000 e ALD 3.300.

Quali sono le marche preferite dai clienti di noleggio? La classifica, pur vedendo in prima posizione Fiat, è un po’ diversa da quella del mercato dei privati: quattro marche tedesche inseguono (a distanza) il costruttore nazionale: Ford, Volkswagen, Audi e BMW. Con Ford che ha “scippato” il secondo posto al colosso di Wolfsburg, grazie a un incremento dei contratti di ben il 40% da gennaio ad agosto. Volkswagen, invece, è calata del 2%. In ottima salute Audi e BMW, con percentuali di crescita superiori al 20% per entrambe. Segno meno, invece, per Peugeot e Citroen.

Nella top ten dei modelli più noleggiati dalle aziende italiane, la graduatoria vede il predominio di modelli Fiat: Panda, 500 L, 500 X e 500. Prima tra le straniere la Peugeot 308. Nelle posizioni di rincalzo, quattro tedesche (Audi A4, Volkswagen Passat, Ford Fiesta e Golf) e infine, new entry in classifica, la Jeep Renegade.

Forecast Dataforce: flessione delle flotte l’anno prossimo e poi crescita costante

Se nel 2016 il mercato italiano delle flotte aziendali farà segnare alla fine dell’anno una crescita importante (+50.000 unità) grazie anche agli effetti positivi della normativa sul “super-ammortamento” (che consente di incrementare la deducibilità sui veicoli aziendali del 40%), le previsioni di Dataforce sul 2017 non sono altrettanto positive. Fermo restando che, al momento attuale, non è prevista una proroga del “super-ammortamento”, gli analisti della società tedesca prevedono che il prossimo anno a crescere sarà soprattutto il comparto dei privati, che dovrebbe raggiungere 1.230.000 immatricolazioni contro il 1.150.000 del 2016. Per le “flotte vere” (cioè le immatricolazioni delle aziende che acquistano direttamente e i noleggi a lungo termine), invece, è previsto un calo di circa 20.000 unità (passando da 340.000 a 320.000 nuove targhe, con una flessione di circa 6 punti percentuali). Il 2017, dunque, sarà per il mercato business un anno di consolidamento, dopo l’eccellente risultato del 2016 che vedrà, a dicembre, una crescita anno su anno del 17,2%. Nel 2018, il comparto business tornerà ad attestarsi sugli stessi livelli del 2016, mentre negli anni successivi, invece, il mercato riprenderà a salire in maniera costante al ritmo, per le flotte aziendali, di 10.000 unità in più all’anno.